Immagina una strada che ti avverte del traffico in arrivo o segnala un incidente prima ancora che tu lo veda. Non è più fantascienza. Le smart road, le cosiddette strade intelligenti, stanno cambiando profondamente il modo in cui ci muoviamo. In Italia, dal 2018, una normativa specifica ha iniziato a regolare queste tecnologie, aprendo la strada a sperimentazioni concrete con veicoli autonomi. Un segnale chiaro di un impegno deciso verso una mobilità più sicura e connessa.
Non si tratta solo di strade con qualche telecamera o sensore qua e là. Le smart road sono infrastrutture dotate di sistemi digitali sofisticati che monitorano continuamente il traffico, il meteo e lo stato della carreggiata. Tutti questi dati vengono elaborati in tempo reale per fornire informazioni precise a chi viaggia. Il Decreto Smart Road, firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2018 e aggiornato nel 2020, definisce queste strade come luoghi dove gli utenti possono usufruire di servizi avanzati: comunicazione tra veicoli e infrastrutture, previsioni sul traffico e interventi rapidi in caso di problemi.
Queste infrastrutture aiutano a gestire deviazioni intelligenti in caso di incidenti, suggeriscono percorsi alternativi, regolano accessi e parcheggi in modo dinamico e facilitano il rifornimento, anche per i veicoli elettrici. L’interazione tra veicoli e strade crea un vero e proprio ecosistema tecnologico, pensato anche per sostenere la diffusione dei mezzi autonomi, che in Italia sono già in fase di test da diversi anni.
Negli ultimi anni l’Italia ha messo in campo diverse iniziative per sviluppare e mettere alla prova le smart road. La prima certificazione ufficiale è arrivata nel giugno 2023 per la Tangenziale di Napoli: 22 chilometri dotati di una rete avanzata di telecamere, sensori meteo e antenne per la comunicazione V2X . Questa tecnologia permette alla strada di “parlare” con le auto, fornendo aggiornamenti continui su traffico, condizioni meteorologiche e eventuali criticità, migliorando così sicurezza e fluidità.
Altri progetti importanti riguardano gli 80 km della statale 51 Alemagna in Veneto, resa smart in occasione dei Mondiali di sci alpino 2021, e l’“Arena del Futuro” sull’Autostrada Brebemi, un tratto sperimentale dove le auto elettriche si ricaricano senza doversi fermare. Anche la Sassari-Olbia in Sardegna punta a diventare smart entro il 2025, grazie a un sistema di sensori che monitorerà in tempo reale la circolazione e l’ambiente.
Un’altra sperimentazione di rilievo è quella di Brescia, dove nel gennaio 2025 è stata presentata la prima auto a guida autonoma per car sharing in Europa, frutto di una collaborazione tra A2A, Politecnico di Milano e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile.
Dietro queste infrastrutture c’è un sistema complesso fatto di tecnologie moderne. L’Internet of Things permette di monitorare in tempo reale ogni aspetto della strada e dei veicoli. I dati raccolti da centinaia di sensori vengono analizzati con algoritmi sofisticati per prevedere il traffico, segnalare incidenti e programmare la manutenzione.
La rete 5G assicura una comunicazione veloce e senza ritardi con le auto, mentre l’Edge Computing elabora i dati vicino alla fonte, permettendo risposte immediate. Tecnologie come la fibra ottica, integrate con dispositivi per il rilevamento acustico e termico, individuano subito situazioni anomale, come incidenti o danni alla strada.
Anche i droni entrano in gioco, ispezionando ponti e gallerie e garantendo controlli precisi anche in punti difficili da raggiungere.
Per coordinare tutto c’è l’Osservatorio Smart Road, istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questo organismo segue da vicino le sperimentazioni, coordina i progetti nazionali e locali e promuove studi sulla sicurezza e l’efficienza. L’Osservatorio si occupa anche di definire linee guida e checklist tecniche, per assicurare che le infrastrutture rispettino gli standard del decreto.
Il decreto del 28 febbraio 2018 e il relativo allegato tecnico fissano gli standard funzionali per digitalizzare le strade italiane entro il 2030. L’aggiornamento del 2020 ha esteso la sperimentazione anche ai mezzi senza volante o pedali, aprendo la strada ai veicoli completamente autonomi. A maggio 2024 è stata approvata una checklist che definisce le caratteristiche tecniche per certificare le smart road, semplificando il lavoro di concessionari e gestori.
Nel mondo, l’Italia segue una tendenza in rapida crescita: dal 2017 sono stati censiti 166 progetti di smart road, quasi un terzo solo nell’ultimo anno. Gli obiettivi sono chiari: aumentare la sicurezza, migliorare il comfort di guida, ottimizzare il traffico e la manutenzione, e ridurre l’impatto ambientale.
A livello europeo, il piano Cooperative Intelligent Transport Systems punta a creare un sistema in cui veicoli e infrastrutture dialogano costantemente grazie a Internet of Things e 5G. In Italia questo significa adottare tecnologie in grado di prevedere e prevenire ingorghi, individuare incidenti e attivare interventi automatici, come l’uso di droni per sopralluoghi.
In altre parti del mondo non mancano iniziative simili: negli Stati Uniti, in Michigan, il Dipartimento dei Trasporti ha installato pali con telecamere e radar lungo le autostrade; nel Regno Unito sistemi innovativi rilevano oggetti pericolosi e analizzano il traffico in tempo reale; in Australia una rete di oltre 5.000 telecamere gestisce la comunicazione con veicoli connessi. Anche città come Austin e Salt Lake City dimostrano come la connessione tra strade e veicoli possa migliorare il traffico e la sicurezza.
L’espansione delle smart road ha aperto nuove opportunità nel mondo del lavoro, soprattutto nei settori dell’ingegneria, dell’informatica e della gestione dati. Tra i profili più richiesti ci sono i BIM Coordinator, esperti nella gestione digitale delle infrastrutture, e gli Architetti Renderisti, specializzati nella rappresentazione 3D degli ambienti stradali.
Importanti anche i Data Manager e Data Analyst, che monitorano ponti, viadotti e gallerie interpretando grandi quantità di dati raccolti dai sensori. Cresce anche la domanda di specialisti in intelligenza artificiale e machine learning, fondamentali per sviluppare algoritmi che migliorino la sicurezza e l’efficienza delle infrastrutture intelligenti.
In sostanza, la combinazione di competenze tecniche, digitali e ingegneristiche sarà decisiva per far crescere le smart road e guidare la mobilità verso un futuro più sicuro, efficiente e sostenibile.
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