«Non è questione di limiti, ma di opportunità». Dietro questa convinzione prende vita YES!, un incubatore che non chiede quote societarie e offre un percorso concreto a imprenditori con disabilità. A volte basta un sostegno mirato per far emergere talenti nascosti, per spostare l’attenzione dall’assistenza a una reale autonomia lavorativa. È esattamente ciò che fa YES!, nato da LADI, la Libera Associazione Disabili Imprenditori. Qui non si tratta solo di far crescere idee imprenditoriali, ma di cambiare davvero lo sguardo sulle persone che convivono con limitazioni fisiche o sensoriali.
LADI: un laboratorio di innovazione per chi vuole fare impresa con disabilità
LADI nasce dall’esperienza di un gruppo di professionisti e imprenditori con disabilità, che hanno deciso di unire le forze per affrontare insieme le difficoltà di entrare nel mondo del lavoro e di avviare un’attività in Italia. È la prima realtà nazionale che si dedica esclusivamente a supportare persone con disabilità nel creare imprese autonome, offrendo formazione, mentoring e occasioni di incontro. Alla base c’è il “modello sociale della disabilità”, che riconosce come ostacoli principali le barriere culturali e organizzative, più che le condizioni fisiche.
LADI punta a mettere i disabili al centro del proprio percorso, a farli diventare protagonisti capaci di innovare e competere sul mercato. Così si supera la vecchia logica dell’assistenza, dando strumenti concreti per costruire e far crescere progetti imprenditoriali. L’associazione fa anche un lavoro di advocacy per far sentire la voce di una comunità pronta a incidere sull’economia e sulla società.
YES!: sei mesi per trasformare un’idea in startup, senza cedere quote
YES! dura sei mesi e coinvolge quindici persone con disabilità selezionate, offrendo loro un percorso a tempo pieno per mettere a punto le idee imprenditoriali. Tra workshop su temi specifici, incontri con mentor esperti e attività per testare il mercato, i partecipanti hanno la possibilità di confrontarsi con altri imprenditori e ricevere consigli pratici per migliorare i propri progetti.
Alla fine del percorso c’è il Demo Day, dove ognuno presenta il proprio lavoro davanti a investitori, possibili partner e supporter. La cosa importante è che YES! è equity free: chi partecipa resta padrone assoluto delle proprie idee, senza dover cedere quote societarie. Questo garantisce autonomia e libertà di movimento in un ambiente protetto.
Non si punta solo a far nascere startup subito, ma a dare competenze e strumenti concreti per approcciare l’imprenditorialità. Alcuni progetti diventeranno imprese vere, altri resteranno opportunità da coltivare in futuro.
Riconoscere i founder con disabilità: una sfida culturale per l’innovazione italiana
Alessandro Cataldo, presidente di LADI, sottolinea che YES! risponde a una lacuna tutta italiana: la mancanza di iniziative strutturate che vedano le persone con disabilità non solo come beneficiarie di supporti, ma come creatori e innovatori d’impresa. Questo sposta il discorso dall’inclusione assistenziale a quella dell’autonomia e del protagonismo.
Il mondo delle startup in Italia sta lentamente abbracciando i valori di diversity e inclusion come leve di competitività. Per questo YES! ha il sostegno di InnovUp, l’associazione di riferimento per le startup italiane, che lavora per aprire l’imprenditorialità tecnologica a tutti, soprattutto ai più svantaggiati.
Coinvolgere più persone con disabilità nel settore dell’innovazione significa arricchire l’intero sistema con nuove prospettive, affrontare problemi in modo diverso e creare soluzioni che migliorano la vita di tutti. Così si rafforza non solo il singolo imprenditore, ma tutto l’ecosistema economico.
Inclusione economica e dignità: YES! contro l’esclusione dal lavoro
In Italia, oltre due terzi delle persone con disabilità restano fuori dal mercato del lavoro. Un dato che racconta un’esclusione sociale ed economica pesante. LADI e YES! propongono una strada alternativa, puntando sull’imprenditorialità come via per conquistare autonomia, reddito e nuove risposte sociali.
Molte innovazioni diffuse nascono proprio da esigenze di accessibilità legate alla disabilità, con benefici che si estendono a tutta la popolazione. Aumentare la presenza di imprenditori con disabilità nel mondo delle startup vuol dire generare vantaggi che vanno oltre il singolo progetto, favorendo prodotti e servizi inclusivi per tutti.
YES! non si limita a far nascere imprese, ma invita a riflettere sul valore che le persone con disabilità possono portare. L’inclusione diventa così uno strumento per rendere il sistema produttivo italiano più competitivo e sostenibile.
Da assistenza ad autonomia: la scommessa di YES! sul talento imprenditoriale
Il vero salto culturale di YES! sta nel messaggio che lancia. Abbandonando la vecchia logica assistenziale, il progetto mette al centro le capacità e il talento delle persone con disabilità, riconoscendole come risorse fondamentali per l’innovazione. Così si cambia il modo di vedere le differenze, valorizzandole come punti di forza.
YES! accelera un processo di riconoscimento sociale, che fa emergere nuove professionalità e potenziali leader. È un’occasione per partecipare attivamente all’economia, creando e moltiplicando opportunità di lavoro e impresa per chi affronta ogni giorno sfide legate alla disabilità.
Il percorso di YES! è quindi un investimento nell’innovazione inclusiva, un modello replicabile che vuole cambiare il paradigma e dare voce a un gruppo finora poco rappresentato nel mondo delle startup italiane.
