Quasi 19 milioni di euro pronti a rivoluzionare la sanità italiana. Un fondo che punta tutto sul digitale, con progetti capaci di sfruttare intelligenza artificiale, 5G e cloud. Dietro c’è un obiettivo chiaro: trasformare l’assistenza, rendere la cura più efficace e il monitoraggio dei pazienti più preciso. Il tempo non manca — si può partecipare fino al 31 maggio 2026 — ma chi si affretta, soprattutto chi lavora su malattie croniche o esigenze specifiche, può davvero fare la differenza e aggiudicarsi finanziamenti importanti.
Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, insieme alla Fondazione Ugo Bordoni, ha messo in campo il bando “Tech4Health“. Con quasi 19 milioni di euro da investire, si punta a integrare le nuove tecnologie con i servizi sanitari già esistenti. L’idea è finanziare progetti sperimentali che si colleghino alle infrastrutture digitali nazionali, per fare un salto di qualità.
Le risorse sono destinate a cinque aree cruciali: assistenza a domicilio e telemonitoraggio, diagnostica e laboratori distribuiti, gestione delle emergenze e terapie intensive, ottimizzazione dei flussi ospedalieri e medicina preventiva. Insomma, un piano che vuole portare più efficienza e attenzione ai pazienti, specie i più fragili.
Al centro ci sono tecnologie come AI, 5G, cloud ed edge computing, per rendere le cure più rapide, mirate e meno costose. L’obiettivo è anche evitare lunghe attese e migliorare il controllo dello stato di salute da remoto.
I progetti devono durare al massimo un anno e avere un budget tra 1,5 e 5 milioni di euro. Devono puntare a creare dispositivi intelligenti, compatibili con le piattaforme digitali già usate dal Servizio Sanitario Nazionale, e garantire comunicazioni sicure e veloci.
La protezione dei dati è un punto fermo: le informazioni devono essere trattate nel rispetto della privacy e delle norme vigenti, con sistemi affidabili e interoperabili.
Nel finanziamento rientrano spese per personale tecnico e ricercatori, materiali, attrezzature, consulenze, licenze e brevetti. La rendicontazione può essere semplice o dettagliata, a seconda delle esigenze dei progetti.
Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese, grandi aziende e organismi di ricerca. La partecipazione deve essere in forma di raggruppamento: da una a cinque imprese, più almeno un’università o un centro di ricerca .
Il successo dipende dalla collaborazione tra industria e mondo accademico, che deve tradursi in risultati concreti e veloci.
Il contributo è a fondo perduto, con percentuali che variano in base alla dimensione delle imprese: 25% per le grandi, 35% per le medie, 45% per le piccole e gli organismi di ricerca. È prevista anche una maggiorazione del 15% se ci sono PMI coinvolte in modo significativo, con una reale cooperazione e diffusione dei risultati.
Le domande vanno inviate in formato digitale, tramite posta elettronica certificata, all’indirizzo domande.partecipazione@pec.tech4health.it entro le 18 del 31 maggio 2026. La documentazione richiesta include una relazione tecnica, un piano finanziario e un accordo tra i partner.
Dopo una prima verifica formale, la Fondazione Ugo Bordoni valuterà i progetti secondo criteri precisi, premiando qualità, efficacia del team e impatto atteso sul sistema sanitario.
Con questa cifra si prevede di selezionare tra 10 e 20 iniziative di rilievo, destinate a segnare una svolta nella sanità digitale italiana, avvicinando la cura a modelli più sostenibili e integrati.
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