Le fotografie di Marco Pesaresi sono come lampi di realtà che ti restano impressi nella mente. A venticinque anni dalla sua scomparsa, Roma gli dedica un omaggio intenso e sentito. Nel 2001 se ne andava uno dei più grandi fotografi italiani, capace di cogliere l’anima nascosta nelle pieghe del quotidiano. Oggi, tra mostre e un docu-film, la città riapre il sipario su un lavoro che parla di vita, di movimento, di poesia urbana. Chi lo ha conosciuto non smette di raccontarlo, mantenendo vivo il suo sguardo unico.
“Il granchio nudo”: il docu-film che racconta Pesaresi a Roma
Il 21 maggio, al Nuovo Cinema Aquila, va in scena “Il granchio nudo – La storia di Marco Pesaresi”, un documentario che riporta alla luce frammenti della sua vita e del suo lavoro. Il film, ideato e prodotto da Riccardo Caccia e Michela Fragomeni, è diretto da Marta E. Antonioli ed Elena Padovan. A raccontare Pesaresi sono amici, colleghi e figure del mondo artistico ed editoriale, in un racconto appassionato e intenso.
Il documentario si distingue per l’uso di materiali inediti: diari, appunti, poesie di Pesaresi che, grazie alla voce dell’attore Enrico “Chicco” Salimbeni, prendono nuova vita. Le immagini in Super 8 immergono lo spettatore nell’atmosfera degli anni Ottanta e Novanta, restituendo non solo un’epoca ma anche la sensibilità unica del fotografo. Il risultato è un ritratto diretto e autentico del suo lavoro.
Pesaresi emerge soprattutto per il suo sguardo sulle realtà marginali, soprattutto a Rimini, la sua città natale, che fotografava con uno stile crudo ma allo stesso tempo poetico. Il documentario segue idealmente il tema del viaggio, fil rouge della sua vita e della sua arte. Dopo la proiezione, è previsto un dibattito con il pubblico, alla presenza di Marco Sconocchia, fondatore della Daylight School, e dei fotografi Stefano Mirabella e Angelo Raffaele Turetta, per approfondire insieme l’eredità di Pesaresi.
Mostra a Roma: “UNDERGROUND”, un omaggio al mondo sotterraneo di Pesaresi
A pochi giorni dal docu-film, il 29 maggio, la Daylight School, scuola di fotografia fondata da Marco Sconocchia, inaugura la mostra collettiva “UNDERGROUND. Il mondo sotto. Omaggio a Marco Pesaresi” in via Macerata 34, nel cuore di Roma. La mostra si concentra sul celebre fotolibro “Underground”, con cui Pesaresi raccontò le metropolitane, luoghi sotterranei eppure pieni di vita, simbolo di movimento e isolamento.
Quindici fotografi italiani si misurano con quell’immaginario, cercando di ricreare le atmosfere che Pesaresi aveva saputo catturare con il suo bianco e nero intenso e le composizioni cariche di tensione emotiva. Tra loro, Alex Liverani, Aldo Feroce, Lorenzo Castore e altri, che dialogano con l’eredità del maestro. La mostra mette in luce la capacità di Pesaresi di trasformare spazi comuni in scenari pieni di malinconia e umanità.
L’esposizione resterà aperta fino a inizio agosto, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nell’universo di Pesaresi visto da prospettive diverse, ma sempre fedeli alla profondità originale delle sue fotografie. Il percorso ripercorre il senso del viaggio, l’attenzione ai dettagli della vita quotidiana e la solitudine della città, tratti che definiscono la sua poetica. Il coinvolgimento di autori contemporanei è un ponte tra passato e presente, a testimonianza di una tradizione fotografica italiana ancora viva.
Marco Pesaresi: tra essenzialità, malinconia e viaggio
Nato a Rimini nel 1964 e scomparso nel 2001, Marco Pesaresi ha costruito la sua carriera raccontando realtà sociali spesso invisibili. Collaboratore dell’agenzia Contrasto, ha raccontato con le sue immagini storie di marginalità e bellezza nascosta nei gesti di ogni giorno. Le sue fotografie in bianco e nero evocano atmosfere sospese, una poesia che nasce dallo sguardo verso ciò che di solito non si nota.
Il viaggio torna spesso nelle sue opere, non solo come spostamento fisico ma come ricerca continua. Rimini rimane il cuore emotivo dei suoi scatti: una città fatta di luci e ombre, tra discoteche estive e spiagge vuote, raccontata con un’intensità che va oltre il semplice reportage. Pesaresi non si limita a documentare, ma cerca di catturare le emozioni e l’anima dei luoghi e delle persone.
Nonostante una vita breve, la sua opera ha lasciato un segno profondo nella fotografia italiana. Le sue immagini sono un esempio di come l’arte visiva possa dialogare con la società, riflettendo le sue difficoltà ma anche la fragile umanità. Gli eventi di Roma nel 2024 confermano quanto il suo lavoro sia ancora vivo e amato da colleghi e appassionati. La sensibilità di Pesaresi continua a ispirare nuove generazioni, consolidando il suo ruolo di riferimento nel panorama culturale contemporaneo.
