L’innovazione non è un concetto astratto, ma una sfida concreta, ripete spesso Paolo Magni, Innovation & ESG Manager del Gruppo Enercom. A Crema, questa frase non è solo uno slogan: è la filosofia che guida ogni scelta dell’utility locale. Mentre il mondo corre verso la transizione energetica, Enercom ha scelto di scommettere su tecnologia e sostenibilità, intrecciandole con il territorio e i suoi cittadini. Non si tratta di promesse vuote, ma di un impegno tangibile che si sta traducendo in progetti reali, pronti a disegnare il futuro tra il 2025 e il 2030.
Con più di 450 dipendenti e un fatturato che supera i 300 milioni di euro, Gruppo Enercom vede nell’innovazione la chiave per una transizione energetica concreta e sostenibile. Non è un tema messo lì per moda, ma un pilastro del Piano Strategico 2025–2030 che guida gli investimenti lungo tutta la filiera: dalla produzione da fonti rinnovabili alle reti di distribuzione, dai servizi ai clienti fino alla governance interna.
L’obiettivo è chiaro: rendere il sistema energetico più pulito, resiliente e vicino al territorio, sfruttando le nuove tecnologie. Magni sottolinea che qui l’innovazione deve tradursi in risultati veri, con un equilibrio tra sostenibilità ESG e valore economico, mettendo sempre al centro persone e clienti. Nel biennio 2025–2026, il gruppo si concentra su cinque aree chiave: potenziare la produzione da rinnovabili ; digitalizzare e introdurre la manutenzione predittiva sulle reti; innovare i servizi energetici e offrire consulenza a PMI e pubblica amministrazione; usare l’intelligenza artificiale nelle operazioni e nel rapporto con il cliente; infine, rafforzare l’organizzazione e la formazione per affrontare il cambiamento.
A Enercom l’innovazione non è roba di un reparto isolato, ma un lavoro di rete che coinvolge tutta l’azienda. La Funzione Innovation & ESG fa da regia, tenendo i contatti con l’esterno e coordinando le diverse business unit. Così si evita la dispersione tipica di strutture troppo frammentate, mantenendo però agilità e focus.
Per fare questo, è stata creata una riunione mensile tra il team Innovation e i vertici delle società del gruppo . Un modo per tenere sempre aperto un canale di confronto e per organizzare meglio lo scouting interno.
Le idee arrivano sia dall’alto — grazie a eventi e networking — sia dal basso, cioè dal lavoro quotidiano sul campo. Quest’ultimo sta prendendo sempre più peso, rendendo il processo più aderente alle esigenze reali. I progetti si muovono veloci: da una prima esplorazione si passa rapidamente a test di fattibilità, poi a pilota e infine alla produzione vera e propria.
L’intelligenza artificiale in Enercom ha due facce: serve a migliorare i processi interni e a innovare i servizi per i clienti. Già oggi l’AI supporta le attività di analisi documentale, sintesi dati, preparazione di report e automazione delle operazioni di routine. Il tutto con un occhio attento alla formazione e a regole chiare per non perdere di vista responsabilità ed efficacia.
Nel servizio clienti, l’AI ha fatto passi importanti: l’apertura dei ticket è ormai automatizzata, con robot che estraggono informazioni e precompilano dati. Poi arrivano strumenti di intelligenza semantica che analizzano sentiment e categorizzano le richieste. Un vero salto in avanti è l’agente AI dedicato ai reclami, disponibile su piattaforme digitali come Copilot Web e Microsoft Teams. Questo aiuta gli operatori a trovare velocemente riferimenti normativi e delibere ARERA, semplificando pratiche spesso complicate.
Il risultato? Nel 2025, senza aumentare il numero di richieste, i tempi medi di gestione delle pratiche standard sono calati del 66%. Un risparmio di tempo e risorse che dimostra come investire in AI porti benefici concreti.
Enercom ha puntato su un modello selettivo di open innovation, sviluppato dalla Funzione Innovation & ESG insieme alle business unit. L’obiettivo è costruire rapporti solidi con i protagonisti dell’ecosistema italiano: acceleratori, università, piattaforme di startup e programmi dedicati.
Così si concentra l’energia dove serve, evitando dispersioni. Tra i progetti più importanti c’è NexTown, una piattaforma che mette in contatto le risorse del gruppo con startup attive nel campo delle smart city e delle soluzioni innovative. Anche la collaborazione con l’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano rientra in questa strategia, per restare sempre aggiornati sulle novità.
Le collaborazioni con le startup sono parte integrante dell’innovazione in Enercom. Nel tempo il gruppo ha lavorato a vari livelli, dalla semplice esplorazione fino a progetti pilota e industrializzazione, con realtà specializzate in IoT, AI conversazionale, digital signage, formazione, engagement, legal tech e analisi dati.
L’esperienza ha insegnato alcune cose fondamentali. Prima di tutto, è importante partire da un problema interno ben definito: così si ottengono risultati migliori rispetto a cercare applicazioni a tecnologie già pronte. Poi, bisogna gestire bene le aspettative: le startup lavorano velocemente, ma con risorse limitate, quindi obiettivi e tempi devono essere chiari sin dall’inizio. Infine, il vero banco di prova è l’integrazione organizzativa: passare dalla sperimentazione all’uso operativo richiede di far dialogare sistemi vecchi e nuovi, processi e persone spesso non coinvolte nella prova.
Enercom dimostra che l’innovazione può diventare un fattore strutturale di cambiamento industriale e culturale, dove tecnologia, sostenibilità e competenze si uniscono per avere un impatto reale sui territori e sui clienti.
Qui l’innovazione non è un reparto a parte, ma il motore che spinge ogni giorno verso un futuro energetico più efficiente e sostenibile.
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