L’acqua scorre lenta e silenziosa tra le calli di Venezia, eppure parla con forza. Melissa McGill, artista nata nel Rhode Island nel 1969, da più di trent’anni si confronta con questo elemento vitale, intrecciandolo con storie di paesaggi e comunità. Qui, in questa città sospesa tra terra e mare, la sua ricerca si fa ancora più intensa. Alla galleria 10 & zero uno, la mostra AQUAE, aperta fino al 20 giugno 2026, non è solo una raccolta di opere: è un dialogo vivo, che coinvolge chi guarda e chi vive Venezia, intrecciando passato e presente.
Melissa McGill non si limita a un solo linguaggio: spazia dalla pittura alla fotografia, dalle installazioni site-specific alle performance pubbliche. Il filo conduttore è sempre l’acqua, intesa come presenza viva, capace di raccontare storie e legare le persone ai luoghi. Nei suoi lavori coinvolge le comunità, adattando ogni progetto al contesto in cui nasce. Tra i riconoscimenti più importanti ci sono la residenza al Bellagio Center della Rockefeller Foundation nel 2026 e il National Endowment for the Arts ArtWorks Grant, che confermano la sua capacità di coniugare impegno sociale e qualità artistica.
Nel 2019 Venezia ha ospitato uno dei suoi progetti più celebri: Red Regatta. Più di 250 veneziani hanno navigato la laguna formando un’installazione galleggiante di grande impatto visivo e simbolico. Nel 2025, a Toronto, ha realizzato A Lake Story, coinvolgendo centinaia di persone in un’esperienza simile. Questi momenti mostrano quanto il suo lavoro sia partecipativo e performativo, pensato per stimolare riflessioni e sensibilizzare sul rapporto tra acqua e comunità.
Alla galleria 10 & zero uno, nel cuore di Castello, AQUAE raccoglie opere che raccontano il legame di McGill con il paesaggio lagunare. Il titolo, dal latino plurale di “acqua”, invita a scoprire le molte forme e sfumature di questo elemento che domina Venezia.
Tra le opere più significative c’è la serie Eridanus, dove l’artista ha lavorato su mappe della Laguna di Venezia e del Delta del Po. Usando pigmenti naturali e materiali organici, ha trasformato i fiumi in segni di energia e simboli di una nuova consapevolezza ambientale. Non si tratta solo di rappresentazioni, ma di inviti a riscoprire l’acqua come tessuto vitale e complesso.
I Lagoon Watercolor Studies, invece, sono acquerelli realizzati con l’acqua stessa della laguna, un gesto che carica ogni quadro di un significato intimo e tangibile. Non manca una fotografia di Red Regatta, che riporta alla memoria quell’evento collettivo e simbolico del 2019. L’esposizione conferma il forte legame di McGill con Venezia, città laboratorio dove la sua ricerca continua a crescere.
Tra aprile e maggio 2026, nel sestiere di Castello, McGill ha portato avanti Marea, un progetto che ha coinvolto direttamente i residenti di Corte Nova. Qui i fili per il bucato, tipici degli spazi urbani veneziani, si sono trasformati in supporti per grandi lenzuola dipinte a mano, sospese e mosse dal vento. Questi “teli d’onda” richiamano le maree e le storie della comunità, creando un ponte tra la città e il suo ambiente naturale.
L’installazione nasce come riflessione sulle tensioni che attraversano Venezia: il turismo di massa, i cambiamenti climatici che minacciano la laguna, l’identità di una città in trasformazione. Attraverso l’arte partecipata, McGill dà voce agli abitanti, rendendoli protagonisti attivi di una storia condivisa. Marea diventa così un’opera collettiva dove il gesto creativo si fa impegno e riappropriazione.
Melissa McGill vive tra Venezia e New York, due città molto diverse ma entrambe parte della sua esperienza. Venezia è per lei un luogo unico, dove suoni, luci e riflessi dell’acqua hanno segnato profondamente il suo lavoro e la sua vita. Pur senza una casa fissa in laguna, si sente parte della comunità grazie ai legami culturali e personali costruiti nel tempo.
Con Marea e l’intera mostra AQUAE, l’artista mette in luce l’impatto pesante del turismo di massa e i danni ambientali causati dall’uomo. Ma celebra anche la forza e la resilienza di Venezia e dei suoi abitanti, invitando a riflettere sulle scelte da fare per il futuro della città. L’arte diventa così strumento di denuncia, ma anche di speranza.
Il lavoro di Melissa McGill sa unire sensibilità e impegno, esperienza personale e vocazione pubblica. Venezia, con tutte le sue fragilità e la sua forza, resta un punto fermo in questo percorso. AQUAE e Marea sono un tassello importante in un dialogo che dura da più di trent’anni tra arte, acqua e comunità.
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