Nel cuore di Venezia, tra calli strette e palazzi che sfidano il tempo, nacque Jacopo Tintoretto nel 1519. Mai si allontanò dalla sua città, neppure quando la peste infuriava e seminava terrore. La sua arte è una dichiarazione d’amore per la Serenissima, un legame che ancora oggi pulsa nelle sue tele. Sabato 27 giugno, Sky Arte porta in scena questo rapporto indissolubile con un docu-film che attraversa i luoghi e i momenti chiave della sua vita e carriera.
Tra calli e palazzi: il viaggio di Tintoretto nella Venezia del Cinquecento
“Tintoretto. Un Ribelle a Venezia” è parte del progetto Grande Arte al Cinema e accompagna lo spettatore attraverso i luoghi più significativi legati al pittore. Si va da Palazzo Ducale alla Scuola di San Rocco, da Piazza San Marco all’Archivio di Stato, restituendo atmosfere e contesti in cui Tintoretto ha lavorato e vissuto.
Non si tratta di semplici scenari, ma di tappe fondamentali della sua carriera. A Palazzo Ducale, per esempio, realizzò opere monumentali che raccontano la storia della Repubblica, mentre alla Scuola di San Rocco, dove si trovano alcuni dei suoi capolavori più famosi, il pubblico può immergersi in un’esperienza artistica che unisce spiritualità e creatività. Venezia diventa così protagonista insieme a Tintoretto, un luogo vivo dove arte e storia si intrecciano con la sua vita.
Dietro le quinte: chi ha dato voce e corpo al docu-film
Il film è scritto da Melania G. Mazzucco e diretto da Giuseppe Domingo Romano, due firme che hanno saputo mettere insieme rigore e passione. A guidare la narrazione è Stefano Accorsi, la cui voce calda e misurata accompagna lo spettatore senza mai perdere il ritmo. A dare ulteriori spunti ci pensa il regista Peter Greenaway, che offre un punto di vista critico sul valore artistico di Tintoretto.
Ma non solo: il docu-film si avvale anche delle opinioni di storici dell’arte di fama internazionale. Tra i nomi coinvolti ci sono Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, Tom Nichols e Frederick Ilchman, curatore della mostra su Tintoretto a Palazzo Ducale. Il loro contributo arricchisce il racconto con analisi precise che aiutano a capire le opere nel loro contesto storico e culturale.
Tintoretto e la sua bottega: un laboratorio di arte e famiglia
La pellicola restituisce un ritratto dettagliato di Jacopo Robusti, detto Tintoretto, sottolineando quanto fosse legato alla sua città. Si ripercorrono così gli anni della sua vita, dal periodo iniziale, spesso difficile, fino al successo consolidato. Al centro della narrazione c’è la sua bottega, un vero e proprio laboratorio dove oltre a lui lavoravano anche i suoi familiari.
Tra i figli, spiccano Domenico Tintoretto, che dopo la morte del padre portò avanti la sua eredità artistica, e Marietta, pittrice di grande talento e un caso raro per l’epoca. La bottega non era solo un luogo di lavoro, ma un crocevia di idee e uno spazio di crescita creativa.
Tintoretto rimase sempre ancorato a Venezia, una città che non lasciò mai e che ancora oggi conserva, tra calli e palazzi, il segno indelebile della sua arte. Questo docu-film su Sky Arte offre uno sguardo autentico sulla vita di un artista che ha segnato la cultura italiana e mondiale.
