Mai, fino a oggi, Cannes era rimasta senza film italiani in concorso. Un’assenza che ha fatto rumore, scuotendo un cinema nazionale in cerca di nuove direzioni. Nel silenzio di questa battuta d’arresto, però, è spuntata una voce forte: Giacomo Abbruzzese. Il regista di Disco Boy, già premiato a Berlino, ha scelto proprio Cannes per lanciare una sfida netta. Non basta produrre film, ha detto; bisogna costruire uno spazio che raccolga, sostenga e dia forza alle nuove energie del cinema italiano. Da qui nasce L’Avventura, non una semplice casa di produzione, ma un hub creativo nel cuore di Roma. Un luogo dove si intrecciano residenza artistica, post-produzione, proiezioni e confronto continuo. Un punto di partenza per rimettere in moto la scena cinematografica italiana, dentro e fuori dai confini nazionali.
Non vedendo film italiani in gara a Cannes, Abbruzzese non ha aspettato che qualcuno intervenisse dall’alto. Insieme ad Agostino Gambino, fondatore del cineclub Interno 9, ha dato vita a un progetto nuovo, capace di accompagnare i giovani cineasti dai corti e documentari fino ai lungometraggi. L’Avventura nasce con l’idea di creare una rete di collaborazione tra artisti, produttori e distributori, puntando al dialogo e a idee concrete.
Il luogo scelto è un edificio romano accogliente, con sale di proiezione, studi per la post-produzione e spazi residenziali per artisti. Qui si vuole far crescere una comunità creativa internazionale, dove registi e sceneggiatori possano lavorare fianco a fianco, abbattendo i costi grazie alle residenze dentro la stessa struttura.
L’esordio produttivo di L’Avventura è segnato dal documentario Morr, firmato dallo stesso Abbruzzese, che racconta il viaggio di sopravvivenza di Morr Ndiaye, attore senegalese scoperto grazie a Disco Boy. Nel frattempo, la casa ha in cantiere anche il cortometraggio Marina, scritto da Giustina Amarine insieme alla romanziera Paulina Spiechowicz, premiata nel 2023. Il corto affronta il delicato passaggio all’adolescenza, con uno sguardo femminile e corporeo, richiamando il cinema di Abdellatif Kechiche.
Abbruzzese tiene a sottolineare che L’Avventura vuole allontanarsi dalla produzione standardizzata, puntando su opere originali e coraggiose che raccontino un punto di vista autentico. La società seguirà ogni progetto da vicino, con un mix di autoproduzione e finanziamenti tradizionali, cercando di innovare il modo di sostenere il cinema indipendente.
La sede di L’Avventura non è solo un luogo di lavoro, ma un vero e proprio punto di incontro tra arti visive e spettatori. L’obiettivo è creare uno spazio vivo, animato da una comunità che lo fa respirare. Le residenze per artisti permetteranno ai registi stranieri di ridurre i costi di post-produzione, favorendo coproduzioni internazionali. Il posto, con la sua posizione centrale e la vista panoramica, vuole essere stimolante e inclusivo.
Il cineclub Interno 9, con la sua programmazione e attività culturali, è un tassello fondamentale per costruire il pubblico di domani, andando oltre la semplice proiezione in sala. Si punta a eventi che uniscano visione e dibattito, coinvolgendo una comunità attiva e partecipe.
Cannes ha acceso i riflettori su una crisi ben più ampia del cinema italiano, a partire dall’assenza nei grandi festival internazionali. L’Avventura non vuole essere solo una casa di produzione, ma un attore che stimola il dialogo tra chi lavora nel settore. Dopo un primo incontro a Cannes, il progetto degli “Stati Generali” del cinema italiano continuerà nei prossimi mesi.
L’idea è mettere attorno a un tavolo produttori, distributori, registi e attori per elaborare proposte concrete da presentare alle istituzioni. Secondo Abbruzzese, il sistema ha bisogno di riforme che sostengano non solo i grandi gruppi, ma anche il cinema indipendente. Serve una gestione più efficiente dei fondi pubblici e incentivi agli investimenti privati, come avviene da tempo in Francia, dove sgravi fiscali e regole chiare aiutano il settore a camminare con le proprie gambe.
L’Avventura non si pone limiti rigidi sulla quantità di film da produrre, ma punta a crescere in qualità, valorizzando voci nuove e indipendenti. Abbruzzese ribadisce che più film non vuol dire necessariamente migliorare il sistema; meglio investire su progetti curati e con un vero potenziale di diffusione.
La strategia è portare queste opere ai grandi festival internazionali e ampliare il pubblico anche all’estero, senza perdere la propria identità creativa. L’Avventura vuole diventare un punto di riferimento per il cinema italiano contemporaneo, capace di coniugare passione artistica e concretezza produttiva, restituendo al nostro cinema un ruolo più forte nel panorama globale.
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