Quali sono le categorie catastali di lusso?

Quali sono le classificazioni catastali di lusso e come impattano sul sistema fiscale e sui benefici fiscali? Ecco le risposte a queste domande

Le categorie catastali e le rendite catastali sono concetti comuni che influenzano la tassazione periodica, come l’IMU, e le agevolazioni fiscali, soprattutto durante l’acquisto di un immobile. Le agevolazioni fiscali spesso non sono disponibili per le proprietà considerate di lusso. Per controllare queste informazioni, è possibile richiedere una visura catastale, ma come vengono determinati questi valori? Ecco tutto quello che bisogna sapere a proposito delle categorie catastali di lusso.

Categorie catastali di lusso, ecco tutte le informazioni a riguardo

L’acquisto di una casa rappresenta uno degli investimenti più significativi per gli italiani. Durante questo processo, è fondamentale considerare diversi fattori, tra cui la categoria catastale assegnata all’immobile. La categoria catastale determina la rendita catastale e può avere diverse implicazioni economiche.

Per coloro che acquistano la loro prima casa, sono disponibili importanti agevolazioni fiscali, tra cui sgravi sull’imposta di registro (o IVA per acquisti da società), imposta catastale e ipotecaria. Tuttavia, tali agevolazioni non sono applicabili per le abitazioni considerate di lusso. Inoltre, per le residenze di lusso, non è prevista l’esenzione dall’IMU per la prima casa. Questo significa che anche la rendita catastale è influenzata dalla classificazione di lusso, rendendo poco conveniente possedere una casa di lusso dal punto di vista fiscale.

Valutazione di un immobile
Valutazione di un immobile | Pixabay @AndreyPopov – Etruriaoggi.it

 

Attualmente, gli immobili classificati come di lusso sono quelli nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Ma come avviene questa classificazione? Ecco un’analisi delle caratteristiche tecniche delle categorie catastali di lusso.

Parametri per le abitazioni di lusso

La valutazione di un’abitazione di lusso è un processo complesso e richiede una serie di parametri specifici. I criteri per identificare una residenza di lusso sono definiti nel decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969.

Secondo questo decreto, affinché un immobile possa essere classificato nelle categorie A/1, A/8 o A/9, deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

– Essere situato in aree destinate a “ville” o “parchi privati”;

– Far parte di un edificio con una cubatura superiore a 2.000 metri cubi e costruito su un terreno in cui la cubatura edificata è inferiore a 25 metri cubi per ogni 100 metri quadrati di superficie del terreno;

– Essere dotato di una piscina di almeno 80 metri quadrati o di un campo da tennis di almeno 650 metri quadrati;

– Avere un’area scoperta che sia almeno sei volte più grande dell’area coperta;

– Avere unità immobiliari con una superficie totale superiore a 240 metri quadrati.

Inoltre, vanno considerate altre caratteristiche come le finiture di alta qualità, come l’uso di marmi pregiati e materiali tecnologicamente avanzati. Non va trascurato il ruolo degli impianti, come la presenza di ascensori e impianti domotici, che possono conferire maggior pregio all’immobile.

Case di lusso: categoria catastale A/8

Focalizziamoci sulla categoria catastale A/8, che comprende immobili caratterizzati da diverse specifiche:

– Una superficie commerciale superiore a 230 metri quadrati;

– La presenza di almeno 3 servizi igienici;

– Un ampio giardino;

– La presenza di appartamenti o strutture per il personale di servizio;

– La presenza di costruzioni ausiliarie per autorimesse o depositi.

Le abitazioni classificate come categoria catastale A/8 sono generalmente costruite in zone urbanistiche specificamente destinate a questo tipo di edifici o in zone di pregio caratterizzate da costruzioni e rifiniture di alta qualità.

Tuttavia, è importante notare che un’abitazione situata in una zona periferica, magari classificata come agricola, potrebbe non essere catalogata come categoria catastale A/8, anche se possiede le caratteristiche sopra indicate. Questo potrebbe costituire uno svantaggio dal punto di vista economico se l’immobile dovesse essere venduto, poiché il suo valore potrebbe essere inferiore. Tuttavia, potrebbe rappresentare un vantaggio per un acquirente interessato a beneficiare delle agevolazioni fiscali per la prima casa.

Caratteristiche categorie catastali A/1 e A/9

Esaminiamo altre due categorie catastali di lusso: la A/1 e la A/9.

La categoria catastale A/1 comprende residenze di prestigio, caratterizzate da standard costruttivi e tecnologici superiori rispetto alle abitazioni residenziali comuni. Si tratta di immobili di dimensioni considerevoli, spesso arricchiti da rifiniture di alta qualità, come marmi pregiati. La presenza di elementi extra, come piscine e campi sportivi all’interno del complesso residenziale, come campi da tennis o calcetto, può contribuire all’assegnazione della categoria A/1.

La categoria catastale A/9, invece, include palazzi di notevole valore storico e artistico, come castelli e palazzi di rilevanza culturale. Questi edifici si distinguono per la loro struttura unica, la distribuzione degli spazi interni e i volumi edificati, che li rendono singolari rispetto alle abitazioni comuni delle altre categorie. In genere, costituiscono un’unica unità immobiliare, rappresentando un patrimonio storico e artistico di grande valore.

Come viene attribuita la categoria catastale?

La categoria catastale di un immobile viene assegnata durante il suo primo accatastamento e può essere soggetta a modifiche in seguito a interventi sull’edificio.

Valutazione di una zona per le categorie catastali
Valutazione di una zona per le categorie catastali | Pixabay @FrancescoScatena – Etruriaoggi.it

 

Durante il primo accatastamento, gli uffici del catasto richiedono al richiedente di compilare un questionario dettagliato. Questo questionario è fondamentale per delineare le caratteristiche dell’immobile. Oltre alla zona geografica e alle dimensioni, che certamente giocano un ruolo importante nell’attribuzione della categoria catastale, altri fattori vengono presi in considerazione.

La natura e la destinazione d’uso dell’immobile, le sue caratteristiche strutturali, le finiture, ed eventuali servizi o infrastrutture presenti nell’area circostante, possono influenzare l’assegnazione della categoria catastale. In breve, la valutazione è un processo complesso che tiene conto di diversi elementi al fine di determinare la classificazione catastale appropriata per ogni singolo immobile.

Il questionario utilizzato durante il processo di accatastamento rileva una serie di dati significativi, tra cui gli impianti di climatizzazione, i sistemi di sicurezza e altri elementi che possono contribuire al valore e al pregio di un edificio. Questo questionario deve essere compilato anche in caso di modifiche al catasto a seguito di lavori di ristrutturazione, il che significa che nel tempo la categoria catastale di un immobile può cambiare.

È importante notare che esistono modalità legali per “abbassare” una categoria catastale di lusso. Ad esempio, un immobile di grandi dimensioni può essere suddiviso in più unità immobiliari. In caso di comunione dei beni tra coniugi, durante la separazione o il divorzio, è possibile optare per la divisione dell’immobile in due unità abitative separate. Ogni unità avrà caratteristiche diverse, come una cubatura minore e un minor numero di bagni, e potrebbe essere classificata in una categoria catastale non di lusso, come la categoria A/7.

Lo stesso principio si applica se un genitore decide di dividere l’immobile per destinare una parte ai figli. Ad esempio, un edificio di grandi dimensioni può essere suddiviso in tre unità abitative, riservandone una al genitore e donandone due ai figli. È possibile proporre ricorso contro l’assegnazione di una specifica categoria catastale e vengono effettuati controlli per verificare la correttezza delle risposte al questionario. Tutte queste decisioni influenzano anche l’attribuzione della rendita catastale.

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