Economia

Bonus Mamme con ISEE alto: non puoi capire quanto è vantaggioso

Bonus Mamme con l’ISEE alto: questo beneficio economico è davvero vantaggioso per queste categorie, ecco tutte le informazioni in merito.

Bonus mamme con ISEE alto – etruriaoggi.it

La Legge di Bilancio 2024 ha previsto diversi sostegni economici per aiutare persone fragili, famiglie con figli a carico e madri lavoratrici. A queste ultime, ad esempio, è indirizzato il “bonus mamme”. Il Bonus Mamme è un esonero della contribuzione previdenziale destinato alle lavoratrici che hanno almeno tre figli, ma può essere esteso anche nel caso di due figli. Secondo quanto evidenziato da un’indagine condotta da Fisac Cgil, questo sussidio economico si rivela particolarmente vantaggioso nel caso di famiglie in cui il valore ISEE è più alto.

Il Bonus per le madri lavoratrici con figli piccoli: il sussidio è maggiore se l’ISEE è più alto

Agevolazioni economiche per madri con figli piccoli – etruriaoggi.it

La circolare, con tutte le indicazioni sul Bonus Mamme, è stata pubblicata sul portale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale giovedì 1 febbraio 2024. Nella circolare si legge che il bonus consiste nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri di tre o più figli. Secondo l’articolo 1, comma da 180 a 182, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026”, possono accedere all’esonero tutte le lavoratrici madri, dipendenti di datori di lavoro sia pubblici che privati.

Il nuovo Bonus mamme prevede l’esonero della contribuzione previdenziale (9,19% della retribuzione) per le lavoratrici madri, fino a un massimo di tremila euro annui da ripartire su base mensile. Il bonus, destinato alle lavoratrici che hanno almeno tre figli, per quest’anno in via sperimentale è attribuito anche alle madri con due figli. Il Bonus Mamme è rivolto a tutte le dipendenti del settore pubblico e privato (anche agricolo, in somministrazione e in apprendistato) con contratto a tempo indeterminato.

La riduzione della contribuzione non si traduce, però, in un aumento di stipendio netto di pari valore. Tale riduzione può infatti portare a una crescita dell’imponibile IRPEF e quindi a una maggiorazione delle tasse. Il bonus varia con la retribuzione: chi guadagna un importo minore riceverà un bonus dal valore inferiore. A ricevere maggiori benefici sarebbero le lavoratici con indicatore ISEE più alto e con retribuzioni lorde attorno ai tremila euro.

Per chi ha un ISEE più basso, invece, l’esonero dalla contribuzione delle lavoratrici e il conseguente aumento dell’ISEE potrebbe determinare per il prossimo anno la riduzione o l’esclusione da altre misure di sostegno, come l’Assegno unico per i figli a carico o il Bonus bollette.

Elisabetta Guglielmi

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