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Marinella Senatore a Milano: la mostra che trasforma l’arte in una grande festa collettiva

Quando si parla di festa, Marinella Senatore non intende solo una celebrazione qualunque. Per l’artista italiana, nata a Cava de’ Tirreni nel 1977, la festa è un’energia che unisce, un rito collettivo capace di trasformare lo spazio e il tempo. Nella sua mostra appena inaugurata a Milano, dal titolo Festa!, tutto ruota attorno a questo concetto: tradizione e arte contemporanea si intrecciano in un dialogo vivo e partecipato. Le opere esposte nello spazio Mazzoleni, che festeggia anche il suo 40° anniversario, invitano chi guarda a riscoprire il valore della comunità, quella sensazione di appartenenza che si accende quando le persone si ritrovano, si raccontano e condividono momenti di vita. Non è solo un’esposizione, ma un’esperienza che si costruisce insieme, passo dopo passo.

Dalle feste barocche a uno spazio pubblico da vivere

Senatore parte dalle grandi feste pubbliche del Seicento e Settecento, quando intere città si trasformavano in palcoscenici a cielo aperto. Quegli eventi erano pieni di architetture effimere, giochi di luce, fuochi d’artificio e spettacoli teatrali pensati per coinvolgere la gente, anche se organizzati da poteri politici o religiosi. L’artista riprende questa idea barocca, ma mette al centro la partecipazione e la condivisione.

Tra le opere più importanti ci sono gli arazzi della serie The Theatre of Commons . Con il loro oro brillante e i motivi floreali, ricordano le scenografie barocche. Le sagome nere che animano le scene, accompagnate da frasi in francese come “J’ACCEPTE LA GRANDE AVENTURE D’ÊTRE MOI”, invitano chi guarda a entrare in gioco. L’arazzo diventa così uno stendardo che si muove nello spazio della mostra, rompendo la distanza tra opera d’arte e performance.

Il lavoro di Senatore fonde elementi antichi con uno sguardo moderno, trasformando tradizioni e rituali in terreno per un’arte collettiva e partecipata. L’artista vuole che chi osserva non resti passivo, ma diventi parte attiva del processo creativo, ricostruendo così quel legame sociale che oggi si è un po’ perso.

Il paesaggio, memoria viva e tessuto di relazioni

Nelle opere di Senatore lo spazio non è solo sfondo, ma diventa un archivio vivo dove si intrecciano memorie personali e collettive, conflitti e rapporti umani e non solo. Questo emerge chiaramente negli arazzi, dove paesaggi naturali e urbani sono riprodotti con cura per evocare sensazioni profonde.

L’arazzo si fa racconto: scorci di acque tranquille, prati, montagne e alberi con uccelli che cantano accolgono figure e parole che si immergono nel paesaggio, creando un dialogo tra immagine, scrittura e sentimento. Così il paesaggio diventa un organismo vivente, che racconta le microstorie delle comunità e intreccia relazioni invisibili.

Senatore insiste sul fatto che lo spazio non è neutro, ma un motore per la partecipazione e la riscoperta di un senso di appartenenza. Attraverso il paesaggio, l’arte diventa uno strumento per recuperare una memoria condivisa, fatta di simboli e riti, capace di creare legami duraturi tra persone e luoghi.

L’incontro con la Chanakya School of Craft di Mumbai

Uno degli aspetti più interessanti di Festa! è la collaborazione con la Chanakya School of Craft di Mumbai, una scuola che forma oltre mille donne indiane nell’arte e nell’artigianato. In un contesto dove la tessitura è tradizionalmente un mestiere maschile, questa scuola offre alle donne la possibilità di imparare tecniche specifiche e di entrare in un settore spesso chiuso, favorendo così la loro autonomia economica e sociale.

Senatore ha abbracciato questa dimensione di inclusione, unendo la sua ricerca artistica al lavoro di queste donne che conoscono fino a 300 tecniche di ricamo. Il risultato sono arazzi di grande qualità tecnica ed espressiva, dove il lavoro manuale diventa parte integrante del messaggio dell’opera.

Questa collaborazione internazionale è in linea con l’idea di Senatore che festa e arte siano pratiche collettive, capaci di creare una rete di relazioni che spezza l’isolamento. Attraverso l’artigianato condiviso, l’opera diventa testimonianza sociale e culturale, andando ben oltre le pareti della galleria.

Disegni a grafite: momenti di intimità e riflessione

Oltre agli arazzi, la mostra presenta anche una serie di bozzetti e disegni a grafite e carboncino su carta, esposti in uno spazio più raccolto. Questi piccoli lavori offrono una pausa intima, quasi una riflessione personale sull’esperienza collettiva della festa.

I disegni mostrano vedute o cartoline di paesaggi e riti tradizionali che, nella loro semplicità, invitano a un momento di meditazione prima o dopo la festa pubblica. Con un linguaggio più essenziale, Senatore mette in scena il rapporto tra individuo e collettività, suggerendo che ogni festa ha bisogno anche di spazi per il raccoglimento personale.

Questa doppia dimensione mette in luce un aspetto umano spesso trascurato nelle grandi celebrazioni: il legame interiore con i rituali e la memoria. I disegni completano così il racconto, ampliando la visione dell’arte e della tradizione come momenti di condivisione ma anche di consapevolezza personale.

La mostra Festa! di Marinella Senatore, aperta alla galleria Mazzoleni di Milano fino al 27 giugno 2026, è un invito a vivere l’arte come un evento collettivo. Qui la tradizione non si limita a essere ripresa, ma si carica di nuova energia, capace di creare legami e suscitare emozioni ancora oggi.

Redazione

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