Non succede spesso che una storica casa editrice metta soldi in una startup che digitalizza il lavoro degli elettricisti. Eppure, nel 2026 è proprio così. Zanichelli Venture ha investito 1,4 milioni in Gyver, una giovane impresa italiana che sta cambiando il modo in cui tecnici specializzati lavorano, sfruttando uno strumento che conosciamo tutti: WhatsApp. La startup ha creato una vera e propria infrastruttura digitale per mettere in contatto domanda e offerta nel settore tecnico, con un focus particolare su elettricisti ed energie. Accanto a Zanichelli Venture, ci sono altri nomi importanti come Brighteye Ventures, Vento Ventures, Antler e Altitude. Non è solo un investimento: è un segnale chiaro che anche i mercati più tradizionali stanno iniziando a correre verso il digitale.
Gyver: la piattaforma che cambia il volto del lavoro tecnico
Nata a Brescia nel 2025 da un’idea di Leo Acciarri, Mattia Zarrelli e Francesco Defendi, Gyver si propone di colmare un vuoto ben noto in Europa: il divario tra chi cerca lavoro e chi lo offre nel settore tecnico. Il problema è particolarmente sentito tra installatori, manutentori e progettisti nell’elettrico e nell’energia. In Italia, dove milioni di persone lavorano in questo campo, il 65% non usa ancora il digitale per trovare un impiego, affidandosi a metodi vecchio stampo come il passaparola. Le aziende, soprattutto PMI che costituiscono il 96% del settore, faticano a innovare i propri canali di ricerca. Gyver ha puntato fin da subito a parlare la lingua dei tecnici: accesso diretto via WhatsApp, contenuti pensati per i social e una community verticale con oltre 29.000 iscritti, di cui più di 10.000 attivi. La startup è così un punto d’incontro tra recruiting, formazione e certificazione, strumenti fondamentali per chi guiderà la transizione energetica.
Il problema, spiega Francesco Defendi, è che “i contractor elettrici trovano clienti senza problemi, ma spesso mancano i tecnici specializzati”. Sono proprio loro il cuore di ogni progetto: senza squadre operative, tutto si blocca. Il sistema tradizionale di raccomandazioni limita le opportunità per tanti professionisti, un vuoto che Gyver prova a colmare con canali più diretti e organizzati. Non si tratta di sostituire agenzie o portali generalisti, ma di creare un ecosistema digitale e umano che renda più semplice la vita di chi lavora sul campo.
Zanichelli Venture scommette sul lavoro tecnico
L’ingresso di Zanichelli Venture nel round di finanziamento riflette una strategia chiara: i mercati poco digitalizzati non vanno lasciati indietro, ma trasformati. Per il fondo, guidato da Enrico Poli, il nodo non è la mancanza di professionisti, ma la carenza di strumenti adatti ai loro modi di lavorare. Gyver ha intercettato questo bisogno con una proposta mirata, aprendo la porta a un segmento per troppo tempo escluso dalla rivoluzione digitale. L’investimento va oltre il semplice matching, puntando a costruire percorsi di carriera solidi per tecnici fondamentali nella transizione energetica e nell’innovazione industriale.
Un altro protagonista del round è Vento Ventures, fondo early stage di Exor, attivo dal 2022 e noto per puntare su startup italiane con almeno un fondatore italiano, senza limiti geografici. Con oltre 150 investimenti e un programma di venture building, Vento conferma l’interesse per progetti che uniscono tecnologia e competenze specifiche. L’attenzione dei principali fondi italiani ed europei conferma la capacità di Gyver di distinguersi nel panorama HR-tech.
I fondi raccolti e il piano di crescita di Gyver
Il capitale raccolto servirà soprattutto a potenziare la tecnologia e ad ampliare l’offerta per i tecnici. L’obiettivo è rafforzare la community non solo in termini numerici, ma puntando alla qualità delle interazioni e a un matching più preciso e automatico tra domanda e offerta. L’automazione e l’intelligenza artificiale saranno chiave per scalare il modello e raggiungere prima nuove realtà italiane, poi mercati europei. Gyver vuole essere molto più di un semplice canale per annunci: punta a diventare un ambiente dove formazione, aggiornamento e certificazioni aiutano a costruire una carriera tecnica solida. L’espansione includerà metodi di recruiting innovativi, pensati per un pubblico ancora poco digitalizzato.
Lo sviluppo tecnologico sarà fondamentale per garantire un accesso semplice e veloce ai servizi da qualsiasi dispositivo. Il dialogo via app di messaggistica, ormai parte della routine anche per i professionisti più tradizionali, rimarrà centrale. Questo canale diretto aiuta a superare barriere digitali e culturali, creando una digitalizzazione concreta, costruita sui comportamenti quotidiani di elettricisti e progettisti.
Il mercato italiano: Gyver in una nicchia tutta sua
In Italia il recruiting per tecnici specializzati è un mercato ancora frammentato. Gyver si distingue offrendo una community verticale e basata su interazioni dirette, quasi conversazionali. Altre piattaforme come Jobtech e Inrecruiting hanno un approccio più generalista o semi-generalista, puntando su software di digital staffing per molte professioni. Ma manca loro quel legame stretto con la comunità tecnica e un linguaggio costruito sulle reali esigenze degli elettricisti.
Gyver prova a digitalizzare quel passaparola che ancora muove gran parte del settore. Non vuole togliere spazio a LinkedIn o alle agenzie tradizionali, ma integrare il mondo tecnico qualificato in un percorso di carriera digitale più coerente. La sfida è rompere abitudini consolidate da decenni, offrendo servizi semplici ma efficaci per migliorare efficienza, formazione e certificazioni.
Il confronto con startup estere: cosa insegnano Usa e Europa
All’estero il mercato è più maturo e offre esempi interessanti a cui Gyver guarda. Negli Stati Uniti, Skillit è una piattaforma avanzata che usa l’intelligenza artificiale per reclutare lavoratori specializzati nell’edilizia, elettricisti inclusi. Conta oltre 180mila profili verificati e modelli dati per 35 professioni. Workrise, ex RigUp, ha creato un vasto marketplace e strumenti gestionali per manodopera qualificata in energia, infrastrutture e costruzioni, diventando un punto di riferimento.
In Europa ci sono realtà più tradizionali e verticali come TecLine, che opera in Germania, Paesi Bassi e altri paesi con servizi di reclutamento e distacchi temporanei. Il loro approccio è più classico, basato su placement e somministrazione, senza puntare su tecnologia conversazionale o community digitali. Gyver si posiziona a metà strada, fondendo lavoro agile, rete e formazione, creando un ecosistema digitale che accompagna il tecnico lungo tutta la carriera. Potrebbe essere la strada nuova per il mercato europeo del lavoro tecnico specializzato.
