Milano ha appena acceso un faro su uno dei suoi protagonisti più importanti: Piero Portaluppi. Nel dicembre 2025, il Fondo Ambiente Italiano ha raccolto l’immenso archivio dell’architetto, custode di tanti volti della città e del design del Novecento. Non era solo questione di mettere in ordine carte e disegni, ma di far rivivere un patrimonio che continua a parlare. Così, dopo mesi di lavoro, il 21 maggio 2026 ha aperto a Villa Necchi Campiglio uno spazio dedicato a Portaluppi. Un luogo che non è solo un deposito di progetti, ma un racconto vivo dietro ogni linea tracciata.
Villa Necchi Campiglio: la nuova casa dell’archivio Portaluppi
Villa Necchi Campiglio, capolavoro degli anni Trenta firmato dal giovane Portaluppi su commissione della famiglia Necchi, è diventata la sede naturale per ospitare il suo archivio. Da maggio 2026, tre sale nella soffitta della villa accolgono una collezione permanente ricca e variegata: arredi scelti, decorazioni originali e soprattutto migliaia di documenti catalogati con cura. Camminando in quegli ambienti si respira la Milano degli anni Trenta, ma anche la complessità di un’epoca e di un artista che ha dialogato con le più importanti personalità culturali italiane del Novecento. Il percorso espositivo permette di conoscere il lavoro di Portaluppi e la sua vena eclettica, fra architettura funzionale e visioni iconoclaste.
Il Fondo Ambiente Italiano, che ha acquisito gli archivi della Fondazione Portaluppi, ha voluto aprire questo spazio per valorizzare il patrimonio e renderlo accessibile a tutti. Si possono ammirare schizzi autografi, caricature, bozzetti a matita e china, insieme a fotografie d’epoca che raccontano la professionalità e l’ironia di un uomo che ha lasciato un segno profondo nel volto urbano di Milano e oltre. Tra le curiosità spiccano anche bobine di pellicole in 16 mm, girate tra gli anni Trenta e Sessanta, per un totale di otto ore di filmati che raccontano luoghi, momenti e persone legate alla vita creativa di Portaluppi.
Archivi e libri a disposizione di studiosi e appassionati grazie a una rete di collaborazioni milanesi
Il nuovo spazio di Villa Necchi Campiglio non è solo una mostra, ma un centro in cui la grande mole di materiali archivistici va ben oltre la semplice esposizione. Portaluppi ha lasciato un patrimonio prezioso: manoscritti, carnet di schizzi, appunti, carte e cartoline, raccolti in migliaia di pezzi. Oltre alla collezione esposta, sono disponibili tremila volumi di storia dell’architettura e riviste specializzate, che saranno progressivamente aperti a studio e consultazione. Questo progetto nasce dalla stretta collaborazione tra il FAI, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il Politecnico di Milano.
L’obiettivo è doppio: sostenere la ricerca accademica e portare l’eredità di Portaluppi al pubblico più vasto possibile. Gli studiosi potranno così accedere a un materiale ricchissimo che abbraccia diversi aspetti del lavoro di Portaluppi, dal design industriale alla decorazione d’interni, dalla progettazione urbanistica alle sfide dell’architettura del Novecento. Con questo polo culturale si punta a creare un centro di studio fondamentale per chiunque voglia approfondire la storia di Milano e dell’architettura italiana.
Lo studio di Portaluppi rinasce grazie al lavoro dell’architetto Castellini Baldissera
Tra gli elementi più interessanti del progetto c’è la ricostruzione dello studio personale di Portaluppi. L’incarico è stato affidato all’architetto Piero Castellini Baldissera, pronipote dell’architetto, che ha saputo restituire un’atmosfera intima e funzionale. Castellini Baldissera, che ha lavorato anche al recupero di vari pezzi del design di Portaluppi, ha curato la sistemazione degli arredi e dei decori negli spazi di Villa Necchi, partendo dall’appartamento in via Morozzo della Rocca dove un tempo Portaluppi viveva e lavorava.
Accanto agli arredi originali sono stati inseriti nuovi strumenti museali come video e materiali multimediali, pensati per accompagnare il visitatore in un percorso coinvolgente. Questo ambiente restituisce non solo il senso dello spazio fisico, ma anche il carattere di Portaluppi, con la sua combinazione di ironia e precisione progettuale. Lo studio diventa così un ponte fra passato e presente, un luogo dove far rivivere idee e suggestioni di un tempo.
“Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, la prima mostra temporanea fino a ottobre 2026
A completare la nuova esposizione permanente, il FAI ha organizzato mostre temporanee annuali per approfondire temi specifici legati a Portaluppi. La prima, intitolata “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, inaugurata il 21 maggio e visitabile fino a ottobre 2026, presenta 44 disegni scelti tra i più significativi.
La mostra offre uno sguardo dettagliato sui progetti di Portaluppi, sulle sue caricature realizzate durante gli anni di studi al Politecnico e sul suo contributo a riviste come Guerin Meschino e Babau. Sono in mostra bozzetti di case, palazzi, arredi, studi per interventi su edifici storici e tavole urbanistiche come il Piano Regolatore del 1927. Ne emerge un ritratto di grande attenzione per il dettaglio, unito a una vena ironica che attraversa tutta la sua opera.
L’esposizione mette in luce come Portaluppi, pur dentro la modernità, abbia guardato alla città futura con uno sguardo critico e spesso paradossale, sfidando le certezze del suo tempo. Il visitatore esce con una visione più ricca e complessa del passato e del ruolo dell’architettura nel plasmare Milano e la sua cultura.
L’apertura di questo nuovo spazio in via Mozart segna un passo importante per far conoscere e valorizzare un protagonista della storia italiana. Qui architettura e storia si intrecciano, offrendo a Milano e ai suoi cittadini una nuova occasione di crescita culturale.
