Quando Edison ha introdotto il machine learning, era solo un esperimento, una scommessa sul futuro. Oggi, con l’arrivo della GenAI, l’azienda si trova di fronte a una rivoluzione che travolge ogni aspetto della gestione energetica. Non è solo questione di tecnologia nuova: è un cambio di passo radicale. Gli impianti, da quelli storici agli immensi parchi eolici e fotovoltaici sparsi sul territorio, si trasformano sotto la spinta di strumenti digitali che accelerano i processi e moltiplicano l’efficienza. Il cuore resta l’energia, ma le regole del gioco stanno cambiando, e in fretta. Edison, con oltre un secolo di storia alle spalle, naviga ora in un mare di innovazione che ridefinisce ogni giorno il suo ruolo nel settore.
Edison si muove su un terreno delicato. Da un lato c’è il peso di essere la società energetica più antica d’Europa; dall’altro, la necessità di restare competitiva in un mercato che corre veloce, tra rinnovabili, flessibilità e digitalizzazione. Davide Dotti, responsabile Innovation, riassume bene questa doppia sfida: mantenere la leadership di oggi e conquistare quella di domani, mettendo insieme l’esperienza interna, considerata un vero “oro”, e l’apertura verso nuove competenze che arrivano dall’esterno. L’innovazione vera nasce proprio da questo mix, dall’incontro con partner, startup e tecnologie emergenti. A spingere questa trasformazione ci sono temi chiave come la gestione delle rinnovabili, l’idroelettrico, la cattura della CO2, l’eolico offshore e nuovi investimenti sul nucleare. Tutto pianificato a medio-lungo termine, a conferma di una visione chiara.
La rivoluzione digitale si misura nei numeri e nella complessità che deve affrontare Edison, oggi responsabile di migliaia di impianti eolici e fotovoltaici distribuiti sul territorio, con una quantità enorme di dati da gestire. Lorenzo Montelatici, responsabile Digital, spiega come AI e machine learning siano ormai strumenti indispensabili per interpretare queste informazioni e sostenere le decisioni strategiche. Tra i primi casi concreti c’è la previsione della produzione energetica, fondamentale per regolare la distribuzione in rete. Un altro fronte importante riguarda la manutenzione degli impianti, storicamente un punto critico: grazie ai “digital twin”, cioè modelli digitali che riproducono l’impianto in condizioni ideali, si possono scovare anticipatamente anomalie e intervenire prima che si verifichino guasti seri. Questo approccio dinamico cambia tutto rispetto ai vecchi sistemi basati su soglie fisse, perché tiene conto delle condizioni reali in tempo reale, una sfida non da poco soprattutto per gli impianti eolici, dove la natura è sempre imprevedibile.
La GenAI sta facendo parlare di sé come una vera rivoluzione, soprattutto per la sua capacità di agire su più fronti. Montelatici ne indica due applicazioni principali: da una parte, il miglioramento della produttività individuale con strumenti come Copilot, usati in ambiente Office 365; dall’altra, l’automazione di processi interni complessi. Un esempio emblematico riguarda la gestione delle richieste di pagamento da parte della pubblica amministrazione: in passato, tutte le email, spesso disordinate e con allegati vari, venivano lette e interpretate a mano. Oggi una piattaforma basata su GenAI estrae i dati essenziali, verifica l’accuratezza, prepara le informazioni per i sistemi interni e poi lascia la convalida finale a un operatore umano. Un salto di qualità netto rispetto alle tradizionali soluzioni di Robotic Process Automation, che lavoravano solo su dati rigidi e ben formattati.
Le sperimentazioni sono già in corso su sistemi che combinano dati di ogni tipo, strutturati e non, per aiutare gli operatori. Un caso concreto arriva dalla manutenzione degli impianti eolici: un sistema basato su agenti intelligenti risponde in pochi secondi a domande complesse come “quale turbina ha avuto le prestazioni peggiori nell’ultimo mese” o “quali interventi sono stati fatti su questo componente”. Dietro a tutto questo c’è una nuova architettura: diversi agenti specializzati si consultano database, leggono email o manuali tecnici, coordinati da un agente principale, l’“AI boss”, che distribuisce i compiti e raccoglie le risposte precise. Questo sistema ha potenziale anche nel customer service, automatizzando le risposte alle domande più frequenti e lasciando ai call center solo le situazioni più complicate. Così l’AI alleggerisce il lavoro degli operatori, aumentando efficienza e precisione.
L’uso della GenAI sta cambiando anche il modo in cui Edison cerca e seleziona startup e nuove tecnologie. Piattaforme che sintetizzano rapidamente report e scoprono trend hanno ridotto tempi e costi, riportando queste attività nelle mani dell’azienda. Così si limita il ricorso a consulenze esterne, rafforzando l’esperienza interna e la qualità dei risultati. Davide Dotti parla di “superpoteri” applicati a un team già ben fornito. Ma la sfida più grande resta la leadership: il settore dell’energia è sempre stato segnato da innovazioni lente, ma la combinazione di dati e AI generativa ha portato un cambio di passo senza precedenti. Il valore non sta solo nella tecnologia, ma nella capacità di chi guida di scegliere con responsabilità quali compiti affidare alle macchine, senza perdere controllo e affidabilità.
Edison prosegue così il suo cammino tra passato e futuro, unendo metodi collaudati a nuove sperimentazioni. La tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale generativa, apre orizzonti e offre strumenti che modificano il lavoro di ogni giorno, dall’analisi dei dati alla manutenzione, fino alla gestione amministrativa e al servizio clienti. Un cambiamento profondo, che può trasformare la società energetica più antica d’Europa in un modello di leadership digitale e sostenibile.
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