«Sono partita da sola per la prima volta lo scorso anno» racconta Martina, 32 anni. Non è un caso isolato: sempre più donne scelgono di viaggiare in solitaria, e non si tratta di un trend passeggero. Dietro questa scelta c’è molto di più: il desiderio di libertà, l’autonomia conquistata, la voglia di scoprire il mondo a modo proprio. Le vacanze non sono più solo un momento da vivere in compagnia, ma un’occasione per sé stesse. Oggi, viaggiare da sole non è più una sfida riservata a poche coraggiose; è una realtà in crescita che coinvolge donne di ogni età. I numeri lo confermano: il 40% delle donne ha provato almeno una volta a partire da sola, e quasi un terzo di loro lo fa regolarmente. Un segnale chiaro, che cambia il volto del turismo e spinge l’industria a ripensare l’offerta.
Donne in viaggio: chi sono e perché scelgono la solitudine
Dietro ogni viaggio in solitaria c’è una storia diversa, ma alcune motivazioni tornano spesso: la voglia di staccare dalla routine, il piacere di gestire tempo e spazi in autonomia, la ricerca di un contatto più profondo con se stesse. Le viaggiatrici più attive hanno tra i 25 e i 44 anni, ma cresce anche il numero di donne over 55 che si lanciano in esperienze di viaggio più consapevoli e mature.
Geograficamente, si preferiscono mete vicine e sicure. Le città europee, soprattutto nel Nord Europa, sono molto gettonate. La Finlandia, in particolare, brilla per la sicurezza notturna, i trasporti efficienti e un clima di rispetto e parità di genere. Chi si abitua a viaggiare da sola spesso allarga gli orizzonti scegliendo destinazioni più lontane e affascinanti: il Giappone, con il suo mix di modernità e tradizione; i parchi nazionali del Canada, per chi ama la natura; l’Australia, con le sue vaste aree selvagge. Esperienze diverse, ma tutte stimolanti per chi vuole scoprire il mondo in autonomia.
Sicurezza, cultura e costi: come si scelgono le destinazioni
Il Solo Female Travel Index 2026, curato da TUI, ha fatto luce su questo mercato in espansione. Ha analizzato 150 destinazioni con criteri pensati per le esigenze delle viaggiatrici: sicurezza, innanzitutto, un aspetto fondamentale per chi viaggia senza accompagnatori; poi l’offerta culturale, che deve essere ricca e autentica; e infine l’accessibilità delle attrazioni, cioè quanto è facile raggiungerle e godersele.
Non meno importanti sono i costi di alloggio e cibo, che giocano un ruolo decisivo nel pianificare il viaggio. Questi parametri aiutano le donne a scegliere destinazioni che coniugano sicurezza, interesse culturale e convenienza economica, aspetti ormai imprescindibili nel turismo femminile indipendente.
Il turismo si adegua: nuovi pacchetti e servizi dedicati
Il mercato turistico ha risposto prontamente a questa crescita. Tour operator e agenzie hanno messo a punto offerte su misura per chi viaggia da sola, con attenzione a sicurezza, inclusività e immersione culturale. Tra le realtà più interessanti ci sono Destinazione Umana, che propone viaggi a piedi rispettosi dell’ambiente e delle comunità locali, e Girls in Italy, che destina parte dei ricavi a progetti per donne impegnate nella rigenerazione territoriale.
Altre iniziative come Gender Responsible Tourism segnalano itinerari internazionali dove le donne sono protagoniste dell’accoglienza, guidano, producono artigianato e valorizzano tradizioni locali. A questo si aggiunge una forte spinta digitale: piattaforme come NomadHer e Travel Ladies contano oltre 300.000 iscritte e creano reti di supporto, incontri e scambi di esperienza, oltre a offrire soluzioni di alloggio in stile micro-couchsurfing riservate alle donne. Tourlina, invece, permette di condividere tappe di viaggio con altre viaggiatrici conosciute online, unendo autonomia e convivialità.
Viaggiare tra donne: storie e culture al femminile
Non è solo questione di organizzazione: molte donne cercano viaggi che raccontino storie di donne che hanno lasciato il segno nei luoghi visitati. In Australia, per esempio, esperienze guidate da donne aborigene come Delta Kay, a Byron Bay, offrono un’immersione in culture antiche dove il ruolo femminile è centrale nella tutela dell’ambiente e nella trasmissione delle tradizioni.
Anche l’Europa propone itinerari dedicati a figure femminili straordinarie. In Slovenia si seguono le tracce di Alma M. Karlin, scrittrice ed esploratrice nata a Celje, che nei primi anni del Novecento sfidò gli stereotipi viaggiando da sola. A Laško e nel Castello di Žovnek si può rivivere la sua eredità e il legame tra viaggio e scrittura.
La Spagna offre percorsi ispirati a donne come Emilia Pardo Bazán, scrittrice galiziana, Santa Teresa di Gesù e Isabella I di Castiglia, regine che hanno segnato la storia. In Croazia, la leggenda di Zora dai capelli rossi a Senj, simbolo di forza e indipendenza, continua a ispirare la cultura popolare e personaggi letterari come Pippi Calzelunghe.
Questi viaggi non solo arricchiscono culturalmente, ma offrono modelli di donne libere e intraprendenti. Nel 2024, questi itinerari stanno attirando sempre più donne che vogliono muoversi con rispetto, sicurezza e consapevolezza.
