Conti correnti a zero spese nel 2026: la guida completa per scegliere con consapevolezza
Ogni anno, milioni di italiani pagano centinaia di euro solo per tenere aperto il conto corrente. Nel 2026, però, la possibilità di un conto a zero spese sembra più concreta che mai. Le offerte senza canone stanno spopolando, soprattutto tra chi cerca una gestione semplice e digitale del denaro. Ma attenzione: “zero spese” non sempre significa davvero gratis. Dietro le apparenze, si celano spesso costi nascosti e condizioni poco trasparenti. Nel frattempo, le banche tradizionali faticano a tenere il passo, mentre quelle digitali avanzano a grandi passi, proponendo servizi rapidi e flessibili. Scegliere con consapevolezza diventa quindi essenziale per non trovarsi fregati.
Un conto corrente “a zero spese” in genere non prevede il canone annuale, ma non è detto che sia davvero senza costi. Molte banche fanno pagare commissioni per operazioni come il prelievo di contanti da sportelli ATM di altre banche, con costi che possono andare da 1,50 a 2,50 euro a prelievo. Anche i bonifici fatti allo sportello oppure le operazioni in valuta estera, con il cambio, possono far lievitare le spese.
Non va dimenticata l’imposta di bollo, che lo Stato applica se la giacenza media supera i 5.000 euro, con un costo fisso di 34,20 euro all’anno. Alcune banche la coprono per attirare clienti, ma non è la regola. Inoltre, le carte di debito o credito possono avere costi di emissione o rinnovo, e alcune prevedono commissioni per pagamenti istantanei. Per questo è fondamentale leggere bene i fogli informativi e controllare l’Indicatore Sintetico di Costo , così da non ritrovarsi spese impreviste.
Insomma, il canone zero è solo una parte della storia: la vera convenienza sta nella trasparenza e nell’insieme delle spese accessorie.
Le banche digitali lavorano senza filiali e sportelli tradizionali, riducendo così i costi di gestione. Questi risparmi li trasferiscono ai clienti, con canoni azzerati e tariffe più basse sulle operazioni. L’esperienza d’uso è pensata per essere semplice e autonoma: dall’apertura del conto ai pagamenti, tutto si fa dal cellulare in pochi clic, spesso con riconoscimento biometrico.
In più, si integrano facilmente con wallet digitali come Apple Pay e Google Pay, per pagamenti contactless rapidi e sicuri. Attraverso l’app si possono anche gestire i limiti delle carte o bloccarle in caso di smarrimento, aumentando la sicurezza. Alcuni conti digitali offrono poi strumenti per gestire le finanze personali, come la classificazione automatica delle spese o i salvadanai digitali per risparmiare in modo programmato.
Questa miscela di tecnologia e trasparenza rende il conto digitale la scelta naturale per chi vuole tenere tutto sotto controllo, senza muoversi da casa.
Sul mercato ci sono tante offerte, ma alcune spiccano per caratteristiche e servizi.
SelfyConto Mediolanum è pensato per chi ha meno di 30 anni: canone gratis fino ai 30 anni, bonifici SEPA istantanei e prelievi illimitati nell’area euro senza commissioni. È il biglietto d’ingresso alla solida struttura di Banca Mediolanum, con possibilità di accedere a servizi più complessi nel tempo. La carta digitale gratuita permette pagamenti con lo smartphone e controlli via app, come il blocco temporaneo e limitazioni su certe categorie di spesa.
BBVA offre un conto “zero spese per sempre” senza limiti di età. Nei primi sei mesi garantisce un interesse lordo del 3% sul saldo, poi un rendimento legato ai tassi BCE fino a fine 2027. Non fa pagare commissioni su prelievi sopra i 100 euro e regala un cashback del 3% sui primi acquisti. La carta di debito è senza numeri stampati e ha un CVV dinamico per maggiore sicurezza. Tra i servizi originali ci sono l’anticipo stipendio fino a cinque giorni prima e la possibilità di rateizzare gli acquisti con Pay&Plan.
Hype punta sulla gestione personale del denaro: nel piano base senza canone offre bonifici istantanei illimitati e prelievi gratuiti fino a 250 euro al mese. La carta virtuale è subito attivabile e funziona con Apple Pay e Google Pay. Tra le funzioni più apprezzate ci sono Radar, per analizzare automaticamente le spese, Box Risparmio per mettere da parte denaro e SplitHYPE per gestire spese condivise. La sicurezza si gestisce tutta dall’app, con blocco immediato in caso di necessità.
In sintesi, nei conti a zero spese la differenza la fanno i servizi extra e la flessibilità nella gestione del denaro.
Non solo digitali puri: anche banche con una rete tradizionale unita a un buon livello di digitalizzazione si fanno largo.
Crédit Agricole propone un conto online senza canone per chi ha meno di 35 anni o accredita lo stipendio. Ha una rete di oltre 1.000 filiali in Italia e 12.000 consulenti per chi cerca assistenza anche di persona. Il conto include bonifici SEPA istantanei senza costi extra e un bonus di benvenuto fino a 600 euro in buoni regalo. La sicurezza è affidata a controlli avanzati via app, e chi vuole può contare su un consulente dedicato per investimenti più complessi.
ING Conto Corrente Arancio è un pacchetto completo che unisce conto corrente e conto deposito, il Conto Arancio, con un interesse lordo al 4% per 12 mesi senza vincoli di prelievo. La versione “Arancio Più” annulla canoni e commissioni per chi accredita stipendio o pensione e offre bonifici istantanei, pagamenti F24 e prelievi gratuiti in Europa. L’app permette una gestione autonoma semplice e veloce, anche per chi vuole trasferire il conto da un’altra banca.
Trade Republic, partito come fintech, si è trasformato in banca completa con un conto che remunera al 2% lordo la liquidità non investita, senza vincoli. Ha IBAN italiano e carta Visa senza canone. Tra le funzioni innovative ci sono Saveback e Round up, che trasformano gli acquisti in investimenti automatici. Non applica commissioni sul cambio valuta né sui prelievi ATM sopra i 100 euro in tutto il mondo, ideale per chi viaggia o fa acquisti all’estero.
Queste proposte mostrano che il “conto gratuito” può avere molte facce, a seconda delle esigenze di sicurezza, rendimento e assistenza.
La gratuità di un conto in Italia non sempre si traduce in costi bassi all’estero. È importante scegliere un conto che tenga sotto controllo le spese anche quando si viaggia o si usa una valuta diversa dall’euro.
BBVA e Trade Republic, per esempio, non applicano commissioni sul cambio valuta, offrendo tassi Visa senza margini aggiunti. Una scelta ottima per chi compra spesso all’estero o online in valute straniere.
SelfyConto e Crédit Agricole non fanno pagare prelievi nell’eurozona, ma applicano le commissioni standard Mastercard o Visa sul cambio valuta. Hype invece carica circa il 3% sul tasso di cambio, con prelievi gratuiti solo fino a 250 euro al mese.
ING consente prelievi gratuiti in tutta Europa e carte di credito con pagamenti senza commissioni di cambio, mantenendo la competitività anche fuori dai confini nazionali. Conoscere queste differenze è fondamentale per chi si sposta spesso o usa la carta all’estero.
Oggi cambiare conto corrente e passare a uno a zero spese è più semplice che mai. La normativa europea Payment Accounts Directive ha introdotto procedure rapide per trasferire saldo e pagamenti ricorrenti. Basta fare richiesta alla nuova banca, che si occupa di spostare automaticamente bonifici permanenti, addebiti per bollette e accrediti di stipendio.
Il servizio garantisce continuità: niente ritardi o pagamenti saltati. La legge fissa un massimo di 12 giorni lavorativi per completare la portabilità, con indennizzi se si sfora. L’apertura del nuovo conto è veloce, grazie ai riconoscimenti digitali con SPID o Carta d’Identità Elettronica, e può richiedere poche ore o al massimo qualche giorno per controlli più approfonditi.
Questa semplificazione ha spinto molti a cambiare conto, abbattendo le resistenze e aumentando la concorrenza nel settore bancario.
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