Categories: Cultura

Venezia e il futuro del turismo culturale: l’Università Ca’ Foscari guida l’innovazione educativa

Ogni anno, oltre 20 milioni di visitatori attraversano le calli di Venezia, trasformando la città in un mosaico vivente di arte, rumori e confusione. Dietro questa folla, c’è una città che fatica a mantenere il suo equilibrio fragile tra bellezza e sopravvivenza. Venezia non è solo musei e palazzi, ma anche una comunità che sente il peso di un turismo incessante, spesso fuori controllo. Tiziana Lippiello, rettrice di Ca’ Foscari e presidente di Eutopia European University, osserva tutto questo da vicino. Non si limita a raccontare il fenomeno, ma guida una generazione di professionisti pronti a rimettere in gioco le regole del turismo culturale, con un approccio che mette al centro la tutela del patrimonio e la sostenibilità. L’idea è chiara: se si vuole salvare Venezia, bisogna ripensare il modo stesso di visitarla.

Turismo culturale in Italia: un motore a rischio di surriscaldamento

Il turismo culturale resta il cuore pulsante dell’economia italiana, ma rischia di diventare un boomerang. Concentrando i visitatori in pochi luoghi simbolo come Venezia, Roma o Firenze, si creano sovraffollamenti che mettono in difficoltà non solo i residenti, ma anche il tessuto stesso delle città. Quel turismo “mordi e fuggi” che riduce monumenti e siti culturali a cartoline da scattare in fretta, svuota il senso profondo del patrimonio, lasciandolo fuori dal contesto sociale che lo sostiene.

Lippiello mette in luce un problema cruciale: i flussi turistici sono troppo sbilanciati, penalizzando aree meno note ma ricche di tradizioni e bellezze ancora da scoprire. Qui si perde l’occasione di valorizzare culture vive e paesaggi autentici, spesso oscurati dai grandi poli. E così si dimentica il ruolo fondamentale delle comunità locali, custodi di usi, costumi e saperi immateriali. Il risultato è uno squilibrio marcato tra l’offerta globale e la difesa dell’identità, elemento essenziale per un turismo che voglia durare nel tempo.

Venezia, laboratorio di un turismo diverso e sostenibile

Venezia è la città italiana più in prima linea contro l’overtourism, e per questo diventa un banco di prova per strategie nuove e più efficaci. Secondo Lippiello, il problema non si risolve soltanto con il taglio dei numeri di visitatori, ma serve ripensare la gestione e ampliare l’offerta turistica.

Spingere i turisti verso i sestieri meno battuti, valorizzare la laguna e rilanciare l’artigianato locale sono solo alcune delle idee per creare un turismo “lento”, che coinvolga chi visita con interesse e rispetto. Puntare su chi torna più volte e si ferma più a lungo è una strada per bilanciare flussi e impatti. La prenotazione obbligatoria, spesso vista come un ostacolo, può diventare uno strumento utile per regolare gli ingressi e ottimizzare le risorse. I proventi della tassa di soggiorno, infine, devono essere reinvestiti per migliorare le infrastrutture e la qualità della vita dei veneziani.

Questa visione richiede collaborazione tra istituzioni, comunità e operatori, unendo tutela del patrimonio e innovazione nella gestione. Venezia può così tracciare una strada nuova, sostenibile e replicabile, capace di coniugare turismo, lavoro e identità culturale.

Ca’ Foscari, scuola di professionisti per un turismo consapevole

La sfida di un turismo più sostenibile e innovativo passa soprattutto dalla formazione. Ca’ Foscari è in prima linea nel preparare figure capaci di mettere insieme cultura, gestione e tecnologia. Il corso EGArt, ad esempio, punta a formare operatori in grado di creare modelli territoriali autentici, legati alle specificità locali e lontani dall’omologazione.

Il master internazionale ToMaS affronta il tema dell’overtourism e promuove una governance partecipata del turismo. Altri percorsi, come il Master in Tourism Innovation, avvicinano gli studenti al mondo operativo per migliorare la qualità dell’esperienza dei visitatori. Il corso in Hospitality Innovation and eTourism si concentra invece sulle nuove tecnologie, fondamentali in un settore in continua evoluzione.

L’università guarda anche oltre i confini, traendo spunti da modelli stranieri senza però copiarli pedissequamente. Amsterdam e Barcellona sono esempi concreti di regolamentazione degli affitti brevi e gestione dei flussi; Bilbao dimostra come la cultura possa rigenerare la città, mentre Kyoto valorizza un turismo lento e rispettoso del patrimonio immateriale.

Lippiello sottolinea la necessità di costruire un percorso tutto italiano, che sappia coniugare innovazione tecnologica e rispetto dell’identità locale. Il futuro del turismo culturale dipenderà dalla capacità di gestire questa complessità con strumenti nuovi e consapevolezza sociale, temi su cui la ricerca e l’esperienza pratica devono lavorare fianco a fianco.

Redazione

Recent Posts

Lines, Loops, Leaks a Treviso: la mostra d’arte contemporanea che esplora i confini e le loro trasformazioni

Varcando la soglia delle Gallerie delle Prigioni di Treviso, si entra in un mondo dove…

4 ore ago

Carlo Cottarelli esclude la candidatura a sindaco di Milano: motivi personali e ringraziamenti

La notizia ha fatto subito il giro: un funzionario ha lasciato il suo incarico, citando…

4 ore ago

I 10 architetti finalisti per il Padiglione Italia alla Biennale Architettura Venezia 2027

Cinquantacinque candidature, un solo obiettivo: rappresentare l’Italia alla Biennale Architettura 2027. La selezione per il…

5 ore ago

Crollo Tribunale di Bolzano: in arrivo decreto urgente per garantire i processi

Il disegno di legge sulla concorrenza torna sotto i riflettori, mentre il decreto sui Vigili…

19 ore ago

Luca Bernardo, capogruppo FI a Milano, aderisce a Futuro Nazionale: annuncio domani con Vannacci

Domani, finalmente, si alzerà il sipario su un evento che tiene tutti con il fiato…

19 ore ago

Algoritmi a fumetti: come un libro unisce matematica e arte per spiegare la scienza in modo innovativo

Gli algoritmi sono ovunque, ma pochi li capiscono davvero. Raquel Gu e Clara Grima lo…

21 ore ago