Cinquantacinque candidature, un solo obiettivo: rappresentare l’Italia alla Biennale Architettura 2027. La selezione per il curatore del Padiglione Italia ha preso una piega inedita quest’anno, con un bando pubblico che ha acceso la competizione come non mai. Ora sono dieci i progetti che restano in corsa, un mix di nomi affermati e giovani talenti pronti a sfidarsi sul campo internazionale.
Il panorama architettonico italiano, variegato e vibrante, si riflette in queste proposte. Dalle sapienti mani che ridanno vita a monumenti storici alle visioni audaci di città futuribili, il dibattito si fa acceso e ricco di spunti. Il conto alla rovescia per Venezia è cominciato davvero, e con esso la speranza di un’Italia che sappia raccontarsi attraverso forme e spazi innovativi.
Bando pubblico e trasparenza: la nuova strada per il curatore italiano
Nel 2024 è cambiato il modo in cui si sceglie il curatore del Padiglione Italia. A differenza delle edizioni passate, ora si procede con un bando pubblico aperto, diviso in più fasi, per garantire più trasparenza e coinvolgimento. Sono arrivate 45 proposte da gruppi e singoli professionisti, un segnale chiaro dell’interesse e della vivacità del dibattito architettonico nel nostro paese.
Da queste candidature, la commissione ha selezionato dieci progetti per la seconda fase, quella decisiva. I finalisti avranno 45 giorni per presentare un dossier completo: il concept espositivo, il budget e un piano dettagliato delle attività. La giuria, composta da esperti e figure di spicco, valuterà ogni proposta in base a fattibilità, innovazione e coerenza con il tema.
Le nuove regole hanno aperto la porta a una platea più ampia, sia per età che per formazione professionale, portando a una maggiore varietà nelle candidature ammesse. La sfida è lanciata: esperienza e freschezza si confrontano per un obiettivo comune, far emergere l’Italia come protagonista dell’architettura contemporanea nel mondo.
I nomi in campo: veterani e nuove leve per il Padiglione Italia 2027
Tra i dieci finalisti ci sono nomi già noti e promettenti talenti emergenti. Massimo Alvisi torna in gara con il suo team Civico 8, dopo aver partecipato nel 2025 con un progetto dedicato all’abitare e alla visibilità sociale. La sua nuova proposta, ‘Casa Comune, Futuro Possibile’, si annuncia più ambiziosa e aperta a contaminazioni interdisciplinari.
Anche Cherubino Gambardella, che nel 2025 aveva presentato ‘ITALIAMARE’ sul razionalismo mediterraneo, si ripresenta con ‘Ri-abitalia’, un progetto che vuole rinnovare il rapporto tra architettura e territorio. Stefano Boeri, conosciuto a livello internazionale per i suoi progetti urbani innovativi, propone ‘Risonanze Italiane’, un ponte tra tradizione e futuro.
Non mancano gli architetti di LABICS, Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, con ‘Città Aperta’, un titolo che già suggerisce inclusione e dialogo con la complessità urbana. Paolo Zermani e Efisio Pitzalis, entrambi docenti rispettivamente a Firenze e in Campania, portano visioni che intrecciano antico e moderno, con un forte spessore culturale.
I più giovani giocano la carta del dinamismo e di uno sguardo contemporaneo sulle sfide architettoniche. Francesca Benedetto di YellowOffice, con un focus su spazi pubblici e paesaggio, Andrea Faraguna, fresco vincitore del Leone d’oro per il Padiglione del Bahrein nel 2025, e Gabriele Neri con il progetto REMIX, rappresentano una generazione attenta alle trasformazioni sociali e ambientali.
Infine, il gruppo NORMAL, con un approccio interdisciplinare che spazia dalla moda alla cultura digitale, presenta ‘TEMPORANEA’, un progetto che punta sull’innovazione e la sperimentazione per dare un tocco diverso all’esposizione.
Il cammino verso la scelta definitiva: tempi stretti e aspettative alte
Il calendario è serrato. Entro l’inizio dell’autunno, la commissione dovrà selezionare i tre finalisti, dopo aver analizzato con attenzione i dossier. La scelta terrà conto non solo dell’originalità e della capacità di comunicare, ma anche della sostenibilità economica e della concretezza nel rispettare i tempi di realizzazione.
Dai tre progetti migliori, la decisione finale passerà al Commissario del Padiglione Italia, Costantino D’Orazio, e al presidente della commissione Giovanni Francesco Tuzzolino, che presenteranno la rosa ristretta al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Sarà lui a dare l’ultimo via libera al curatore che guiderà l’Italia alla Biennale Architettura 2027.
Questa procedura, rigorosa e trasparente, vuole dare nuova energia alla presenza italiana in uno degli eventi più importanti del mondo dell’architettura. La scelta finale dovrà raccontare in modo chiaro, originale e credibile la complessità dell’architettura italiana oggi, aprendo nuove strade sulla scena internazionale.
