Il Gazometro di Roma si prepara a diventare il cuore pulsante di Videocittà 2026, il festival che trasforma la cultura digitale in una chiamata urgente per l’ambiente. Dal 10 al 12 luglio, tra installazioni e proiezioni, l’acqua – tema centrale dell’evento – scorrerà non solo come elemento naturale, ma come simbolo di un futuro da proteggere. Prima che le luci si accendano ufficialmente, Agorà apre le porte a una rete globale: artisti e creativi italiani si incontrano con colleghi e operatori internazionali, intrecciando idee e progetti. Roma, ancora una volta, si conferma crocevia d’innovazione, dove arte e tecnologia dialogano con la responsabilità ecologica.
Quest’anno Videocittà punta tutto su Watercult, un tema che mette al centro l’acqua e le sfide ambientali legate a questo elemento vitale. Il festival spazia tra arti digitali e linguaggi immersivi, portando in scena le frontiere più innovative della creatività. Accanto agli appuntamenti tradizionali, ci sarà un ricco programma di videoarte curato da Damiana Leoni e Rä di Martino, con due serate di proiezioni sulla terrazza del Gazometro G3. Tra gli artisti in cartellone, nomi di spicco come Adrian Paci, Cecilia Bengolea, Monira Al Qadiri e Shahzia Sikander. L’offerta artistica si intreccia con riflessioni profonde sul tema ambientale, attraverso performance sperimentali, audiovisivi originali e una proposta food & beverage di qualità, per un’esperienza che miscela cultura e convivialità.
Dentro Videocittà c’è Agorà, nata nel 2020 e cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per la creatività digitale a livello internazionale. Il suo scopo è semplice ma ambizioso: mettere in contatto artisti, studi e piccole imprese con interlocutori da tutto il mondo, favorendo collaborazioni e coproduzioni concrete. Finora ha organizzato oltre 1400 incontri professionali e quasi 20 coproduzioni internazionali, portando il talento italiano su palcoscenici come New York, Riyad e Madrid. Nel 2026 la rete si amplia, coinvolgendo 21 paesi e 44 decision maker, confermando Roma come hub fondamentale per il settore.
A guidare lo sviluppo internazionale di Videocittà e coordinare Agorà c’è Guido Pietro Airoldi, romano classe 1995. Con un ruolo chiave nella costruzione di reti tra istituzioni, imprese e artisti, Airoldi è Chief Growth Officer di Casta Diva Art & Show e Project Leader di CO-VISION, un progetto europeo per la cooperazione culturale. Fa parte di diverse giurie internazionali e mantiene rapporti con la Commissione Europea. Definisce Agorà come una “piattaforma boutique”, che seleziona con cura artisti e professionisti per creare incontri mirati e fruttuosi. La sua esperienza è fondamentale per costruire un network globale capace di valorizzare la creatività digitale italiana, promuovendo sia contenuti di qualità sia opportunità commerciali.
Un mese prima dell’evento Agorà apre un’open call per artisti, studi e imprese digitali. I candidati presentano i loro portfolio e progetti, valutati da una giuria interna per scegliere i profili più adatti alle esigenze degli operatori internazionali. Durante il festival, la piattaforma organizza incontri B2B: ogni partecipante affronta circa 18 colloqui mirati con potenziali partner. Non mancano pitch di 12 minuti, interventi internazionali sulle tendenze e momenti dedicati alle eccellenze italiane. Il tutto si svolge in un clima che mescola business e convivialità, con visite agli studi, networking e appuntamenti culturali pensati per costruire rapporti solidi e collaborazioni durature.
Agorà si inserisce tra le realtà più riconosciute in Europa e nel mondo, distinguendosi per l’attenzione a creare un ambiente professionale e accogliente. Tra i modelli di riferimento ci sono il festival MUTEK di Montréal, che unisce arte digitale e performance in diverse città, e Image Beyond Screen di Lille, specializzato in video mapping e legami culturali con paesi emergenti. Negli Stati Uniti, South by Southwest è un contenitore multiforme di eventi, mentre in Italia spiccano il MEET di Milano e il Bright Festival di Firenze, che collaborano per valorizzare l’arte digitale. Agorà ha consolidato la sua identità portando a Roma una rete selezionata e di alto livello, trasformando la città in un punto di riferimento europeo per le arti digitali.
Non solo tecnologia e creatività, ma anche un’attenzione concreta all’ambiente. Tra i temi più importanti di questa edizione c’è la crisi climatica che colpisce il pino, simbolo del paesaggio romano, minacciato da un problema silenzioso ma grave. Grazie a riprese in realtà virtuale realizzate nella tenuta presidenziale di Castelporziano, il festival affronta il tema in modo immersivo, portando all’attenzione pubblica e istituzionale una questione di portata locale e globale. È un segnale chiaro: Videocittà e Agorà vogliono usare la tecnologia digitale per sensibilizzare e stimolare riflessioni concrete sulla tutela degli ecosistemi e la crisi ambientale.
Dalla prima edizione di Agorà, partita in piena pandemia nel 2020, sono nate collaborazioni importanti. Franz Rosati e Massimiliano Mascaro hanno stretto accordi con il festival Sónar partecipando all’edizione 2021, mentre il collettivo Fuse\* ha portato un progetto a Berlino nella Darkroom Exhibition. Anche l’Electro Organic Orchestra di Davide Carbone ha lavorato con la casa di produzione Filmmaster. Questi casi dimostrano come Agorà non solo favorisca incontri, ma permetta di chiudere accordi concreti, sostenendo la crescita e l’internazionalizzazione degli artisti e delle realtà italiane nel digitale e nelle performance.
Oggi Roma offre spazi di crescita per la creatività digitale, anche se il confronto con altri hub europei mette in luce alcune difficoltà. La sfida principale è dare visibilità e occasioni concrete ai creativi, nelle arti visive come nelle performance. L’energia della città si alimenta grazie a realtà come Live Cinema Festival, le accademie NABA, RUFA, IED, ISIA e Saint Louis, oltre a Videocittà e Agorà, che lavorano per costruire un ecosistema più coeso e dinamico. È un’occasione importante per chi vuole sviluppare una carriera nel digitale, con iniziative che provano a colmare un gap strutturale e a far emergere il talento italiano.
Uno dei nodi più urgenti riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione audiovisiva e creativa. In Italia mancano ancora percorsi formativi dedicati che esplorino le potenzialità e le applicazioni pratiche dell’IA, mentre all’estero questa tecnologia è già ampiamente integrata. I professionisti stranieri usano strumenti generativi per ampliare le possibilità espressive, non solo per delegare compiti, ma per raggiungere nuovi livelli di complessità. L’IA generativa promette di rivoluzionare eventi culturali, produzioni artistiche e processi organizzativi, segnando un cambio di passo ancora poco percepito in Italia. La sfida sarà integrare queste tecnologie senza perdere qualità e profondità creative.
Videocittà e Agorà sono molto più di eventi: sono un “turismo intellettuale” che porta a Roma talenti e operatori da tutto il mondo, creando un confronto aperto sull’arte digitale e le innovazioni tecnologiche. Trasformano la città in un crocevia di esperienze e visioni culturali, offrendo agli operatori locali occasioni concrete di scambio e crescita. La rete che si costruisce sostiene progetti internazionali e rafforza Roma come polo creativo, in un settore che guarda con sempre più interesse alla cultura digitale come leva di sviluppo artistico ed economico. L’arte, la tecnologia e l’ambiente resteranno al centro anche delle prossime edizioni.
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