“Abbiamo sempre voluto costruire qualcosa di diverso.” Così raccontano Dario e Daniela Amodei, coppia e cofondatori dietro Anthropic, la startup di intelligenza artificiale che oggi vale quasi mille miliardi di dollari. Partiti da San Francisco, con radici italiane ed ebraiche, hanno messo in piedi un’azienda che sfida giganti come OpenAI, grazie al loro chatbot Claude. La loro storia non è solo fatta di codici e algoritmi, ma di scelte etiche e una passione profonda per la scienza. Ora, con una nuova sede a Milano, Dario e Daniela stanno riscrivendo le regole del gioco, in un mondo dove tecnologia e valori umani si intrecciano come mai prima.
Radici e studi: un mix di culture e scienza
Dario Amodei nasce nel 1983 a San Francisco, una città da sempre culla dell’innovazione. Suo padre, Riccardo Amodei, è un artigiano toscano specializzato nella lavorazione della pelle, mentre sua madre, Elena Engel, è una project manager americana con origini ebraiche di Chicago. Cresce in un ambiente ricco di influenze diverse e si distingue presto per il suo talento scientifico: frequenta la Lowell High School, una delle scuole migliori di San Francisco, e nel 2000 entra nella squadra USA alle Olimpiadi della Fisica.
Dario studia poi nelle università più prestigiose degli Stati Uniti. Comincia al Caltech, lavorando con il celebre scienziato Tom Tombrello, poi passa a Stanford, dove si laurea in fisica. La sua sete di sapere lo porta a Princeton per un dottorato sui sistemi complessi, unendo fisica e neuroscienze. Completa il suo percorso con un post-dottorato alla Stanford University School of Medicine, dimostrando così una forte curiosità per il funzionamento del cervello e della vita.
Daniela arriva quattro anni dopo. Anche lei esce dalla Lowell High School ma con un percorso diverso: si laurea in letteratura inglese alla University of California, Santa Cruz. Con una passione per arti, musica classica e politica, diventa un ponte tra tecnologia e società. Inizia lavorando in politica, seguendo campagne congressuali a Washington D.C., poi passa al fintech con Stripe e infine approda nel mondo dell’intelligenza artificiale, occupandosi di sicurezza e politiche strategiche.
I primi passi nell’AI: da Baidu a OpenAI
Nel 2014 Dario lascia la ricerca accademica e si butta nel settore privato, iniziando da Baidu, la grande azienda cinese dell’AI, dove resta quasi un anno. Poi passa a Google Brain, la divisione che sperimenta il deep learning, dove si fa notare come Senior Research Scientist. Qui contribuisce a sviluppare modelli neurali che aprono nuove strade alle capacità cognitive delle macchine.
Il vero salto arriva nel 2016 con OpenAI, fondata da Sam Altman e altri big della Silicon Valley. Dario diventa Vice President of Research e guida team che creano modelli per capire e generare linguaggio naturale, tra cui i famosi GPT-2 e GPT-3. Parallelamente inventa tecniche come il reinforcement learning from human feedback , un metodo che permette agli algoritmi di migliorare grazie al giudizio umano, un passo importante per rendere l’intelligenza artificiale più sicura e in linea con i valori delle persone.
Daniela entra in OpenAI nel 2018, lavorando allo sviluppo di GPT-2 e concentrandosi su sicurezza e politiche interne. Il suo approccio strategico mette insieme governance e gestione dei rischi legati all’uso di modelli AI complessi nel mondo reale.
La separazione da OpenAI e la nascita di Anthropic: l’AI etica al centro
Nel 2021 i due fratelli Amodei, insieme ad altri colleghi, lasciano OpenAI. Non condividono più la direzione che sta prendendo l’azienda, troppo orientata al business e meno attenta alla sicurezza e ai principi etici che avevano immaginato all’inizio.
Nasce così Anthropic, una startup che punta a costruire un’intelligenza artificiale non solo potente, ma che sia anche interpretabile, controllabile e sicura per tutti. L’obiettivo è chiaro: sviluppare AI che si comporti in modo prevedibile e trasparente, un concetto noto come “model alignment”. Claude, il chatbot di Anthropic, si fa strada nel mercato globale come alternativa valida a GPT di OpenAI, con un occhio di riguardo all’affidabilità e alla sicurezza.
Daniela, da presidente, si occupa di policy, sicurezza e governance. La sua esperienza umanistica e politica è fondamentale per affrontare le sfide sociali e normative che emergono nel settore.
Riconoscimenti, patrimonio e il nuovo centro a Milano
Il lavoro degli Amodei ha attirato l’attenzione mondiale. Nel settembre 2023 sono stati inseriti nella lista Time100 AI, che premia le personalità più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale. Un riconoscimento che conferma Anthropic non solo come leader tecnologico, ma anche come esempio di sviluppo responsabile.
Secondo Forbes, aggiornato a febbraio 2026, il patrimonio netto dei due fratelli si aggira intorno ai 7 miliardi di dollari, un riflesso del successo economico della loro impresa.
L’ultima mossa strategica è l’apertura di una sede a Milano, che diventerà il sesto hub europeo di Anthropic. La scelta evidenzia il crescente interesse per il mercato italiano e rappresenta un passo importante per allargare la loro presenza nel mondo. Il centro italiano sarà un punto di riferimento per sviluppare soluzioni AI affidabili e sicure, soprattutto per le aziende, con attenzione ai rischi reputazionali e ai vantaggi concreti.
I rischi dell’AI secondo Dario Amodei
Dario parla spesso dei grandi vantaggi ma anche dei pericoli reali dell’intelligenza artificiale. Nel 2024 pubblica “Machines of Loving Grace”, un saggio dove immagina un futuro in cui l’AI aiuterà a risolvere problemi cruciali in biologia, neuroscienze ed economia, migliorando la vita di tutti. Allo stesso tempo, però, sottolinea l’importanza di un controllo democratico e internazionale per evitare che queste tecnologie finiscano in mani sbagliate o alimentino squilibri geopolitici.
Nel gennaio 2026, con il libro “The Adolescence of Technology”, elenca cinque grandi rischi legati all’AI: comportamenti autonomi delle macchine fuori controllo, uso da parte di malintenzionati per danni su larga scala, sorveglianza e abusi da regimi totalitari, shock economici legati alla perdita di posti di lavoro, e conseguenze imprevedibili sulla società e sulla mente umana.
Queste riflessioni mostrano un approccio pragmatico e attento che guida il lavoro degli Amodei, sempre con un occhio alla sicurezza, alla trasparenza e all’etica.
La crisi con il governo Usa: etica e controllo dell’AI in gioco
Il 27 febbraio 2026 si è aperta una crepa importante tra Anthropic e l’amministrazione americana. L’ex presidente Donald Trump ha ordinato alle agenzie federali di smettere di usare i prodotti di Anthropic, soprattutto per divergenze su clausole contrattuali legate all’uso militare e alla sorveglianza con modelli AI.
Anthropic si è opposta alla richiesta del Pentagono di eliminare alcune “linee rosse” che vietano l’uso dei loro sistemi per la sorveglianza di massa o per armi autonome. Questa tensione ha acceso il dibattito su come bilanciare sicurezza nazionale e principi etici, mostrando le difficoltà di governare un settore in rapida evoluzione come quello dell’intelligenza artificiale.
L’episodio sottolinea la determinazione degli Amodei a mantenere saldo il loro impegno per una tecnologia responsabile, anche quando si scontrano con le pressioni degli Stati.
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Con un valore che sfiora i mille miliardi e una presenza in espansione in tutto il mondo, Dario e Daniela Amodei sono oggi tra i protagonisti della grande sfida globale sull’intelligenza artificiale. Il loro cammino unisce innovazione, etica e strategia, segnando non solo il destino di Anthropic ma il futuro delle tecnologie digitali avanzate.
