Nel cuore di Cannaregio, tra calli e campielli, riapre l’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, un capolavoro gotico del XIII secolo. L’edificio, dopo un accurato restauro firmato dagli architetti Piero Vespignani e Alessia Semenzato, si prepara a rinascere entro maggio 2026. Non sarà solo un monumento restaurato, ma un vero e proprio polo culturale dove artisti in residenza e spettacoli dal vivo daranno vita a un fermento creativo inedito. Dietro l’iniziativa c’è Etnia Eyewear Culture, il noto brand spagnolo di occhialeria, che ha deciso di trasformare questo spazio storico in un laboratorio d’arte contemporanea, dove passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità.
La chiesa ha attraversato molte vite: da luogo di culto a centro assistenziale, fino ai suoi usi più recenti. Questa storia fatta di trasformazioni è oggi la chiave per il nuovo progetto. Non si vuole solo conservare un edificio, ma darle nuova linfa, sfruttando la sua ricchezza storica per un’esperienza culturale fresca e aperta. Gli spazi, rinnovati ma rispettosi dell’originale, ospiteranno residenze artistiche, performance, installazioni e incontri con il pubblico.
L’apertura di Etnia House of Arts sarà in contemporanea con la Biennale di Venezia, inserendosi così in un circuito culturale di portata internazionale. L’obiettivo è superare il classico schema “spazio espositivo vs luogo di lavoro”, creando un organismo culturale che vive attraverso la creazione artistica e la sua condivisione continua. Il programma sarà fluido e multidisciplinare, con artisti di diverse provenienze che dialogheranno tra loro, restituendo alla città un centro culturale dinamico e profondamente radicato.
Al centro del progetto c’è un programma di residenze che ruota attorno a un simbolo potente: l’occhiale. Non un semplice oggetto di design, ma uno strumento per indagare il rapporto tra vista, identità e rappresentazione. Gli artisti invitati sono chiamati a mettere in discussione il modo in cui guardiamo e interpretiamo il mondo.
Questa scelta riflette la missione di Etnia Eyewear Culture, che con questo progetto punta a superare la linea tra produzione commerciale e culturale, trasformando la visione in un atto artistico e sociale. L’occhiale diventa così uno spunto per ripensare il rapporto tra immagini, sguardi e narrazioni contemporanee, offrendo spazio a sperimentazioni e confronti.
Le prime residenze vedranno protagoniste due artiste di rilievo: Conxi Sane e Greta Pllana. Pur con approcci diversi, entrambe si concentrano sulla percezione e le sue deviazioni. I loro lavori inaugureranno un percorso che privilegia uno sviluppo organico e progressivo, più che una semplice sequenza di eventi.
Sono state scelte per la loro capacità di dialogare con la storia e l’architettura dell’ex chiesa, per instaurare un rapporto sincero con lo spazio e interpretarne l’intensa carica emotiva. L’attenzione va al processo creativo, alla presenza e all’intenzione, elementi chiave per realizzare opere site-specific che parlino un linguaggio contemporaneo e significativo.
David Pellicer, fondatore di Etnia Eyewear Culture, spiega il cambio di rotta: dopo venticinque anni nel mondo dell’occhialeria, il brand si apre alla produzione di cultura, intesa come spazio di libertà e tempo per la creatività. Venezia, con la sua storia e il suo fascino unico, è il luogo perfetto per questo salto.
Investire nel restauro della Misericordia significa anche prendersi una responsabilità sociale e culturale. Un impegno che va oltre il prodotto, puntando a promuovere arte, musica, letteratura e scambi tra discipline diverse. L’idea è costruire un ecosistema culturale solido e duraturo, coinvolgendo istituzioni, curatori e operatori, per garantire rigore e continuità nel panorama artistico internazionale.
L’arrivo di Etnia House of Arts porterà a Venezia un ritmo culturale nuovo. La Misericordia non sarà solo uno spazio espositivo, ma un luogo vivo, dove le diverse forme d’arte si intrecciano con la storia e la comunità locale. La sfida è grande: far rivivere un patrimonio storico guardando al futuro, valorizzando Venezia non solo come museo a cielo aperto, ma come laboratorio creativo e punto d’incontro internazionale.
Le attività che si svilupperanno qui vogliono diventare un riferimento concreto per artisti e pubblico, mettendo in luce il processo creativo e favorendo collaborazioni tra discipline diverse. Venezia conferma così il suo ruolo di capitale mondiale dell’arte, affiancando alla tradizione una narrazione contemporanea, viva e inclusiva.
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