Madrid si trasforma, per qualche settimana, in un teatro di provocazioni firmate Paul McCarthy. La galleria Bowman Hal, un tempo tipografia, ora vibrante centro creativo, ospita una mostra che non lascia spazio all’indifferenza. Tra enormi disegni, video intensi e performance dal taglio tagliente, McCarthy affronta il fascismo di oggi, intrecciando passato e presente. Al suo fianco, Lilith Stangenberg, attrice capace di dare corpo e voce a un’arte che scuote e interroga.
Bowman Hal fa parte di Solo Contemporary, un progetto nato da due collezionisti spagnoli con l’obiettivo di far conoscere l’arte contemporanea in tutte le sue forme. Dopo aver inaugurato una collezione di arte pop-urbana vicino al Parco del Retiro, hanno trasformato un edificio storico sulla Cuesta de San Vicente in un vero e proprio laboratorio culturale.
Questo spazio, chiamato SOLO CSV, è un punto d’incontro dove arte, tecnologia e musica si mescolano. All’interno si trovano un bookshop, un food-truck bar, cucine, una sala da pranzo, un piccolo cinema e un club musicale che fa anche da studio di registrazione. Ogni ambiente è arredato con pezzi di design e opere d’arte, con un gusto che spazia dal vintage al neo-pop. SOLO CSV non è solo una galleria, ma un organismo culturale che si apre a poco a poco, con eventi pensati per tenere viva l’attenzione sull’arte contemporanea.
La mostra di McCarthy, frutto della collaborazione con la galleria Hauser & Wirth, sarà visitabile fino al 16 maggio 2026. Espone una serie di disegni su carta di grandi dimensioni e video realizzati negli ultimi anni. Il titolo, A&E, ha un doppio senso: da un lato richiama coppie simboliche della storia come Adamo ed Eva o Adolf Hitler ed Eva Braun; dall’altro gioca con “Arts & Entertainment”, un mix di arte performativa e intrattenimento.
Il rapporto tra McCarthy e Lilith Stangenberg è il fulcro del progetto. I disegni sono stati creati durante sessioni private e rappresentano le tracce di improvvisazioni rituali condivise. I video mostrano la performance dal vivo: i cambi d’abito, i gesti, la complicità tra i due artisti in un continuo scambio di ruoli che va oltre la semplice recitazione. Il lavoro indaga il potere e la fisicità in modo simbolico, offrendo uno sguardo intenso sull’intimità e sul conflitto.
McCarthy spiega che il suo lavoro non vuole essere una rappresentazione fedele, ma un rito di ruoli ispirato a “La psicologia di massa del fascismo” di Wilhelm Reich. La scelta di Lilith Stangenberg come compagna d’arte nasce anche da un interesse comune per il film del 1974 “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, un’opera controversa.
Il fascismo emerge come una presenza insidiosa e ancora viva nella cultura contemporanea. McCarthy ricorda un progetto più ampio del 2019, quando insieme a Lilith hanno girato a Los Angeles una rivisitazione del film, cambiando il finale originale con il suicidio dei protagonisti. Il riferimento a scandali recenti come quello Epstein rende il lavoro ancora più attuale, mettendo a nudo relazioni di potere complesse, legate a età e dinamiche psicologiche intense.
Le opere in mostra, realizzate tra il 2021 e il 2023, sono solo una tappa di un progetto ancora aperto. Oggi McCarthy si concentra meno su grandi installazioni e più sull’editing video delle performance, riflettendo anche sul ruolo che l’intelligenza artificiale può avere nell’arte. L’uso della tecnologia, ancora semplice, è un ulteriore strumento per esplorare nuovi linguaggi visivi sui temi che lo interessano da sempre.
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