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Zegna punta sull’intelligenza artificiale: Marco Barberini nominato Chief Innovation & AI Officer

Zegna cambia passo, e non solo nei materiali. Il celebre marchio italiano ha scelto di scommettere sull’intelligenza artificiale, affidando la guida di questa rivoluzione a Marco Barberini. È lui a pilotare un progetto ambizioso, dove l’innovazione tecnologica diventa il cuore pulsante della strategia aziendale. Una scelta strategica, arrivata nel momento in cui i giganti del lusso accelerano la loro corsa verso il digitale, trasformando dati e tecnologia in armi indispensabili per restare al vertice.

Marco Barberini: il volto dell’innovazione digitale nel lusso

Marco Barberini non è uno che arriva da fuori. Già da tempo è parte integrante del mondo Zegna, dove ha accumulato esperienza preziosa. Il suo percorso è nato tra digital media e business, con un passaggio chiave in Yoox Net‑a‑Porter Group, pioniere dell’e-commerce di lusso. Qui ha maturato competenze nello sviluppo di piattaforme digitali di alto livello, imparando a conoscere a fondo l’esperienza del cliente e le dinamiche del settore. In Zegna ha guidato i media globali e le strategie digitali di business, un bagaglio fondamentale per affrontare ora la trasformazione basata sui dati.

Barberini unisce competenze tecniche, visione strategica e abilità nel coordinare il management a vari livelli. È la persona giusta per guidare l’innovazione tecnologica e portare avanti un modello collaborativo che coinvolge tutto il gruppo, compresi i marchi Thom Browne e Tom Ford Fashion.

Una sfida a tre punte: innovazione, governance e intelligenza artificiale

Il ruolo affidato a Barberini è articolato su tre fronti fondamentali. Come Group Chief of Staff Officer, ha il compito di migliorare il coordinamento tra i vertici aziendali, fungendo da ponte tra il Group CEO, i CEO dei singoli brand e le funzioni di gruppo. Un incarico chiave per garantire una governance efficiente e un allineamento strategico che permetta di muoversi rapidamente.

Da Chief Innovation Officer, Barberini guida la trasformazione digitale vera e propria. L’obiettivo è mettere a punto una strategia integrata, abbattere i silos interni, adottare piattaforme comuni e sfruttare i dati per ottenere risultati concreti nel business. Si tratta di unire tecnologia e processi per rendere l’azienda più agile e competitiva.

Infine, come Chief AI Officer, Barberini affronta la sfida più avanzata: implementare e far crescere l’uso dell’intelligenza artificiale. Il compito è identificare applicazioni con impatto reale, rafforzare la governance dei dati e lavorare insieme a IT, risorse umane e direzioni generali. L’intelligenza artificiale non è più solo un’idea innovativa, ma diventa un pilastro strategico per decisioni più rapide e performance migliori.

Cambiamenti in alto: continuità e innovazione al vertice

Le nuove nomine non sono casuali. Zegna ha annunciato un rinnovamento ai vertici a fine 2025, operativo da gennaio 2026, che segna il passaggio a una nuova generazione di dirigenti. Gildo Zegna, storico CEO, assume il ruolo di Group Executive Chairman, con l’obiettivo di preservare l’eredità e puntare su un valore sostenibile nel tempo. Una figura di riferimento che guarda al futuro con una prospettiva a lungo termine.

Il nuovo Group CEO è Gianluca Tagliabue, con un passato in ruoli chiave finanziari e operativi, incaricato di guidare strategia e risultati di tutti i marchi. Sotto la sua guida, la trasformazione digitale e tecnologica diventa una priorità assoluta.

La quarta generazione della famiglia Zegna entra in gioco con ruoli importanti: Edoardo Zegna si occupa di marketing, strategia digitale e sostenibilità, mentre Angelo Zegna guida prodotto, merchandising e strategia commerciale. Questo mix di governance familiare e manager professionisti assicura solidità e slancio al gruppo.

Barberini si trova al centro di questo sistema, collegando la visione strategica con l’innovazione tecnologica, unendo leadership e innovazione in un ambiente dinamico.

L’ecosistema tecnologico Zegna: cloud, dati e personalizzazione in prima linea

Zegna ha da tempo messo l’innovazione al centro della sua crescita. Dopo l’ingresso in Borsa a New York nel dicembre 2021, il gruppo ha intensificato gli investimenti in infrastrutture digitali moderne e robuste. La strategia si basa su soluzioni cloud avanzate come Oracle Cloud Infrastructure, che garantiscono flessibilità e scalabilità per gestire volumi e complessità dei dati.

Un esempio concreto è la modernizzazione del sistema di gestione retail con Oracle Xstore, che ha migliorato l’esperienza sia nei negozi fisici sia nel canale omnicanale. Anche l’ottimizzazione del data warehouse e delle capacità analitiche è un passo importante per capire meglio il cliente e prendere decisioni più rapide.

Dentro questo ecosistema, l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più centrale per migliorare la customer experience. Zegna usa l’AI per personalizzare la comunicazione, sfruttando una grande mole di dati per adattare contenuti e offerte alle preferenze di ciascun cliente. La proposta di outfit, per esempio, si basa su analisi di tendenze di mercato, gusti personali e direttive stilistiche, creando suggerimenti originali e mirati.

La roadmap dell’AI copre anche altri settori: dal design digitale che supporta innovazioni sostenibili, alla supply chain ottimizzata con previsioni più precise, fino all’automazione di processi interni in finanza e risorse umane. È una visione integrata che punta a migliorare efficienza e impatto, senza rinunciare a qualità ed esclusività.

L’intelligenza artificiale conquista il lusso: cosa sta cambiando

Zegna non è sola in questa corsa. I grandi gruppi del lusso stanno portando l’intelligenza artificiale ai piani alti della loro organizzazione. Un esempio è il gruppo Kering, che ha appena nominato Pierre Houlès Chief Digital, AI, and IT Officer, inserendolo nel Comitato Esecutivo. La sua esperienza, maturata anche in Renault e Capgemini, punta a una trasformazione tecnologica che unisce performance e innovazione.

Questa tendenza segna la fine della fase sperimentale dell’AI nel settore lusso. Non si tratta più di singole iniziative tecnologiche, ma di integrare l’intelligenza artificiale nella cultura aziendale, nell’organizzazione e nelle strategie di crescita. I Chief AI Officer come Barberini hanno il compito di inserire l’AI nei processi decisionali, mantenendo l’esclusività e l’artigianalità del brand, ma evolvendosi con i tempi.

Le sfide non mancano, ma la strada è chiara: digitale e intelligenza artificiale diventano leve fondamentali per restare tra i protagonisti del mercato globale del lusso, dove innovazione, personalizzazione e sostenibilità saranno sempre più decisive.

Redazione

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