Ascoli Piceno si svela sotto una luce nuova, tra le pietre antiche e le strade che raccontano storie di ieri e di oggi. Qui, alla quinta edizione del Premio Sparti, si accende un dialogo intenso sul confine sfumato tra città e provincia. Nel cuore del Forte Malatesta, un’imponente struttura rinascimentale che un tempo imprigionava e ora accoglie cultura, prende vita una mostra che rompe gli schemi tradizionali, intrecciando arte e società. Al timone del progetto c’è Alex Urso, artista e giornalista culturale, che torna a esplorare la provincia italiana da una prospettiva inedita, lontana dai soliti sentieri battuti.
Tre sezioni per raccontare l’arte fuori dai soliti confini
Il Premio Sparti 2026 si articola in tre parti: “Essere oltre”, “Essere qui” ed “Essere altro”. Più che criteri anagrafici o geografici, queste categorie invitano a riflettere su luoghi, relazioni e identità artistiche diverse. Nella sezione “Essere qui” trovano spazio gli artisti delle Marche, quella terra che Urso descrive come vera e tenace, dove il legame con il territorio diventa un gesto creativo costante. Tra le opere più coinvolgenti c’è l’installazione di Chiara Valentini, fatta di anatomie di carta e vasi archeologici che mescolano memoria e antropologia. Accanto a lei, nomi come Riccardo Angelini e Fabrizio Cotognini si muovono in un contesto che va ben oltre la semplice mostra locale: è un laboratorio vivo di identità da esplorare.
Qui, l’arte non si nutre di nostalgia o di un passato idealizzato, ma mantiene un dialogo stretto con la realtà della provincia. È un modo per rispondere a quella marginalità che spesso accompagna i “non-centri”. Urso rovescia la visione superficiale del borgo come set turistico momentaneo, restituendo spessore e dignità a un paesaggio umano e culturale spesso sottovalutato.
“Essere oltre”: quando la provincia si apre al mondo
La sezione “Essere oltre” amplia lo sguardo, accogliendo artisti noti e nuove prospettive regionali in un percorso che rompe aspettative. Qui si intrecciano linguaggi diversi: dalla pittura concettuale alle installazioni tecnologiche, passando per disegni e interventi site-specific che rivitalizzano gli spazi del Forte Malatesta. Artisti come Davide Maria Coltro, Andrea Mastrovito e Francesco Arena portano un’arte che parla tanto del territorio quanto di scenari internazionali.
Tra i momenti più significativi c’è l’altalena di Francesco Arena, installata nel cortile che un tempo ospitava l’ora d’aria dei detenuti. Il movimento oscillante della scultura evoca un contrasto netto tra stabilità e precarietà, traducendo in esperienza tangibile la tensione fra libertà personale e condizione sociale. Un simbolo potente del passaggio tra radicamento e voglia di movimento, in un’Italia che si confronta con identità multiple e dialoganti.
Il futuro dell’arte è “Essere altro” al Frida Museum
Il progetto si chiude con “Essere altro”, dedicato ai giovani under 35 e ospitato negli spazi del Frida Museum di Ascoli Piceno. Qui emergono nuove voci, con artisti come Sofia Boarino, Alessandra Leta e Martino Santori. La curatela, affidata ad Alex Urso e Caterina Angelucci, punta a mettere in luce pratiche contemporanee che vogliono trasformare il presente, offrendo nuove strade espressive.
Il filo rosso è la volontà di rompere schemi precostituiti, aprendo a approcci diversi ma uniti da un desiderio di cambiamento culturale condiviso. Il premio finale sottolinea questo percorso in divenire, mettendo in risalto il ruolo delle nuove generazioni nel panorama dell’arte contemporanea italiana. L’intera rassegna si conferma così come un riflesso di un’Italia creativa che non cerca solo visibilità nei circuiti più noti, ma valorizza autenticità e sperimentazione.
Fino al 28 giugno 2026, la V edizione del Premio Sparti ribadisce il ruolo di Ascoli Piceno come crocevia per riflettere sul rapporto tra spazio, storia e contemporaneità. Tra le mura del Forte Malatesta e il Frida Museum si intrecciano dialoghi essenziali, tra passato e futuro, territori e nuovi mondi possibili.
