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Pietro Martani svela l’ufficio del futuro: casa, hotel e scuola come nuovi spazi di lavoro

“Gli uffici non sono più quelli di una volta.” Lo dice Pietro Martani, che da tempo sta trasformando il modo di lavorare in Italia. Oggi non si tratta più solo di mettere una scrivania e un computer in una stanza qualsiasi. Gli spazi diventano luoghi vivi, dove si mescolano accoglienza, formazione e socialità, quasi come se fossi a casa o in un hotel. Martani, con il suo progetto Stella33, ha già portato questa rivoluzione a Milano e Venezia, cambiando il volto delle aziende sempre più flessibili e dinamiche.

Le aziende cambiano, cambiano anche gli uffici

Negli ultimi vent’anni le aziende hanno cambiato pelle e con loro anche il modo di pensare gli spazi di lavoro. Il ciclo di vita delle imprese si è accorciato, spinto dal digitale, e le strutture si sono fatte più agili, abbandonando i vecchi schemi gerarchici.

In questo contesto, l’ufficio non può più essere un luogo rigido e immutabile. Deve adattarsi, accogliere modi diversi di lavorare e collaborare. Inoltre, con le competenze che diventano obsolete in fretta, l’azienda deve funzionare anche come un luogo dove imparare continuamente.

Così nasce l’esigenza di spazi di lavoro che siano molto più di semplici uffici: servono ambienti che riflettano questa nuova realtà, capaci di evolversi con l’organizzazione.

Ufficio, casa, hotel: un mix per il futuro

Se l’azienda deve diventare in parte scuola, allora anche lo spazio deve aiutare la formazione e la crescita. Ma non basta: deve essere anche accogliente come una casa, per far venire voglia di lavorarci ogni giorno. E qui entra in gioco l’ospitalità, come in un hotel.

L’ufficio del futuro non è solo un posto dove sedersi, ma un luogo che coccola il dipendente, offrendo servizi e ambienti curati, con una cultura fatta di empatia e attenzione. Non è solo questione di estetica, ma di relazioni e di un clima che aiuta a trattenere i talenti.

Martani sottolinea come il modello tradizionale — cubicoli per i dirigenti e open space per gli altri — sia ormai superato. Al suo posto arrivano spazi più accoglienti, dinamici, pensati per favorire il dialogo e combinare comfort, ospitalità e momenti di apprendimento.

Da coworking a flex office: una sfida che cresce

Il coworking, nato soprattutto per freelance, ha avuto il suo ruolo, ma oggi non basta più. Serve un passo avanti: spazi flessibili più strutturati, pensati anche per le grandi aziende. Da qui il Flex Office, che può essere condiviso tra più imprese o dedicato a una sola realtà con esigenze specifiche.

L’esperienza di Martani con Copernico mostra che la chiave è collaborare strettamente con i proprietari degli immobili. Solo così si possono progettare soluzioni su misura e crescere in modo equilibrato e duraturo.

Le aziende riprendono in mano la gestione degli spazi, scegliendo formule agili che seguono i cicli di business e le nuove necessità, senza più legarsi a contratti rigidi e lunghi.

Stella33: ospitalità e socialità al centro dell’ufficio

Stella33 va oltre il coworking tradizionale. Il progetto vuole cambiare l’idea stessa di ufficio, adottando un modello di ospitalità che elimina la classica reception e la sostituisce con figure di house manager, che accolgono come in un hotel di lusso.

Al piano terra nasce un “social floor”, uno spazio condiviso dove le aziende possono usare sale riunioni e aree relax, riducendo la superficie occupata e abbattendo i costi. Il risultato è un ambiente più vivo e accogliente, che favorisce incontri e relazioni tra diverse realtà.

Il modello si ispira all’ospitalità d’eccellenza, come quella di Apple con i suoi store o degli Edition Hotel, dove l’ambiente elegante e il servizio discreto fanno la differenza.

Milano e Venezia, due esempi di flessibilità su misura

Milano è già un laboratorio di questa nuova idea di ufficio. Al MIND, nell’ex area Expo, Stella33 gestisce The Hive, un edificio in un distretto che ospita grandi aziende e l’Università Statale con migliaia di studenti. Qui si cerca di unire mondo accademico e industria in un ecosistema di lavoro vivo e multifunzionale.

A Santa Giulia, altra zona in trasformazione, c’è uno spazio dedicato al flex office per aziende in crescita, con un occhio di riguardo alla costruzione di una community.

A Venezia, sull’Isola Nova del Tronchetto, un palazzo fermo da vent’anni di oltre 20mila metri quadrati sta diventando un business village con sale riunioni, lounge e un club privato. La posizione strategica, a pochi minuti dal centro e ben collegata, lo rende destinato a essere un punto di riferimento per lavoro e eventi.

Stella33 vuole creare spazi riconoscibili e personalizzati, lasciando però il brand in secondo piano, per mettere in primo piano i clienti e mantenere un rapporto stretto con i proprietari.

Quanto valgono davvero gli uffici oggi?

Calcolare il ritorno economico degli spazi di lavoro non è semplice e sta cambiando. Il vecchio metodo che guardava solo ai costi diretti non basta più.

Oggi si valuta su due fronti: da una parte ridurre i costi grazie alla condivisione di spazi e servizi, dall’altra aumentare il valore che l’ufficio porta alla strategia aziendale. Le misure cambiano a seconda degli obiettivi: attirare nuovi talenti, migliorare la produttività, o far emergere i valori dell’azienda attraverso l’ambiente di lavoro.

Per esempio, in aziende che puntano a favorire la collaborazione, si guarda a quanto lo spazio rompe i silos e crea nuove sinergie. In altre, l’attenzione è sulla capacità di trattenere il personale.

Questa nuova visione spinge il mondo del real estate d’impresa a guardare oltre il semplice risparmio, puntando a spazi che diventino davvero un valore strategico per le aziende di oggi.

Redazione

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