Nel 2026, le neobank europee hanno preso una decisione chiara: puntare sull’Italia. L’arrivo dell’IBAN italiano non è un dettaglio tecnico, ma un segnale forte di un cambiamento in atto. Queste banche digitali non si limitano più a offrire conti correnti a basso costo e facili da usare. Hanno in mente qualcosa di più ambizioso, adattando i loro servizi alle esigenze specifiche di clienti, professionisti e imprese italiani. Dietro questa rivoluzione ci sono realtà diverse, ognuna con una strategia originale ma con un obiettivo comune: diventare la banca di riferimento nel nostro Paese.
Revolut è ormai una delle neobank più amate in Italia, con circa 4,5 milioni di clienti nel nostro Paese su 75 milioni in tutto il mondo. Da dicembre 2024 ha fatto un salto importante: con la succursale italiana di Revolut Bank UAB, con sede in Lituania, ha iniziato a offrire l’IBAN italiano, facilitando così domiciliazioni e pagamenti tipici italiani. Per ora, questa novità riguarda i conti personali, mentre quelli aziendali mantengono l’IBAN lituano. I soldi dei clienti sono coperti fino a 100mila euro dal sistema di garanzia lituano.
Ma Revolut non è solo un conto digitale facile da usare. Offre un ecosistema completo: carte di credito e debito, investimenti in azioni ed ETF, scambio di criptovalute, prestiti personali e conti remunerati. Da non dimenticare i trasferimenti internazionali, disponibili in più di settanta valute.
La guida per l’Europa occidentale è a Parigi, da dove si coordinano le operazioni in sei Paesi, Italia compresa. Con l’arrivo a giugno 2024 del general manager italiano Nicola Vicino, Revolut ha rafforzato la sua presenza puntando a diventare la scelta principale per molti italiani.
Nata a Berlino nel 2013, N26 è stata tra le prime a offrire l’IBAN italiano, già dal marzo 2020, proponendosi come alternativa digitale alle banche tradizionali. Mentre Revolut punta sull’internazionalità, N26 ha sempre puntato sulla semplicità: un conto gestibile direttamente dal telefono.
Nel tempo, N26 ha allargato il suo catalogo con trading di azioni, ETF, criptovalute, conti di risparmio e servizi innovativi come le eSIM. Nel 2025 ha registrato il suo primo bilancio in utile, dopo anni difficili tra regolamenti e cambi ai vertici.
Con 8 milioni di clienti in 25 Paesi e 1.500 dipendenti, la banca ha affidato il mercato italiano a Andrea Isola. La sua esperienza internazionale e strategica punta a rendere N26 sempre più competitiva e vicina alle esigenze locali.
Fondata in Germania nel 2015, Trade Republic si è specializzata nel rendere accessibile l’investimento ai piccoli risparmiatori, con trading a basso costo e piani di accumulo. Dal 2023 ha la licenza bancaria completa, sotto la vigilanza della BaFin e della Deutsche Bundesbank, mentre in Italia è controllata dalla Banca d’Italia.
In Italia offre conti correnti con IBAN nazionale, remunerazione della liquidità e investimenti in azioni, ETF, obbligazioni, derivati, criptovalute e mercati privati. Completano l’offerta una carta con cashback reinvestito.
A guidare la succursale italiana è Luca Carabetta, ingegnere con esperienza politica e da imprenditore in startup innovative. Nel 2026 Trade Republic ha superato il milione di clienti nel nostro Paese, raddoppiando in un anno. L’ultima valutazione ha fissato il valore della società a 12,5 miliardi di euro, un segnale di solidità nonostante la fine della raccolta di capitale.
Bunq, nata ad Amsterdam nel 2012, si è fatta notare per una crescita veloce ed è stata la prima neobank europea a ottenere una licenza bancaria greenfield dopo decenni. Con più di 20 milioni di utenti in 30 mercati, sta spingendo anche in Italia, dove i clienti sono triplicati nell’ultimo anno.
A giugno 2026 ha introdotto l’IBAN italiano e aperto la prima succursale a Milano, guidata da Michele Mattei. Bunq si distingue per la flessibilità: si possono aprire fino a 25 conti diversi, ognuno con IBAN dedicato, e gestirli tutti dalla stessa app senza nuove sottoscrizioni.
L’offerta comprende carte fisiche e digitali, conti di risparmio remunerati, investimenti in azioni e criptovalute, eSIM con assicurazione viaggio. Il modello è pensato per chi vive e lavora tra diversi Paesi, seguendo uno stile di vita sempre più mobile e internazionale.
Qonto si concentra esclusivamente su startup, PMI e professionisti. In Italia dal 2019, con sede a Milano dal 2021, conta oggi circa 600mila clienti business.
Offre conti con IBAN italiano, apertura online gratuita, strumenti per pagamenti, fatturazione elettronica, gestione spese di team e contabilità. Tutto pensato per semplificare la vita amministrativa delle aziende.
Fondata in Francia nel 2017, ha raccolto 622 milioni di euro, di cui 486 nell’ultimo round guidato da Tiger Global e TCV, portando la valutazione a 4,4 miliardi di euro. A guidare l’espansione in Italia, Spagna e Portogallo è Lorenzo Pireddu, con una lunga esperienza nel digitale e nel management, entrato in Qonto nel 2025.
Klarna, celebre per aver portato in Europa il modello buy now pay later, ha la licenza bancaria svedese dal 2017 e gestisce 9,5 miliardi di dollari in depositi, coprendo gran parte dei finanziamenti ai clienti.
In Germania offre già conti correnti con IBAN locale, mentre in Italia si concentra ancora sui pagamenti e alcuni servizi accessori. Qui propone un saldo bancario in app con IBAN svedese, usabile per carte di pagamento, rimborsi e cashback, oltre a conti deposito flessibili e vincolati.
Con 6,1 milioni di utenti attivi al mese in Italia, guidati dal country manager Francesco Passone, Klarna conta complessivamente 55,1 milioni di utenti nel mondo e punta a crescere nel settore bancario anche da noi.
I presidenti dei gruppi parlamentari hanno ricevuto una lettera che non lascia spazio a fraintendimenti:…
Il 1° luglio 2026, Bending Spoons ha fatto il suo ingresso al Nasdaq, rompendo vecchi…
# Crescita digitale in Italia nel 2025: il +47% dell’intelligenza artificiale spicca nel mercato Nel…
«Se ci dividiamo, perdiamo tutti». A pochi giorni dal primo turno elettorale, questa frase circola…
«Se non corri, resti indietro». Nel mondo degli affari, questa frase non è mai stata…
«È tutto falso», dice chi è nel mirino. Eppure, le accuse infondate continuano a circolare,…