Nel cuore del Golfo di Genova, una striscia di pineta nasconde un segreto poco noto, ma straordinario. Arenzano non è solo spiagge e mare: qui, settant’anni fa, si è scritto un capitolo importante dell’architettura moderna italiana. Non un semplice luogo di villeggiatura, ma un esperimento audace, voluto da due esponenti dell’alta borghesia milanese, la Marchesa Negrotto Cambiaso e il Marchese Marcello Cattaneo Adorno. Volevano altro, qualcosa che rompesse gli schemi del tempo libero tradizionale. È così che nomi come Gardella, Zanuso, Magistretti e Castelli Ferrieri hanno lasciato il segno, trasformando la Pineta di Arenzano in un laboratorio di stili e innovazioni. Un angolo di Liguria dove il passato e il moderno si intrecciano, raccontando una storia fatta di visione e coraggio.
Un laboratorio di architettura nel cuore della Liguria
Negli anni Cinquanta, la Liguria occidentale si trasformò in un vero e proprio laboratorio architettonico. La Pineta di Arenzano finì nelle mani dei protagonisti più importanti dell’architettura moderna italiana. Ignazio Gardella e Marco Zanuso furono i primi a curare il piano di lottizzazione, con l’obiettivo di far convivere natura e costruito senza che si pestassero i piedi a vicenda. Non si trattava solo di costruire un quartiere residenziale qualunque. L’idea era sperimentare forme diverse: villini unifamiliari, condomini dalle volumetrie articolate, soluzioni a gradoni e sviluppi orizzontali che rispettassero le pendenze e la vegetazione del luogo. A questi si affiancarono altri nomi di spicco come Anna Castelli Ferrieri, Luigi Caccia Dominioni, Vico Magistretti e Gio Ponti. Insieme portarono una varietà linguistica mai vista prima in questa fascia costiera. Le loro opere disegnarono un quadro ricco e inedito, con spazi calibrati e un dialogo costante con il paesaggio ligure.
Case e complessi simbolo di un’epoca
La Pineta ospita alcune delle opere più significative di quel decennio cruciale per l’architettura italiana. Tra queste, l’hotel Punta San Martino, progettato da Zanuso e Gardella tra il 1956 e il 1971, che si affaccia sul mare con prospettive e volumi innovativi rispetto al classico albergo di vacanza. Il condominio La Rotonda, frutto della collaborazione tra Gardella e Castelli Ferrieri, è un esempio di architettura collettiva dove luce e rapporto con l’esterno sono protagonisti. La Casa Arosio di Vico Magistretti racconta un modo più intimo di vivere la casa contemporanea, con interni funzionali ma anche curati nei dettagli estetici. La Casa Leto di Priolo, opera di Zanuso, si inserisce nel paesaggio con un linguaggio minimale ma deciso, dove la natura resta sovrana. Tutte queste costruzioni oggi si presentano come un insieme armonioso, grazie anche a una manutenzione attenta che ha evitato interventi invasivi e preservato l’integrità originale.
“Abitare la vacanza”: il festival che ridà voce alla Pineta
Dal 3 al 5 luglio 2024, la Pineta di Arenzano sarà il palcoscenico di un evento che mette insieme architettura, cultura e storia in chiave moderna. Il festival “Abitare la vacanza” propone talk, proiezioni, reading e visite guidate nelle residenze storiche del comprensorio. L’iniziativa nasce da una ricerca triennale che ha coinvolto studiosi, architetti e fotografi, con l’obiettivo di creare un archivio storico unico dedicato a questo patrimonio. Si tratta di raccogliere fotografie, documenti, studi e materiali privati per mettere a disposizione di esperti e pubblico un patrimonio finora disperso. L’idea è dare finalmente riconoscimento a un insieme di opere ancora poco note nella storia ufficiale dell’architettura modernista italiana. In questo modo si valorizza anche il ruolo della vacanza come fenomeno sociale e culturale nel secondo dopoguerra, un’epoca in cui paesaggi e abitudini abitative cambiarono profondamente.
Premi e impegno per proteggere un’eredità preziosa
Uno degli aspetti più importanti del festival riguarda il sostegno a chi si impegna a tutelare il patrimonio materiale e immateriale della Pineta. È stato istituito un premio diviso in tre categorie. La sezione Restauro premia i progetti che recuperano le architetture per la vacanza rispettandone lo spirito originale. La categoria dedicata ai proprietari riconosce chi ha mantenuto le dimore senza stravolgerne le caratteristiche progettuali fondamentali. Infine, la sezione Ricerca dà spazio a studiosi indipendenti o accademici che offrono nuovi punti di vista sull’architettura per il tempo libero. Questo approccio a più voci dimostra come la Pineta di Arenzano sia ancora oggi un modello di riferimento per conservare e studiare le residenze per vacanze nella storia italiana del Novecento.
Le vicende della Pineta e i progetti che la animano gettano luce su una pagina poco conosciuta del nostro patrimonio nazionale. Questa raccolta di idee e attenzione culturale riporta alla luce un’eredità che merita di essere letta, tutelata e valorizzata. Nei prossimi anni, con il completamento dell’archivio e la maggiore attenzione verso l’architettura moderna, la Pineta di Arenzano è destinata a trovare il posto che merita nel panorama culturale italiano e internazionale.
