Martina Ciontoli dipinta come un mostro: quando si prendeva cura di una malata di Sla

Dipinta come una ragazza spietata, priva di sentimenti, addirittura come un mostro: una donna malata di Sla ribalta il ritratto di Martina Ciontoli.

Martina Ciontoli e Marco Vannini al mare
Martina Ciontoli e Marco Vannini al mare (Etruriaoggi.it)

Ricordate Martina Ciontoli e la sua famiglia? Nel 2015 moriva, in circostanze misteriose, il povero Marco Vannini, nella casa dei Ciontoli, a Ladispoli. Un proiettile, partito accidentalmente dalla pistola di Antonio Ciontoli, il papà di Martina, gli aveva perforato il torace. Il ragazzo, nonostante le grida di dolore, non era stato soccorso, almeno non subito.

La famiglia Ciontoli aveva perso tempo, condannando a morte Marco, fidanzato di Martina. Il processo ai danni della famiglia Ciontoli è stato ricco di colpi di scena, poi la condanna: papà Antonio a 14 anni di carcere, la moglie e i due figli, Martina e Federico, a 9 anni e 4 mesi. In questi anni, è stata soprattutto Martina ad attirare l’indignazione degli utenti.

Dipinta come un mostro, ma non è vero: due esistenze che si incrociano

Martina Ciontoli davanti al Tribunale
Martina Ciontoli davanti al Tribunale (Etruriaoggi.it)

Nel corso del tempo, Martina ha sollevato parecchie polemiche, spesso scaturite dalle bufale diffuse in rete, come quella che la voleva madre, o che fosse stata riabilitata in qualità di infermiera. Ovviamente, si trattava di dicerie, visto che Martina è tuttora in carcere, dove sta scontando la sua pena. Tuttavia, nonostante il comportamento inspiegabile, quella tragica notte in cui il fidanzato Marco è morto, c’è chi la difende.

Si tratta di una donna malata di Sla, Stefania, la quale, un paio di anni fa, durante un’intervista, aveva ricordato l’animo buono della ragazza, la quale l’aveva assistita per diverso tempo. Nel 2015, Stefania aveva 56 anni, era una grafica di successo, e scopriva proprio in quel periodo di essere malata di Sla. Nello stesso periodo, la vita di Martina veniva sconvolta dalla morte del suo fidanzato.

L’esistenza delle due donne, però, si incrocia due anni più tardi, nel 2017. All’epoca, la malattia di Stefania è peggiorata in modo gravoso, mentre Martina, ancora libera, in attesa del processo, esercita la professione di infermiera. Fresca di Laura, le 22enne viene affidata alla clinica nella quale è ricoverata Stefania, e così le due donne si incontrano.

Il racconto di Stefania: Martina Ciontoli era una persona dolce e sensibile

Martina lavora per diverso tempo a contatto con Stefania, diventa amica delle sue figlie, Giorgia e Marta, e di sua sorella Susanna. Tutti le vogliono bene. Stefania, nell’intervista, parlava tramite sua sorella Susanna, proprio perché la malattia le impediva di comunicare già da molto tempo.

“Quando Martina è arrivata abbiamo stabilito una bella sintonia, lei mi capiva, mi assisteva, mi curava e mi medicava”. Durante l’intervista, Stefana e Susanna piangevano per la sorte della ragazza, condannata al carcere. “Quando è arrivata da noi, sapevamo chi fosse, la cooperativa ci aveva informati, ma ci siamo innamorate subito di Martina”.

E poi Susanna aveva aggiunto “Un giorno proprio Martina mi ha chiesto se sapessi di lei e della storia di Marco, io ho risposto di sì, e l’ho accettata perché era brava”. Con la ragazza, tutta la famiglia di Stefania aveva legato. Martina era diventata una della famiglia, con lei ascoltavano musica, passeggiavano in spiaggia, cucinavano. “A volte aveva gli occhi lucidi, si vedeva che aveva pianto, poi dopo la sentenza ci ha detto che non sarebbe più venuta”.

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