Nel cuore della zona industriale di Capena, tra capannoni e silos, l’Art Forum Würth si erge come un’oasi d’arte contemporanea. Fondata nel 2006 da Reinhold Würth, un imprenditore tedesco con una passione sfrenata per la creatività, questa galleria ha rotto gli schemi tradizionali portando l’arte in un luogo poco convenzionale. Qui, il corpo umano diventa protagonista di una mostra che attraversa decenni e stili, celebrando vent’anni di un dialogo continuo tra arte e vita quotidiana. Un anniversario che non è solo un traguardo, ma una festa per tutta la comunità che ruota attorno a questo spazio unico.
Un museo nato in azienda per portare l’arte nel lavoro e nel territorio
La storia dell’Art Forum Würth a Capena parte da Reinhold Würth. Nato da un’azienda familiare in Germania, ha costruito un impero nei prodotti per il fissaggio e il montaggio. Ma la sua vera passione è sempre stata l’arte contemporanea, con una collezione personale che conta oltre 21 mila opere, dal Rinascimento ai giorni nostri. Già dagli anni Ottanta, Würth ha voluto condividere questa ricchezza con i suoi dipendenti e con le comunità dove il gruppo opera, creando una rete di musei in Europa. In Italia ce n’è uno solo, proprio a Capena, legato a un centro logistico aperto nel 2006.
L’idea è semplice ma potente: portare la creatività dentro il lavoro per migliorare la qualità della vita dei dipendenti e offrire un’offerta culturale di livello ai territori circostanti. Questo è ancora più importante perché molti musei Würth si trovano in zone periferiche o semi-industriali, dove l’arte è spesso lontana. L’ingresso gratuito e la natura pubblica li trasformano in veri punti di riferimento per le comunità.
Un calendario ricco tra mostre, formazione e inclusione
L’Art Forum Würth di Capena non si limita a ospitare mostre, spesso lunghe più di un anno. Qui si organizzano eventi che spaziano dal teatro alla danza, dalla musica a laboratori per bambini, famiglie e adulti. Gli incontri con gli artisti sono momenti preziosi di scambio, così come i progetti di arteterapia, realizzati in collaborazione con associazioni come AIRAM.
I percorsi di arteterapia durano circa tre mesi, con laboratori, workshop e una mostra finale con i lavori degli utenti, che includono dipendenti e artisti. Questa attenzione all’inclusione e alle disabilità è un valore che attraversa tutto il rapporto con il territorio e la comunità. L’Art Forum è anche uno spazio dove famiglie, associazioni e operatori sanitari si incontrano per confrontarsi su temi di accessibilità.
Il museo è partner della Special Olympics, la più grande organizzazione mondiale dedicata allo sport per persone con disabilità intellettiva, rafforzando così il legame tra arte, responsabilità sociale e coinvolgimento diretto.
Una collezione che cresce tra passato e presente, puntando sui giovani
La collezione Würth è un vero tesoro: oltre 21 mila opere, con nomi come Jean Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Giorgio de Chirico e Andy Warhol. Il patrimonio spazia dal Rinascimento fino ad oggi, con un focus particolare sull’arte moderna e contemporanea. La strategia è chiara: unire capolavori del passato, opere di artisti affermati e investimenti sui talenti emergenti.
Le acquisizioni sono seguite direttamente da Reinhold Würth, supportato da un comitato di esperti composto da direttori di musei e critici d’arte europei. Questo assicura una selezione attenta, spesso con raccolte intere e pezzi di grande valore storico e artistico. Il museo mantiene così una sua identità forte, limitando le mostre a opere già presenti nella collezione.
Per aprirsi a nuovi orizzonti, l’Art Forum ha stretto collaborazioni con l’Accademia di Belle Arti di Roma. Qui i giovani artisti lavorano a workshop che si traducono in installazioni scultoree nei giardini del museo. Un modo originale per far dialogare tradizione e nuove generazioni senza perdere di vista la missione del luogo.
Museo, dipendenti e comunità: un legame rafforzato dalla pandemia
Uno dei punti di forza dell’Art Forum Würth è il rapporto con i dipendenti del centro logistico, spesso lontani dal mondo dell’arte. Il museo ha sempre cercato di avvicinarli con iniziative semplici e dirette. Questo impegno è emerso con forza durante la pandemia, quando le visite al pubblico sono state sospese.
In quel periodo, l’Art Forum si è rivolto ai collaboratori presenti in azienda con attività online e iniziative in loco, trasformando lo spazio in un luogo di svago e benessere. Progetti come la miniserie video “Tipi da museo”, con dipendenti nei panni di attori, hanno aiutato a creare un senso di comunità e familiarità con l’arte.
Valentina Spagnuolo, direttrice dal 2018, sottolinea come questa esperienza abbia rafforzato il legame tra arte e lavoro. L’Art Forum è diventato così un fulcro collettivo, capace di superare quella distanza culturale che spesso separa industria e creatività.
“Dalla testa ai piedi”: vent’anni di arte raccontati dal corpo
Per festeggiare i vent’anni, è stata scelta una mostra simbolica e corale: “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”. Il corpo è da sempre un tema centrale nell’arte e nella vita, uno strumento per esplorare l’identità e raccontare le epoche. La mostra raccoglie oltre 50 opere di 39 artisti, realizzate tra il 1888 e il 2020, offrendo un panorama ampio e variegato.
Dipinti e sculture, in stili e tecniche diverse, compongono un racconto in cui il corpo diventa simbolo di cambiamento culturale e specchio dell’evoluzione della modernità. Tra i protagonisti spiccano nomi come Antony Gormley, Jan Fabre, Marc Quinn e Arnulf Rainer, che insieme ad artisti del passato mostrano la forza espressiva del corpo come linguaggio universale.
La mostra sarà aperta fino all’11 settembre 2027 all’Art Forum Würth di Capena. Un’occasione per scoprire un polo culturale che, pur nella sua posizione periferica, si è affermato come un punto di riferimento per l’arte contemporanea e la comunità.
