Su strade di città come Cernusco sul Naviglio e Brescia, un’auto elettrica ha iniziato a muoversi da sola, senza un conducente al volante. Niulinx, startup nata dal Politecnico di Milano, ha appena ricevuto il via libera dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per testare la guida autonoma in ambienti urbani lombardi. Non è più solo un esercizio in laboratorio: questa è la prova che la mobilità autonoma sta entrando nel mondo reale, fatto di traffico caotico e imprevisti dietro ogni angolo.
Questo passo segna un momento decisivo per la tecnologia italiana. Dietro c’è molto più di un semplice esperimento: è una sfida che intreccia ricerca avanzata, normative da aggiornare, interessi industriali e persino equilibri geopolitici legati al futuro della mobilità.
Ministero dice sì: via libera ai test in strada in Lombardia
Il Ministero ha dato il via libera a Niulinx per provare la guida autonoma in città, precisamente a Cernusco sul Naviglio e Brescia. I test copriranno oltre 900 chilometri di strade pubbliche, uno degli ambienti più difficili per i veicoli autonomi, che devono districarsi tra auto, pedoni, segnali, cantieri e condizioni meteo variabili.
Il veicolo scelto è una Fiat 500e, elettrica e dotata di sensori all’avanguardia, sistemi di controllo ridondanti e potenti unità di elaborazione dati sviluppate da Niulinx stessa. Grazie a questi strumenti, la vettura può raccogliere dati preziosi e compiere manovre autonome in sicurezza, replicando le situazioni reali del traffico urbano.
Questa sperimentazione è decisiva per mettere alla prova software e hardware, verificare come gli algoritmi si comportano su strada e come si adattano a situazioni imprevedibili. Un passaggio indispensabile prima di pensare a omologazione e commercializzazione.
Da ricerca universitaria a startup da 38 milioni: la storia di Niulinx
Niulinx nasce dal centro AIDA del Politecnico di Milano, guidato dal professor Sergio Matteo Savaresi, uno dei nomi più autorevoli in Europa sulla guida autonoma. Dopo anni di lavoro per trasformare modelli e algoritmi complessi in applicazioni concrete, il gruppo ha fondato una startup con l’obiettivo di portare questa ricerca sul mercato.
A fine 2025 Niulinx ha chiuso un round di finanziamento da 38 milioni di euro, l’investimento più grande in Italia sulla guida autonoma. A guidare questo finanziamento ci sono stati A2A e CDP Venture Capital, con il supporto di big come Ferrovie dello Stato, Pirelli e altri partner strategici.
Non si tratta solo di soldi, ma di un cambio di passo nel panorama italiano: grandi aziende e istituzioni puntano sulle startup deep tech per costruire un futuro industriale più solido e innovativo.
Alla guida dell’azienda c’è Luca Foresti, imprenditore con esperienza in imprese innovative fuori dal settore automotive. L’obiettivo è fare di Niulinx non solo un costruttore di auto, ma un protagonista tecnologico capace di guidare la mobilità del futuro.
Niulinx vuole diventare protagonista della mobilità autonoma in Europa
La startup punta a diventare uno dei leader europei nella guida autonoma, un mercato oggi dominato da Stati Uniti e Cina. Niulinx sviluppa piattaforme per gestire flotte di veicoli autonomi pronti a muoversi in città, con l’obiettivo di ridurre traffico, emissioni e costi.
L’idea è offrire mezzi condivisi, prenotabili via app, che viaggiano senza conducente e migliorano la mobilità urbana. Non è solo tecnologia, ma un cambio radicale nel modo di muoversi in città.
Il team conta oggi oltre sessanta ingegneri e data scientist, capaci di trasformare la ricerca accademica in soluzioni concrete. Così Niulinx vuole superare uno dei limiti storici dell’Europa: la difficoltà di trasformare l’eccellenza scientifica in prodotti competitivi.
38 milioni di investimento: un segnale forte per l’innovazione italiana
Il finanziamento da 38 milioni è una vera svolta per l’ecosistema italiano delle tecnologie avanzate. La partecipazione di grandi gruppi industriali a un progetto così ambizioso segna un nuovo modello di collaborazione tra pubblico e privato.
L’ingresso di Ferrovie dello Stato nel venture capital e il debutto di A2A Life Ventures nella mobilità autonoma sono segnali chiari: le grandi aziende italiane vedono nelle startup alleate strategiche per sviluppare tecnologie chiave, non solo fornitori di servizi.
Niulinx diventa così il simbolo di un nuovo approccio, che unisce università, capitale di rischio, industrie e istituzioni per creare campioni tecnologici nazionali in settori complessi e fondamentali per il futuro del Paese.
Test su strada: il banco di prova per la guida autonoma e le regole
Ottenere il via libera per i test in strada non è solo superare una barriera tecnica, ma affrontare la complessità delle norme e dell’operatività nella mobilità intelligente.
I veicoli devono sapersi muovere tra pedoni, ciclisti, cantieri, ostacoli improvvisi e condizioni meteo mutevoli. I test servono a raccogliere dati reali per migliorare i sistemi e a costruire regole chiare e sicure per la circolazione senza conducente.
L’autorizzazione del Ministero è un passo importante per tutto il settore italiano ed europeo: aiuta a definire le norme che accompagneranno l’arrivo sul mercato della guida autonoma.
Allo stesso tempo, questa sperimentazione ha un peso industriale e geopolitico. Stati Uniti e Cina sono avanti, l’Europa deve consolidare un suo polo tecnologico per non restare indietro. Permettere a una realtà italiana di fare test concreti vuol dire aumentare l’autonomia del continente in un settore chiave.
Il cammino di Niulinx è appena iniziato, ma il passaggio dalle aule del Politecnico alle strade di Brescia e Cernusco segna l’avvio di una nuova fase decisiva per la mobilità italiana.
