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A Roma la mostra di Imogen Allen: pittura tra natura e astrazione per un eco-ritratto del mondo

A Roma, le tele di Imogen Allen non si limitano a raccontare storie: evocano mondi interi. Nata nel 1997 a Newlyn, un angolo di Cornovaglia sospeso tra mare e terra, l’artista ha intrecciato un legame profondo con la natura che la circonda. Piante, funghi, ali di farfalla: non sono solo soggetti, ma elementi vivi che vibrano sulla tela, sfidando i confini tradizionali della pittura. Qui il colore non si posa, si muove, pulsa; le forme si espandono, sfuggono a ogni definizione rigida. Le sue opere non chiedono soltanto uno sguardo, ma un’esperienza da vivere pienamente, con tutti i sensi.

Imogen Allen, tra figurazione e astrazione: un equilibrio sottile

Dopo il diploma in Fine Art Painting al Camberwell College of Arts di Londra nel 2020, Imogen Allen ha trovato una cifra stilistica ben definita, capace di muoversi fra figurazione e astrazione senza cadere né nell’una né nell’altra. Soggetti naturali come piante, licheni, funghi, organismi marini e ali di farfalla popolano le sue tele, ma non si tratta di immagini da rappresentare passivamente.

Il suo lavoro si concentra su come viviamo e percepiamo questi elementi naturali. Non racconta storie, ma cerca di evocare sensazioni ed emozioni, costruendo un rapporto personale tra chi osserva e ciò che vede. Nella sua pittura, coscienza e natura dialogano continuamente, e spesso le immagini emergono lentamente, quasi a fatica, dalla superficie del quadro. L’osservatore è invitato a soffermarsi sui dettagli ingranditi, immerso nella materia vivente, a perdersi nelle pieghe di un mondo biologico che si svela poco a poco.

Natura ingrandita: un’esperienza che coinvolge i sensi

Uno dei tratti distintivi dell’opera di Allen è il modo in cui manipola l’immagine: le forme naturali vengono ingrandite in modo drastico, sfocate, viste da angolazioni insolite. Un esempio chiaro è la serie dedicata alle ali di farfalla, un tema ricorrente negli ultimi anni affrontato quasi come una sequenza.

Per Allen, queste ali non sono simboli di trasformazione o elementi narrativi; ciò che conta è esplorarne il potenziale sensoriale. Membrane, venature e iridescenze diventano campi di colore, intrecci di forme e profondità che perdono la loro identità visibile. Chi guarda è invitato a orientarsi in questi paesaggi cromatici, a volte astratti, a volte evanescenti, più vicini a stati d’animo che a semplici rappresentazioni naturalistiche.

Il processo pittorico diventa una forma di ascolto. Le strutture biologiche si dissolvono e si trasformano in costellazioni luminose e linee vibranti, creando un labirinto visivo dove conoscere e smarrirsi si intrecciano in un’esperienza unica. Il colore non descrive, ma diventa suono interiore, vibrazione, una dimensione aperta alla sinestesia.

A MONTI8 tra forma, colore e senso: le ultime opere di Allen

La mostra “Echo”, ospitata a MONTI8 in via Degli Ausoni 57 fino al 30 giugno 2026, presenta l’ultimo capitolo della ricerca di Imogen Allen, con opere che sfidano molte delle tendenze della pittura contemporanea. In un’epoca in cui spesso la bellezza visiva si lega a contenuti politici o autobiografici espliciti, Allen si distingue per la capacità di creare spazi di contemplazione.

Le sue tele non raccontano storie né suggeriscono narrazioni, ma funzionano come strumenti che spingono chi guarda a confrontarsi con fenomeni difficili da mettere in parole: la meraviglia, l’attenzione, il senso di appartenenza a qualcosa di vivo.

Il colore gioca un ruolo fondamentale. Toni brillanti si alternano a passaggi più delicati e a atmosfere soffuse, creando una tensione dinamica tra presenza e dissolvenza. Le forme hanno contorni sfumati e sembrano oltrepassare i margini della tela, mantenendo una qualità organica, quasi viva. Questo continuo allargamento dello spazio pittorico immerge lo spettatore in una dimensione fluida, quasi spaziale, dove la materia sembra prendere vita davanti agli occhi.

Imogen Allen, una voce fresca nella pittura britannica

Imogen Allen sta emergendo rapidamente come una delle figure più interessanti della nuova pittura inglese. Tra le sue esposizioni recenti ci sono gallerie prestigiose come Soho Revue, Unit London e Mulrooney Gallery, oltre alla partecipazione a fiere internazionali come NADA Miami, Felix Art Fair e CAN Art Madrid. Il suo percorso mostra una ricerca coerente e rigorosa sulla relazione tra forma, colore e percezione, in un panorama artistico sempre più affollato.

In un mondo dove le immagini corrono veloci e spesso si confondono, il lavoro di Allen propone una strada diversa: rallentare lo sguardo, dare spazio all’ascolto, accettare di perdersi per ritrovare un legame autentico e profondo con la natura e il mistero che essa porta con sé. Le sue opere invitano a un’esperienza della pittura che va oltre il semplice vedere, diventando un viaggio multisensoriale, un modo per ritrovare meraviglia e appartenenza al mondo vivente.

Redazione

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