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Datapizza: startup milanese raccoglie 10 milioni per portare l’AI nelle PMI italiane

Milano, luglio 2026. Dieci milioni di euro raccolti da una startup italiana, senza appoggi esterni. Succede raramente, ma Datapizza ce l’ha fatta. Nata da una community tech, in pochi anni si è trasformata in un punto di riferimento per l’intelligenza artificiale nelle imprese. Ora punta tutto sulle PMI, il cuore pulsante dell’economia italiana, con l’obiettivo di portare l’AI oltre i grandi gruppi. Un passo avanti decisivo che cambia il modo in cui tecnologia e business si intrecciano.

Da una community a leader dell’innovazione AI

Datapizza non è nata come una startup tradizionale. Nel 2021 si è formata come una community digitale di sviluppatori, data scientist e appassionati di tecnologia, che in breve tempo ha raggiunto oltre mezzo milione di iscritti sparsi su vari canali, diventando la più grande in Italia nel settore tech.

Due anni dopo, i fondatori Pierpaolo D’Odorico e Alessandro Risaro hanno deciso di trasformare questa rete in un’azienda vera, scegliendo di crescere senza ricorrere a investimenti esterni. Una mossa audace che ha permesso a Datapizza di moltiplicare quasi per dieci il fatturato in pochi anni e di mettere insieme un team di oltre 90 esperti, tra ingegneri AI, architetti di soluzioni e specialisti della trasformazione digitale.

Tra i clienti più importanti figurano Allianz e Credem, dove Datapizza ha portato l’intelligenza artificiale dentro processi aziendali complessi. Una crescita solida, basata su risultati concreti, che ora apre una nuova fase.

Cos’è davvero un’“AI transformation company”

Datapizza si definisce una AI Transformation Company. Non punta a sviluppare un’intelligenza artificiale tutta sua, ma a integrare al meglio gli strumenti già esistenti, come quelli di OpenAI, Anthropic o Gemini, dentro le aziende. In pratica, non basta saper scrivere codice: il vero lavoro è far entrare l’AI nei processi produttivi in modo efficace e senza intoppi.

L’azienda segue tutto il percorso: dall’analisi dei processi, alla strategia, fino alla formazione del personale e alla gestione del cambiamento interno. L’obiettivo è mettere in piedi applicazioni AI che davvero migliorano i risultati.

Un punto di forza è l’approccio indipendente: Datapizza non si lega a un solo fornitore o tecnologia, ma sceglie le soluzioni più adatte a ogni cliente, combinando modelli proprietari e open source.

I fondatori sottolineano che “la vera difficoltà per molte imprese non è trovare modelli avanzati, ma integrarli con i sistemi informativi esistenti e i flussi di lavoro consolidati.”

Il round da 10 milioni e l’ingresso di Nextalia Ventures

Il round di Serie A da 10 milioni rappresenta una novità per Datapizza: è il primo investimento esterno che riceve. A guidare l’operazione è Nextalia Ventures, fondo di venture capital specializzato in startup tecnologiche in crescita. Nextalia Investment Management, fondata da Francesco Canzonieri, non ha messo solo soldi sul piatto, ma anche un ampio network industriale e finanziario.

Tra gli investitori ci sono anche Roberto Condulmari e Guido Brera, fondatori di Kairos Partners, noti nel mercato per la loro esperienza nel venture capital.

I fondi raccolti saranno usati su tre fronti: rafforzare il team per soddisfare la domanda delle grandi aziende; accelerare lo sviluppo di una piattaforma proprietaria per gestire agenti AI, già in uso da alcuni clienti; e infine estendere l’offerta alle piccole e medie imprese, un mercato finora poco servito ma fondamentale per l’Italia.

Perché l’AI deve diventare un vantaggio concreto

Dopo tre anni di lavoro e collaborazioni importanti, Datapizza ha capito una cosa: “il vero problema non è più trovare modelli di AI performanti, ma trasformarli in strumenti concreti che funzionino davvero dentro le aziende.”

Le imprese hanno superato la fase dei test, ma faticano a far dialogare l’intelligenza artificiale con sistemi vecchi, dati sparsi e organizzazioni consolidate. Ed è proprio in questo spazio che Datapizza ha costruito la sua strada.

Un altro elemento da sottolineare è il modello di business: l’azienda ha sempre puntato sull’autofinanziamento, basandosi sui ricavi dei progetti reali, evitando così di dipendere da capitali esterni fino a oggi. Questo ha dimostrato la validità del prodotto e la solidità del modello.

Il mercato italiano dell’AI e le opportunità per le PMI

Questo investimento arriva in un momento in cui il mercato italiano dell’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente. Dopo anni di attenzione sui grandi modelli linguistici, ora la sfida è utilizzare queste tecnologie in modo concreto nei processi aziendali, dove si crea davvero il valore.

In Italia la maggior parte delle imprese sono piccole o medie. Per loro, integrare l’AI può fare la differenza tra restare indietro o crescere in produttività e innovazione.

Con questo round, Datapizza punta proprio a questo segmento, offrendo competenze e strumenti avanzati ma accessibili, con l’idea di rendere l’intelligenza artificiale alla portata di tutti.

Venture capital e il salto di qualità per l’ecosistema tech italiano

L’ingresso di Nextalia Ventures segna una svolta per Datapizza. La startup lombarda lascia la fase di crescita autofinanziata e si prepara a diventare una scaleup supportata da un investitore istituzionale.

Questo passo riflette un interesse crescente da parte del venture capital italiano verso aziende che puntano sull’applicazione pratica e strategica dell’AI, più che sullo sviluppo di tecnologie proprietarie.

Gli investitori sono convinti che “il vero valore non sia solo nella tecnologia, ormai accessibile a tutti, ma nella capacità di accompagnare le aziende a usare questi strumenti in modo efficace e sicuro.”

La scommessa è che questa sarà la chiave per la competitività del sistema produttivo italiano nei prossimi anni. Nel frattempo, Datapizza continua a crescere e cerca nuovi talenti, con posizioni aperte sul sito ufficiale. Un segnale concreto di vitalità e innovazione nel cuore di Milano.

Redazione

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