Milano si prepara a diventare il palcoscenico di una rivoluzione su quattro ruote. Dal 13 al 16 maggio 2026, la Next Mobility Exhibition trasforma la città in un laboratorio a cielo aperto, dove si parla di mobilità del futuro, quella che già bussa alle porte. Auto senza conducente, robotaxi e servizi di sharing non sono più solo idee da film di fantascienza, ma stanno invadendo strade e marciapiedi, cambiando il modo di muoversi. Quattro giorni densi di dibattiti e dimostrazioni, tra sfide tecnologiche da superare e nuovi equilibri sociali da trovare. A Milano, la mobilità non è mai stata così al centro dell’attenzione.
La NME si tiene nel polo fieristico di Rho, scelta strategica per la sua posizione e la capacità di attrarre operatori e aziende di rilievo. Barbara Prati, Exhibition Manager, ha sottolineato come questa edizione metta in primo piano la guida autonoma applicata al trasporto pubblico, la crescita della mobilità condivisa e le strategie per rendere la mobilità più sostenibile. Oltre agli stand con le tecnologie più all’avanguardia, il programma offre un fitto calendario di conferenze e tavole rotonde.
Il filo conduttore è il legame tra innovazione tecnologica e pratiche condivise. La mobilità urbana si sta trasformando in un sistema integrato, dove veicoli autonomi e servizi di sharing non sono più esperimenti isolati, ma parti di una rete complessa e coordinata. L’obiettivo è rendere gli spostamenti più efficienti, sicuri e rispettosi dell’ambiente nelle nostre città.
Il 14 maggio è in programma un appuntamento chiave promosso da EIT Urban Mobility, la più grande rete europea dedicata all’innovazione in questo campo. Si parlerà di come trasporto pubblico e servizi di mobilità condivisa possano integrarsi per migliorare l’accessibilità e abbattere l’impatto ambientale.
Durante l’incontro verranno presentati dati e casi concreti provenienti dall’Europa, che mostrano come la collaborazione tra enti pubblici e operatori privati possa tradursi in soluzioni pratiche e scalabili. L’idea è di superare la semplice somma di servizi per costruire una piattaforma di mobilità coerente e funzionale, con vantaggi concreti per chi si muove e per le città.
Il 16 maggio sarà la volta di un focus sul contesto italiano, con la partecipazione di nomi importanti come Autostrade per l’Italia, Wayla, Scuter e NExT. Questi operatori, attivi nella sharing mobility, si confronteranno con rappresentanti delle autorità regolatorie, gestori del trasporto pubblico e fornitori di tecnologie.
L’obiettivo è fare il punto su progressi e ostacoli nella sfida di integrare i servizi condivisi nelle reti locali. Si parlerà di normative e strategie per trasformare lo sharing da progetto a infrastruttura stabile e diffusa. L’esperienza italiana potrà così diventare un modello da seguire anche in altre metropoli europee.
La Next Mobility Exhibition non si limiterà a mostrare tecnologie all’avanguardia. L’approccio sarà ampio e concreto, con uno sguardo che spazia dai dati ai modelli di business, fino ai casi reali. L’idea è capire come la mobilità condivisa stia diventando una risposta efficace per gestire il traffico e ridurre le emissioni.
Nei vari incontri si discuterà di cosa serve, a livello tecnico e organizzativo, per far funzionare sistemi di sharing su scala industriale, offrendo servizi continui e affidabili a un pubblico sempre più vasto.
Il dibattito toccherà anche temi di pianificazione urbana, normative da aggiornare e l’importanza di far dialogare tra loro i diversi sistemi di trasporto. Si creerà così uno spazio per individuare soluzioni replicabili e rafforzare il legame tra innovazione e sostenibilità ambientale.
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