«Non riesco a smettere di dipingere», ha detto una volta Yayoi Kusama. E in effetti, settant’anni dopo aver iniziato, la sua arte continua a catturare e ipnotizzare. Dal Giappone di Matsumoto a New York, fino agli ultimi lavori realizzati a Tokyo, la sua carriera è un viaggio intenso e vibrante. Ora, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, una grande retrospettiva raccoglie tutto questo percorso. Dal prossimo 11 settembre fino al 17 gennaio 2027, i visitatori potranno immergersi nei suoi mondi di pois, nelle installazioni che sembrano inghiottire lo spazio e nelle celebri Infinity Mirror Rooms, trasformando la visita in un’esperienza totale.
La mostra allo Stedelijk Museum: un tuffo tra pittura, scultura e performance
Questa retrospettiva su Kusama si distingue per ampiezza e intensità, offrendo un percorso che attraversa le diverse forme d’arte che l’artista ha sperimentato nel corso degli anni. Si parte dalle prime creazioni a Matsumoto negli anni Cinquanta, per poi seguire il suo passaggio dal Giappone al cuore pulsante della scena artistica di New York. Qui Kusama ha dato vita a una vera e propria rivoluzione, ridefinendo i confini tra pittura, scultura e performance.
In mostra ci sono opere di ogni tipo: disegni, dipinti, sculture imponenti, installazioni immersive e performance storiche. Anche lavori mai visti prima in Europa e nuove creazioni pensate appositamente per il museo, che amplificano la sensazione di essere completamente immersi nel mondo di Kusama. Questa varietà mostra come l’artista sappia lavorare su media diversi mantenendo una poetica coerente e riconoscibile, fatta di motivi ripetuti e di una visione quasi psichedelica.
Pois e specchi: l’arte ipnotica che cambia la percezione
Yayoi Kusama si è fatta conoscere grazie a un uso ossessivo di punti e pattern che si ripetono in forme sempre nuove. I suoi pois – spesso in bianco e nero o colori forti – non sono mai semplici decorazioni, ma strumenti per spingere chi guarda a cambiare il proprio modo di vedere. Le Infinity Mirror Rooms, con specchi e luci, giocano con l’idea dell’infinito, moltiplicando lo spazio e creando un effetto quasi straniante.
Questa cifra stilistica dà vita a un’esperienza che va oltre la semplice osservazione di un’opera. Kusama usa il colore e lo spazio per trasformare il visitatore da semplice spettatore a parte attiva dell’arte. Rein Wolfs, direttore dello Stedelijk Museum, sottolinea come Kusama riesca a coinvolgere un pubblico vasto e variegato, grazie a un’arte che affascina ancora dopo tanti anni.
Prima di Amsterdam: la tournée europea alla Fondation Beyeler e al Museum Ludwig
La mostra, pensata come un progetto internazionale, ha già toccato altre tappe importanti in Europa. Dopo essere stata alla Fondation Beyeler di Basilea dal 12 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026, e poi al Museum Ludwig di Colonia dal 14 marzo al 2 agosto 2026, Amsterdam ospita l’ultima tappa di questo viaggio culturale. Ogni fermata ha portato nuove prospettive e un lavoro curatoriale accurato, per approfondire l’impatto e le diverse fasi dell’arte di Kusama.
Lo Stedelijk Museum, con la sua organizzazione e gli spazi all’avanguardia, offrirà un’ultima occasione per ammirare un corpus artistico ampio, coerente e ricco di stimoli. L’evento conferma il ruolo centrale di Kusama nella storia dell’arte contemporanea e la sua capacità di rinnovarsi, nonostante il tempo che passa.
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Dal Giappone agli Stati Uniti, passando per l’Europa: Yayoi Kusama resta una figura fondamentale per capire le trasformazioni dell’arte degli ultimi settant’anni. La mostra di Amsterdam è un’occasione da non perdere per vedere da vicino l’energia e la vastità di un percorso artistico unico, sempre in evoluzione.
