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Vincitori XXIX Compasso d’Oro 2024: i protagonisti del design italiano premiati all’ADI Design Museum di Milano

Settanta anni di Compasso d’Oro: un traguardo che racconta la storia e l’evoluzione del design italiano. A Milano, nel cuore pulsante del design, l’ADI Design Museum ha ospitato la cerimonia di chiusura della XXIX edizione. Non si è trattato solo di premiare oggetti belli e funzionali, ma di riflettere su come il design possa rispondere alle sfide di un mondo che cambia a ritmo serrato. Tecnologia che avanza, emergenze ambientali, scenari geopolitici incerti: sono questi i temi che il premio ha saputo interpretare, come ha sottolineato Luciano Galimberti, presidente di ADI. Per lui, il Compasso d’Oro non è mai stato solo un riconoscimento, ma un laboratorio di idee, un luogo dove l’innovazione e la sostenibilità si incontrano attorno al progetto.

Giovani talenti e grandi nomi sotto i riflettori

La giuria internazionale ha assegnato tre Compassi d’Oro Young a progetti di studenti universitari, affiancati da dieci riconoscimenti dedicati ai giovani designer. Oltre a queste nuove leve, sono arrivate 38 menzioni d’onore che raccontano la varietà del design contemporaneo. Sul fronte principale, venti progetti hanno conquistato il prestigioso Compasso d’Oro ADI, mettendo in luce la ricchezza e la complessità del panorama italiano.

Tra i vincitori spiccano Array, il divano dello studio norvegese Snøhetta per MDF Italia, che unisce eleganza e cura dei materiali; Bilboquet, la lampada da tavolo di Philippe Malouin per Flos, esempio di minimalismo funzionale; e D’Antan, la poltrona di Raffaella Mangiarotti per De Padova, che fonde tradizione e innovazione.

Non mancano progetti che guardano al futuro urbano e sostenibile: il Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 con EcoSistema Design Milano, frutto della collaborazione tra il Salone del Mobile e il Politecnico di Milano, offre uno sguardo sul design sostenibile in città. C’è poi The Glitch Camp, un campeggio urbano temporaneo ideato dall’Istituto Europeo di Design che prova a conciliare natura, socialità e sperimentazione negli spazi cittadini. E ancora Trespolo, sgabello-tavolino disegnato da Giulio Iacchetti per Orografie, che unisce praticità e stile in un oggetto versatile.

Questi lavori mostrano una tendenza chiara: il design di oggi mescola funzioni e memorie culturali, recupera materiali e forme per dialogare con le sfide attuali, soprattutto sulla sostenibilità ambientale e sociale.

Premi alla carriera e icone che hanno fatto la storia

La XXIX edizione ha voluto celebrare anche chi ha lasciato un segno indelebile nel design italiano. Nove personalità di spicco hanno ricevuto premi alla carriera: Giovanni Arvedi, Oscar G. Colli, Aldo Colonetti, Lorenzo Delladio, Pietro e Antonio Galimberti, Paola Lenti, Alberto Meda, Patrizia Moroso e Antonio Romano. Esperienze diverse, ma unite da un impegno costante per l’eccellenza.

Insieme a loro, tre oggetti simbolo hanno ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera: la Sedia ’64 di AG Fronzoni per Cappellini, esempio di sobrietà che resiste al tempo; il Tavolo Eros di Angelo Mangiarotti per Agape, simbolo di innovazione tecnica; e il Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte, che coniuga praticità e stile. Tre targhe speciali sono state poi assegnate a Claudio De Albertis, Rodolfo Dordoni e Francesco Trabucco, designer che hanno influenzato profondamente il settore.

Dalle parole della giuria emerge una visione netta: il design italiano non è più solo l’oggetto singolo, ma un sistema complesso dove innovazione, sostenibilità, servizi e responsabilità sociale si intrecciano. Un progetto che diventa strumento culturale, capace di trasformare il modo di abitare, lavorare e comunicare nella società di oggi.

L’ADI Design Museum: custode di un archivio vivo

Il viaggio della XXIX edizione continua con una mostra permanente all’ADI Design Museum di Milano, custode della Collezione Storica che raccoglie oltre 2.500 pezzi e documenti premiati in settant’anni di storia. Visibile fino al 4 giugno 2026, l’esposizione raccoglie tutti i progetti candidati e vincitori di quest’anno, offrendo una narrazione visiva e critica del design italiano.

Qui non si vedono solo oggetti, ma sistemi, servizi e ricerche di alto livello. Il confronto tra opere di epoche diverse mette in luce come il design sappia adattarsi ai cambiamenti industriali, sociali e culturali, mantenendo un rapporto vivo con le esigenze di persone e ambiente.

La mostra è una tappa fondamentale non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque voglia capire come il design racconti la storia e anticipi il futuro. Tra passato e innovazione, il Museo resta un punto di riferimento essenziale per la cultura del progetto in Italia.

Redazione

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