Varcata la soglia di Palazzo Collicola, a Spoleto, l’aria cambia subito. Non si tratta più solo di quadri o sculture appesi alle pareti: qui l’arte diventa racconto, si intreccia con la storia stessa della città. Spoleto non si limita a ospitare opere contemporanee, ma si propone come un punto di riferimento nel panorama artistico italiano. Un percorso che, tra cronologia e significati profondi, svela come questa città umbra abbia saputo farsi riconoscere nel mondo dell’arte contemporanea.
Sedici tappe per dodici decenni di arte e storia
Il nuovo allestimento, inaugurato da poco, si divide in sedici sezioni che tracciano l’evoluzione dell’arte a Spoleto dal dopoguerra a oggi. Saverio Verini, direttore di Palazzo Collicola, ha sottolineato come il progetto nasca dal desiderio di raccontare il legame forte tra la città e l’arte contemporanea, attraverso mostre storiche, donazioni e acquisizioni che hanno arricchito la collezione nel tempo.
Si parte dagli anni Cinquanta, con figure come Leoncillo e il Gruppo di Spoleto, protagonisti che hanno piantato le prime radici di una cultura artistica viva e radicata. Questo periodo è fondamentale per capire come Spoleto sia diventata un punto di riferimento nel mondo dell’arte. Poi si passa al Premio Spoleto, nato negli stessi anni, che ha svolto un ruolo decisivo mettendo in contatto artisti provenienti da tutta Italia. Grazie a questa competizione, Spoleto è diventata un crocevia di esperienze e linguaggi artistici diversi, un ponte tra la cultura milanese e quella del centro-sud.
Premio Spoleto e “Sculture nella città”: eventi che hanno segnato un’epoca
Fondamentale è la rievocazione della mostra “Sculture nella città” del 1962, curata da Giovanni Carandente, figura chiave anche per la Galleria d’Arte Moderna che oggi porta il suo nome. Quell’esposizione segnò una tappa importante per l’arte italiana del secondo Novecento e viene ora riproposta con sculture, bozzetti e fotografie d’epoca di Ugo Mulas. Nelle sale si ammirano opere di artisti internazionali come Beverly Pepper, Alexander Calder e Sol LeWitt, tutti legati in modo speciale a Spoleto.
Al centro c’è anche il ricordo di Marilena Bonomo, gallerista e promotrice culturale che ha contribuito a connettere la città con la scena artistica globale. Un’intera sezione è dedicata alla vita e al lavoro di Carandente, con documenti, opere donate e materiali d’archivio che mostrano la rete di relazioni umane e intellettuali che hanno arricchito l’identità artistica di Spoleto.
Dalla scena romana al secondo dopoguerra: protagonisti e movimenti
Il percorso non si ferma a Spoleto, ma si allarga alla scena romana dal secondo dopoguerra fino agli anni Ottanta. Si approfondiscono esperienze artistiche complesse, dall’astrazione alla cosiddetta Scuola di San Lorenzo, un movimento che ha lasciato il segno nella storia dell’arte contemporanea italiana. Le ultime sale sono dedicate a due grandi nomi: Alberto Burri e Domenico Gnoli, figure che hanno influenzato profondamente la scena artistica nazionale.
Questa panoramica amplia la collezione di Palazzo Collicola, inserendola in un contesto più vasto e offrendo ai visitatori una visione completa dell’evoluzione artistica italiana del Novecento.
Tra passato e presente: le nuove acquisizioni e la scena contemporanea
L’allestimento si chiude con una sezione dedicata agli artisti che hanno lavorato a Spoleto dagli anni Sessanta a oggi. Tra le recenti acquisizioni del museo ci sono opere di Jacopo Miliani, entrata nel 2024 grazie al PAC promosso dal Ministero della Cultura, e di Bekhbaatar Enktur, donata dall’artista in occasione della sua mostra personale nel 2023. Questi arrivi testimoniano la volontà di coniugare il rispetto per la storia con l’attenzione alle pratiche artistiche più attuali.
Palazzo Collicola punta a mantenere viva la conversazione con il presente, senza mai dimenticare le radici che rendono unico questo luogo.
Spazi che parlano: l’allestimento tra architettura e arte
L’architetto Filippo Loy, che ha curato la progettazione degli spazi espositivi, ha realizzato un allestimento che crea un dialogo continuo tra le sale. Il percorso si apre con visuali studiate per accompagnare lo sguardo del visitatore, mantenendo un filo tra la storia dell’edificio e le opere esposte.
Anche la grafica è pensata per essere funzionale ma discreta: i pannelli informativi sono leggeri e fissati con magneti, per non appesantire l’ambiente e lasciare che l’attenzione resti sulle opere. Questo equilibrio tra semplicità e praticità rende la visita più fluida e coinvolgente.
Spoleto conferma così il suo ruolo di centro di riferimento per l’arte contemporanea, capace di raccontare il passato attraverso una collezione viva e aggiornata, che dialoga con le nuove generazioni di artisti. Palazzo Collicola accoglie oggi un pubblico che non cerca solo arte, ma un’esperienza radicata nella cultura e nella storia umbra.
