Un anno fa, Andrea Zorzetto ha confessato il fallimento della sua prima startup, rompendo un silenzio spesso impenetrabile tra gli imprenditori. Oggi, però, è di nuovo in pista. Il suo nuovo progetto, Cato, ha appena raccolto 1,6 milioni di euro da investitori che già lo conoscono e credono nel suo talento. L’obiettivo? Sconvolgere un settore notoriamente complesso e poco digitalizzato: le gare d’appalto pubbliche italiane. Qui, montagne di carta rallentano tutto, la trasparenza è un miraggio e le risorse in gioco sono immense — stiamo parlando di circa 500 miliardi di euro ogni anno. Cato vuole cambiare le regole del gioco, sfruttando l’intelligenza artificiale per portare ordine e velocità. Zorzetto, insieme al giovane co-fondatore Matteo Bossolini, ha messo tutto sul tavolo, deciso a trasformare il sistema dall’interno.
L’idea di Cato parte dall’esperienza diretta di Zorzetto, che a luglio compirà 32 anni. Dopo aver studiato politiche pubbliche e lavorato nelle amministrazioni di Londra e Parigi, si è tuffato nel mondo delle startup. Guardando fuori dall’Italia, ha visto come alcune realtà americane stessero già usando l’intelligenza artificiale per semplificare le gare d’appalto, un campo ricco di opportunità ma trascurato da noi. Da qui è nata la decisione di prendere quel modello e adattarlo al contesto italiano, che è senza dubbio più complesso ma anche più strategico.
Il progetto è partito in fretta: a fine giugno 2025, Zorzetto ha incontrato Matteo Bossolini, un programmatore di 23 anni che lavora nel settore tech da quando ne aveva 12. L’intesa è stata immediata: hanno provato l’idea per una settimana e poi non si sono più fermati. Matteo, oggi Chief Technology Officer, guida lo sviluppo tecnico e il design del prodotto, portando un approccio all’avanguardia grazie alla sua esperienza e alla cultura AI maturata in altre startup.
L’intelligenza artificiale di Cato non si limita a sostituire il lavoro manuale, come leggere e riassumere decine e decine di pagine. Il vero salto è la capacità di analizzare grandi moli di dati sulle gare pubbliche: individuare velocemente le occasioni più adatte, prevedere i risultati basandosi su dati storici di vincitori e concorrenti, e portare trasparenza in un mercato tradizionalmente poco chiaro.
Il mercato del procurement pubblico è enorme ma pieno di burocrazia, regole complicate e una frammentazione che scoraggia anche i più audaci. Zorzetto, che si occupa soprattutto della parte commerciale, racconta che la vera difficoltà non è tecnica — quella è ben gestita da Matteo e dal suo team — ma la resistenza del mercato a cambiare.
In Italia, le gare d’appalto sono ancora legate a processi tradizionali, dove abitudini consolidate e burocrazia rallentano l’ingresso di novità. Eppure, in pochi mesi Cato ha già conquistato 35 clienti tra piccole e medie imprese e grandi aziende, in settori diversi: dalla sanità alla tecnologia, dalle costruzioni ai servizi. Questo dimostra che, nonostante tutto, l’AI può fare breccia anche in un ambiente visto come lento e conservatore.
Va detto che in Italia la disponibilità di dati pubblici, anche se a volte dispersivi, è un vantaggio rispetto ad altri Paesi europei. Questo rende il nostro mercato un terreno ideale per testare e far crescere soluzioni AI avanzate.
Parlando con i clienti si capisce subito l’impatto di Cato. Un episodio racconta molto: il venerdì santo un cliente, una PMI, ha segnalato un problema con l’agente AI che gestiva la chat interna, spiegando che senza quella correzione non avrebbe potuto partecipare a una gara. Dall’altra parte, un commerciale di un’azienda da 700 milioni di fatturato ha confessato che ormai non riuscirebbe più a leggere manualmente tutti i documenti necessari per le gare.
Questi racconti mostrano come la piattaforma sia diventata indispensabile per i clienti, liberandoli da compiti ripetitivi e stressanti per concentrarsi sulle strategie vincenti. L’AI cambia radicalmente la gestione delle gare, riducendo errori, attese e incertezze nel reperire le informazioni.
Non si tratta solo di aumentare la produttività: questa rivoluzione sta cambiando la mentalità degli imprenditori, che ora lavorano in modo più efficiente, basandosi su dati concreti, con un impatto positivo sui risultati.
Zorzetto racconta che affrontare e rendere pubblico il fallimento della sua prima startup, Peoplerank, gli ha dato una marcia in più. Quell’esperienza, che definisce “ideale” perché non ha provocato danni troppo gravi, gli ha insegnato a perdere meno tempo a preoccuparsi e a mettere più energia nelle cose da fare.
“Ora mi diverto di più e sono più motivato”, dice. “Non cerco solo il successo, ma voglio risolvere problemi veri, velocemente, con le persone giuste”. Da qui la voglia di muoversi subito e concretamente, senza perdere tempo in calcoli eccessivi che rallentano.
Una svolta è arrivata a settembre 2025, quando Zorzetto e Bossolini hanno deciso di rifare tutto da zero, sia sul prodotto che sul mercato, lavorando gomito a gomito tra vendite e sviluppo. Questo modo di fare, sempre con l’atteggiamento del “day 1”, ha portato una crescita più veloce rispetto alla maggior parte delle startup europee simili.
Cato si definisce “AI-intensive” perché l’intelligenza artificiale non è solo una parola da usare nei discorsi, ma il cuore del prodotto. Grazie agli agenti AI sviluppati in anticipo rispetto ai piani, oggi la piattaforma copre un’ampia gamma di attività, sia documentali che analitiche, molto più di quanto riusciva a fare solo due anni fa.
Il dato dei 9 miliardi di token usati solo a marzo 2026 dimostra quanto i clienti si affidino all’AI per affrontare gare complesse e articolate, soprattutto in settori anticiclici come la sanità.
Per Zorzetto la differenza tra chi usa davvero l’AI come vantaggio competitivo e chi la usa solo come slogan è netta. In futuro, chi offrirà benefici concreti sarà l’unico a emergere. L’AI non è solo tecnologia, ma una leva strategica per vincere in mercati complicati e frammentati.
Sul piano sociale ed economico, l’intelligenza artificiale si presenta come uno strumento fondamentale per affrontare le difficoltà strutturali dell’Italia: un Paese con una popolazione che invecchia, pochi giovani e una pubblica amministrazione complessa. Molte aziende faticano a trovare esperti di gare d’appalto e spesso devono offrire stipendi alti per trattenere chi se ne va.
In questo quadro, la produttività aumentata dall’AI diventa la strada più efficace per mantenere competitività e innovazione, compensando la carenza di personale e velocizzando le decisioni.
La diffusione della tecnologia abbassa le barriere d’ingresso, ma alza quelle per chi vuole davvero emergere: solo i professionisti migliori e le startup più rapide potranno farcela in un mercato sempre più selettivo.
Per Andrea Zorzetto ricominciare oggi vuol dire affrontare ogni settimana nuove sfide con entusiasmo e determinazione. Con un team di una dozzina di persone motivate, capaci di spingere forte senza mai perdere umiltà, la parola d’ordine è divertimento: un elemento che ha riportato il fondatore alla voglia di innovare.
Cato sta cambiando la routine di aziende che lavorano per scuole, ospedali e infrastrutture, tutte unite dall’obiettivo di fare impresa offrendo un servizio utile alla comunità. Ogni nuova funzione rilasciata, ogni cliente in più è un segnale di crescita sana e di un ecosistema che si rafforza.
In questo movimento continuo, Andrea ricorda le parole di un collega che riassumono lo spirito del progetto: non si smette mai, “it’s always day 1”.
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