A Gibellina, in Sicilia, il fuoco non ha risparmiato nemmeno una mostra fotografica appena inaugurata. Le immagini di Stefano Cerio raccontano paesaggi bruciati, devastati dagli incendi, ma anche una natura che cerca di risorgere, lenta e tenace. Eppure, proprio pochi giorni dopo l’apertura, un incendio ha lambito l’installazione, minacciando di consumarla. Per fortuna, i vigili del fuoco sono intervenuti in tempo, salvando le opere dall’orrore delle fiamme. La collina che ospitava l’evento, però, non è stata così fortunata: quella terra è stata segnata per sempre. Quel che sembrava un progetto artistico è diventato, sul campo, un grido di denuncia diretto, un riflesso amaro della crisi ambientale che dal 2025 tormenta la Sicilia con incendi sempre più violenti.
Stefano Cerio a Gibellina: uno sguardo crudo sui territori bruciati
Le fotografie in mostra a Gibellina non sono solo immagini, ma un’anteprima di un progetto più ampio che debutterà il 12 settembre al MudaC di Carrara. Stefano Cerio, fotografo romano classe 1962, ha raccolto tracce degli incendi mediterranei più recenti, trasformandole in arte. Il suo lavoro “The Redemption of Nature”, anche pubblicato in un libro da Quodlibet, presenta sette pannelli di grandi dimensioni – due per tre metri – dedicati a luoghi duramente colpiti dal fuoco. Tra questi c’è Pantelleria, dove nel 2016 un incendio ha distrutto 500 ettari di patrimonio naturale destinato a diventare parco nazionale. Cerio ha inserito un dettaglio simbolico: in alcune foto si vede il liquido rosso del ritardante antincendio, ingigantito digitalmente per coprire intere aree carbonizzate, creando un effetto quasi ambientale che amplifica la tragedia.
Le immagini catturano l’essenza di un territorio ferito, ma mostrano anche come il tempo e la natura provino a rimarginare le ferite. La fotografia diventa così testimone diretta della complessa rinascita ambientale, segnando i lunghi tempi necessari a riportare vita dove c’era solo desolazione. La mostra si inserisce in un dialogo culturale vivo, partecipando a eventi come Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 e il festival GIBELLINA PHOTOROAD, che puntano su un’arte radicata nel territorio siciliano.
Fiamme e arte: il fuoco che minaccia la mostra e il paesaggio
L’incendio scoppiato vicino all’installazione ha fatto temere il peggio per le fotografie di Cerio. Mentre le fiamme si avvicinavano, i vigili del fuoco sono riusciti a fermare il rogo prima che toccasse le opere. Ma la collina che faceva da sfondo all’evento è stata distrutta. Così la mostra si è ritrovata coinvolta in una sorta di “performance” inattesa: il fuoco raccontato dalle immagini è arrivato in carne e ossa, fuori controllo e senza regole, trasformando l’arte in testimonianza viva del disastro.
Questo incendio non è un episodio isolato, ma parte di un problema ben più grande. Nel 2025 la Sicilia è stata la regione italiana più colpita dagli incendi boschivi per il quarto anno di fila, con più di 500 chilometri quadrati di boschi e terreni bruciati in un solo anno. Numeri che raccontano una ferita profonda per l’ambiente isolano e lanciano un monito sulle politiche di prevenzione e sulla sensibilizzazione pubblica. Il lavoro di Cerio e le iniziative collegate vogliono tenere accesa l’attenzione su questo tema.
Dietro l’organizzazione della mostra a Gibellina ci sono figure di spicco come Arianna Catania, curatrice per la tappa siciliana, e Angela Madesani, responsabile del progetto generale, unendo arte, territorio e impegno sociale.
Stefano Cerio, un artista che fotografa la crisi ambientale
Il percorso artistico di Stefano Cerio ruota da tempo intorno alla crisi ambientale e ai cambiamenti climatici. Prima di “The Redemption of Nature”, aveva dedicato un progetto allo scioglimento dei ghiacciai, con immagini del ghiacciaio della Brenva ai piedi del Monte Bianco. Quel lavoro è stato esposto a Spoleto e raccolto in un libro intitolato “Brenva”, accompagnato da testi di esperti di clima e ambiente.
Questi lavori mostrano l’impegno di Cerio nel costruire un dialogo visivo e culturale con i mutamenti naturali causati dall’uomo e dal clima che cambia. La sua arte diventa così uno strumento per raccogliere emozioni e dati concreti, capaci di coinvolgere il pubblico e spingere a riflettere sul futuro del pianeta. Scegliere temi come gli incendi e i ghiacciai è una strategia chiara: raccontare l’urgenza ambientale per farla comprendere e alimentare un dibattito pubblico necessario sui cambiamenti in corso.
