Le impalcature sono cadute, le porte di San Francesco si preparano ad aprirsi dopo più di due secoli di silenzio. Nel cuore di Alessandria, questa chiesa non è stata semplicemente restaurata: è rinata. Non è solo pietra e intonaco, ma memoria e identità che tornano a vivere. Il 2026, ottocento anni dalla morte di San Francesco, conferisce a questa riapertura un peso tutto speciale, un richiamo a un passato che si fa presente.
La chiesa risale al 1268, come attesta una bolla papale di Clemente IV. Costruita con il sostegno degli Angiò, fu consacrata nel 1314. Alessandria all’epoca viveva un fermento culturale, testimoniato anche da altre chiese medievali come Santa Maria di Castello e Santa Maria del Carmine.
Il complesso conventuale occupava un intero isolato e rappresentava uno dei principali centri francescani del Nord Italia. La leggenda vuole che San Francesco abbia visitato Alessandria e compiuto miracoli, anche se gli storici non confermano. Resta però la forte devozione ancora visibile nelle opere e nelle testimonianze del tempo.
L’esterno si distingue per i mattoni a vista, con decorazioni in cotto sul lato di via San Giacomo della Vittoria e un campanile gotico ben conservato. La facciata principale, rivolta verso via XXIV Maggio, è lunga circa 22 metri e ospita un portale ad arco pieno.
Dentro, si trovano affreschi e decorazioni pittoriche della prima metà del Trecento, che raccontano il ruolo centrale della chiesa nella vita religiosa e culturale locale.
Nel XIX secolo, con la soppressione degli ordini monastici, il complesso cambiò uso: da convento a caserma di cavalleria e poi a ospedale militare. Gli interni furono modificati pesantemente, con la costruzione di nuovi piani e la perdita dell’aspetto sacro della facciata. La demolizione fu evitata nel 1919 grazie all’intervento della Soprintendenza, che riconobbe l’edificio di interesse archeologico.
Dal 1989, chiesa e convento sono proprietà del Comune di Alessandria, che ha avviato il recupero conservativo.
I lavori di recupero sono partiti seriamente negli anni ’90, con interventi archeologici e strutturali per stabilizzare la chiesa e riportare alla luce le sue parti artistiche nascoste.
Il vero punto di svolta è arrivato nel 2022 con un progetto di restauro finanziato con circa 9 milioni di euro, grazie a fondi europei, del Comune e del Ministero della Cultura. La direzione lavori è stata affidata al Gruppo Studio Montagni, che ha operato sotto la supervisione della Soprintendenza, rispettando l’identità storica dell’edificio.
Tra le opere più importanti, sono stati abbattuti i muri divisori e il cavedio aggiunti nel XIX secolo, restituendo la navata originale. Sono state tolte le volte ottocentesche e recuperata la facciata in mattoni a vista.
Gli scavi continuano a portare alla luce decorazioni mai viste prima: motivi a fasce bianche e nere, spirali rosse su fondo grigio, e un affresco con la Madonna in trono con il bambino, un santo vescovo e una santa, risalenti alla fine del Cinquecento.
Sono emerse anche due tombe antiche e ossari medievali, che arricchiscono la conoscenza del sito.
L’obiettivo è trasformare il complesso in un museo dedicato alla città, con uno spazio di 1250 metri quadri che conserva le tre navate originali e mostra pilastri e volte gotiche.
Gli scavi rimarranno visibili, così come l’originaria pavimentazione medievale, mentre il solaio ottocentesco permetterà di ammirare le decorazioni sulle volte, tra cui il Giglio di Francia, simbolo degli Angiò.
Il progetto prevede anche un giardino d’inverno per accogliere il pubblico tutto l’anno. Gli spazi dell’ex convento sono stati rinnovati e destinati a residenze universitarie, per dare nuova vita al centro storico.
In più, nascerà un auditorium per il Conservatorio cittadino, frutto della collaborazione tra Comune e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.
La chiesa riaprirà al pubblico nei weekend di giugno 2026, con prenotazione obbligatoria: un’occasione per scoprire un pezzo prezioso della città e la sua recente rinascita.
Il recupero di San Francesco è un progetto che unisce storia, cultura e futuro, un tassello fondamentale per il rilancio di Alessandria.
L’arte e la scienza non sono così distanti come pensiamo. Carlos Briones, biochimico del Centro…
Nel 2026, l’open banking non è più solo una questione tecnica o normativa: è un…
Nel cuore di Sassari, il Liceo “Domenico Alberto Azuni” si erge come un baluardo di…
Pulsee ha appena lanciato una promozione che fa davvero rumore: fino a 245 euro di…
Sono entusiasta di guidare la Biennale di Taipei 2027, ha dichiarato Cecilia Alemani, la curatrice…
Qualcuno ha deturpato un monumento dedicato alla Resistenza. È bastato questo, per far esplodere la…