Nel 2023, oltre 338 startup nel mondo hanno raccolto più di 5 miliardi di euro per rivoluzionare il modo in cui le aziende parlano ai loro clienti. Non si tratta più di essere presenti su ogni canale, ma di farlo in modo fluido, senza intoppi. Le imprese capiscono che oggi serve un filo conduttore che leghi dati, processi e tecnologie, seguendo il cliente passo dopo passo. L’omnichannel customer experience non è solo un termine di moda: è la sfida concreta per chi vuole davvero mettere il cliente al centro, semplificando l’interazione e rendendo invisibile la complessità dietro ogni click o visita in negozio.
Sono 338 le startup attive nel settore, sparse in 46 Paesi. Quasi tutte, ben 287, puntano sull’intelligenza artificiale per adattare i contenuti, automatizzare le decisioni e personalizzare l’esperienza in tempo reale. Questi dati sottolineano quanto l’AI sia ormai il motore delle piattaforme omnicanale.
Ma il panorama è molto sbilanciato: oltre la metà delle startup si trova in Nord America, dove arriva più dell’84% degli investimenti. L’Europa, con il 30% delle imprese, ottiene meno dell’8% dei finanziamenti. L’Asia cresce, ma resta ancora marginale rispetto ai due poli principali. Questo divario evidenzia una difficoltà europea a trasformare l’innovazione in risorse economiche su larga scala.
A Roma si è svolto un workshop dedicato proprio a questi temi, un momento di confronto tra operatori, startup e infrastrutture tecnologiche, a conferma dell’interesse crescente verso il ruolo strategico dell’omnichannel customer experience nel tessuto industriale e commerciale.
Le startup si muovono in sei settori ben distinti, ognuno con un ruolo importante per migliorare la relazione con il cliente.
Il primo è Data Analysis, con il 19% delle startup, che sviluppa strumenti per raccogliere e analizzare dati utili a personalizzare le interazioni.
La Personalization, più piccola , si concentra sulla creazione di contenuti e servizi su misura per gli utenti, aumentando il loro coinvolgimento.
Il Customer Support, con il 22%, offre chatbot e assistenti virtuali per supportare il cliente durante l’acquisto o nel post-vendita, rendendo la comunicazione più immediata.
Il settore più grande è Employee Support , che fornisce strumenti digitali ai dipendenti per facilitare la gestione operativa e le decisioni, a dimostrazione che l’esperienza cliente coinvolge anche l’interno dell’azienda.
Il cluster Multifunction Agent raccoglie startup che sviluppano agenti AI capaci di gestire contemporaneamente attività di front-end e back-end, segnando un passo avanti nelle interazioni più complesse.
Infine, l’11% riguarda settori emergenti e nicchie tecnologiche, come la Generative Engine Optimization, che aprono nuove strade ancora poco esplorate ma con grande potenziale.
Va sottolineato che oltre la metà degli investimenti si concentra sulle prime dieci startup, mostrando un mercato con forti dinamiche di concentrazione e competizione.
Al workshop di Roma hanno partecipato sei startup italiane, ognuna con soluzioni concrete e innovative per migliorare l’omnichannel customer experience.
FROM9TO10, guidata da Mario Maschio, lavora sull’analisi comportamentale per creare percorsi digitali personalizzati che aiutano le aziende a rendere più efficaci le interazioni online.
OPENMALL, con Gennaro Cali, propone un ecosistema digitale che fa dialogare negozi fisici, brand e consumatori, fondendo esperienza offline e online.
TILEDESK, con Andrea Sponziello e Jovana Ugrinic, sviluppa piattaforme di conversational AI con chatbot integrati, per automatizzare e arricchire il supporto clienti su diversi canali.
ELAI, grazie a Lorenzo Luce, offre soluzioni AI per creare video personalizzati automaticamente, strumenti utili per comunicazione, formazione e marketing.
TAILOR, guidata da Jacopo Thun-Hohenstein, utilizza i dati per costruire interazioni su misura, migliorando coinvolgimento e conversioni con contenuti creati ad hoc.
Infine, MRCALL, con Angelo Leto, propone sistemi di automazione delle chiamate e gestione intelligente delle comunicazioni vocali, per rendere più efficiente il customer care.
Queste realtà raccontano il progresso tecnologico del settore, ma anche le sfide rimaste sul piano organizzativo e strategico. La customer experience si sta allargando oltre il marketing tradizionale, diventando un elemento trasversale che coinvolge infrastrutture digitali, gestione dati, processi aziendali e nuovi modelli di business.
L’appuntamento di Roma ha ribadito quanto serva un approccio integrato, dove innovare non significa solo adottare nuovi strumenti, ma ripensare in profondità il modo con cui le aziende si rapportano a clienti e partner.
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