Nel 2026, nel cuore pulsante di Milano, Prysmian ha tracciato una strada nuova per l’innovazione nei cavi e nei sistemi per energia e dati. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un mosaico che mette insieme ricerca, digitale e collaborazioni con startup. L’obiettivo? Trasformare le idee in soluzioni concrete, pronte a conquistare il mercato. Prysmian ha messo a punto un modello integrato, dove processi interni e monitoraggio avanzato dialogano senza sosta con centri di ricerca esterni. Da questa sinergia nasce una governance precisa, capace di misurare davvero il valore dell’innovazione. È un esempio limpido di come un settore tradizionale possa rinnovarsi con un metodo ben studiato.
L’innovazione in Prysmian si muove su quattro fronti, ognuno con un ruolo ben definito. Prima di tutto, la Ricerca e Sviluppo, che lavora su tecnologie e materiali trasversali, senza confini geografici o di business unit. È il motore tecnologico dove nascono le idee che potrebbero rivoluzionare prodotti e processi.
Poi c’è la Digital Innovation, focalizzata a trasformare i processi interni per rendere più efficienti produzione, sistemi informativi e applicazioni digitali, con un occhio di riguardo al manufacturing. Questa funzione spinge l’organizzazione verso maggiore efficienza e connettività.
Terzo pilastro è EOSS, Electronic Optical Sensing Solutions, che sviluppa sistemi di monitoraggio basati su sensori elettronici e fibre ottiche. Qui si raccolgono e interpretano dati preziosi sulle infrastrutture, trasformando segnali invisibili in informazioni utili per chi gestisce reti energetiche e telecomunicazioni.
Infine, c’è l’Open Innovation, che crea sinergie con startup, università e centri di ricerca. Questo polo promuove lo scambio di idee e tecnologie, aprendo l’azienda al mondo esterno.
Anche se operano su terreni diversi, queste quattro aree non lavorano a compartimenti stagni. Quando una tecnologia o un progetto esterno si rivela interessante, il modello di governance di Prysmian coordina gli sforzi per mettere insieme competenze e accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative.
Per gestire un’innovazione così ampia serve un sistema chiaro e solido. Prysmian ha istituito uno Steering Committee, un organo che coordina e monitora tutte le iniziative provenienti dalle diverse aree aziendali. Il suo compito è scegliere le proposte più strategiche, stabilire le priorità e seguire da vicino l’avanzamento dei progetti.
Non si può dimenticare che le risorse sono limitate. Per una multinazionale come Prysmian, è fondamentale concentrarsi sulle idee con il maggiore potenziale commerciale o tecnologico. Lo Steering Committee tiene conto di questo e assegna i progetti su una roadmap ben definita, accompagnandoli fino alla validazione finale.
A supporto del comitato, un sistema digitale di project portfolio management tiene traccia dei progetti di R&S e sviluppo. Questo strumento permette di seguire tutte le fasi, applicare criteri di valutazione rigorosi, raccogliere dati e fornire una visione d’insieme sull’innovazione.
Al contrario, i rapporti con startup e partner esterni sono più flessibili e personalizzati. Le collaborazioni Open Innovation seguono criteri adattati alle caratteristiche delle startup e agli obiettivi di Prysmian.
Un punto di forza di Prysmian è la capacità di tradurre l’innovazione in numeri concreti. L’azienda ha messo a punto una metrica chiamata New Products & Solutions Vitality, che misura la quota di fatturato generata da prodotti e soluzioni lanciati negli ultimi tre anni.
Questo indicatore segue regole precise per definire quali prodotti includere, come verificarne i dati e chi ne è responsabile. Così si evita ogni interpretazione soggettiva e si mette nero su bianco il contributo reale dell’innovazione agli obiettivi economici.
Le innovazioni considerate spaziano da prodotti fisici a componenti, packaging e servizi che richiedono un impegno significativo in R&S. Internamente, le novità si dividono in tre categorie: innovazioni radicali, cioè prodotti o soluzioni completamente nuovi sul mercato; sviluppo prodotto, che riguarda soluzioni già note ma nuove per Prysmian; e trasferimento tecnologico, ovvero l’introduzione di tecnologie esistenti in nuovi mercati o contesti produttivi.
Questa classificazione permette di avere un quadro realistico dell’impatto della ricerca e sviluppo. Non tutte le innovazioni sono rivoluzionarie, ma tutte aiutano a mantenere il gruppo competitivo. Nel segmento Transmission, per esempio, la finestra di conteggio si allunga a sei anni, adeguandosi alle diverse dinamiche di mercato.
Il valore di questo indicatore si vede anche sul piano culturale. È entrato negli obiettivi di molte funzioni aziendali, facendo dell’innovazione una responsabilità condivisa. Inoltre, dato che ogni prodotto è “nuovo” per soli tre anni, il sistema spinge Prysmian a rinnovare costantemente il proprio portafoglio, favorendo una crescita continua.
Con questo modello, Prysmian dimostra come un’industria tradizionale possa trasformare l’innovazione in una leva strategica solida, non lasciata al caso, ma guidata da una governance precisa, collaborazioni mirate e misurazioni puntuali. Un esempio di come integrare startup e tecnologie digitali nel cuore dell’attività produttiva, per far dialogare idee, sviluppo e risultati concreti.
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