Amadori non si accontenta di seguire le mode del momento. Nel cuore dell’agroalimentare italiano, l’azienda avicola ha messo in moto una trasformazione profonda. Non si parla solo di tecnologia, ma di un cambiamento vero, che passa per la sostenibilità, una governance interna più solida e una rete di collaborazioni con startup innovative. L’obiettivo? _Ripensare ogni fase della filiera, senza lasciare nulla al caso._ Nel frattempo, si fa largo nel mercato delle proteine vegetali, disegnando una strategia che va ben oltre il semplice prodotto.
Numeri e struttura: dietro le quinte di un colosso agroalimentare
Con un fatturato che nel 2024 ha superato 1,7 miliardi di euro, Amadori dà lavoro a oltre 9.400 persone e gestisce quasi 800 allevamenti sparsi su 19 stabilimenti. Il cuore dell’attività resta il settore avicolo, ma l’orizzonte si allarga: l’obiettivo è diventare “The Italian Protein Company“, offrendo proteine animali e vegetali. Per farlo serve più di un semplice cambio di prodotto: bisogna tenere tutto sotto controllo, dalla materia prima al prodotto finito. In un settore così complesso, Amadori ha costruito un modello che tiene conto di ogni passaggio, per trasformare le idee in risultati concreti.
Innovabilità, la chiave per un’innovazione che dura
Negli ultimi anni, l’innovazione in Amadori ha preso una nuova direzione, con la nascita della funzione Innovation & ESG. Non è solo un cambio di nome: qui si parla di “Innovability“, un concetto che unisce innovazione e sostenibilità, ritenuto indispensabile per restare competitivi nel tempo. Il piano ESG dell’azienda, che guarda fino al 2030, si articola in dodici punti tra ambiente, sociale e governance, con obiettivi precisi e controlli continui affidati a un comitato dedicato. Il punto di forza? L’intreccio stretto tra progetti innovativi e impegni di sostenibilità, che tocca sicurezza sul lavoro, benessere animale e gestione delle risorse ambientali. Tecnologie come IoT, automazione e analisi dei dati non sono fine a sé stesse, ma strumenti al servizio di questi obiettivi.
Come Amadori tiene insieme strategia e operatività nell’innovazione
La gestione dell’innovazione si muove su più livelli. Al vertice c’è lo Steering Committee, che decide le priorità e approva i progetti più importanti. A livello operativo, invece, ci sono gli Innovation Champion: professionisti provenienti da diverse aree dell’azienda che fungono da sentinelle, monitorano e stimolano l’adozione delle novità, facendo da ponte tra strategia e lavoro quotidiano. Gli incontri regolari dell’Innovation Team favoriscono lo scambio di idee e la diffusione di una cultura aperta all’innovazione, aiutando a superare le resistenze che ogni cambiamento porta con sé. Così il processo resta dinamico e radicato nelle diverse realtà aziendali.
Innovare con metodo: scegliere le priorità senza perdere la bussola
Amadori non si lancia mai a caso nel mondo delle nuove tecnologie. La selezione parte da un’analisi attenta delle esigenze reali, legate alla missione e al piano industriale, e si arricchisce con spunti che arrivano dall’esterno, tra startup, incubatori e osservatori. Questo filtro funziona come un faro, per concentrare le risorse su ciò che conta davvero. Ma il modello resta flessibile: non si chiude la porta alle tecnologie emergenti, anche se non pronte per una rapida applicazione, perché è importante preparare il terreno per il futuro. Così si crea consapevolezza e apertura dentro l’azienda.
Startup e innovazione: una partnership che fa la differenza
Il rapporto con le startup è cambiato: non si tratta più solo di investire, ma di collaborare in modo pratico, con un modello chiamato venture clienting. Amadori cerca soluzioni concrete e preferisce lavorare con realtà che hanno già tecnologie adatte a un contesto industriale complesso. La ricerca si fa con l’aiuto di incubatori, acceleratori e piattaforme specializzate. Le startup non sono semplici fornitori, ma partner che sviluppano insieme ad Amadori, mettendo insieme innovazione tecnologica e conoscenza della filiera. Così si possono testare e adattare i prototipi su scala reale, accelerando l’adozione.
Innovazione in azione: come si misura e si gestisce il cambiamento
I progetti di innovazione vengono valutati con indicatori precisi, sia a livello singolo che nel complesso del portfolio di iniziative. Anche i fallimenti hanno il loro valore, se diventano occasione di apprendimento. La sfida più grande resta però il passaggio dalla sperimentazione alla gestione quotidiana, una fase delicata che coinvolge diverse funzioni: ingegneria, manutenzione, produzione e controllo qualità. La funzione innovazione resta al centro, per fare da collante e aiutare a superare le resistenze legate al nuovo. Bilanciando rigore nella selezione e supporto costante, Amadori fa in modo che l’innovazione non resti una promessa, ma diventi pratica comune.
_Il percorso di Amadori racconta una strategia matura e ben strutturata, capace di mettere insieme tecnologia, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi per dare nuova spinta all’agroalimentare italiano. La scelta di lavorare con pochi partner affidabili nasce dalla complessità della filiera e dalla voglia di risultati concreti. Così Amadori guarda avanti, trasformando una sfida in un’opportunità concreta di crescita._
