Uno sguardo può trattenere il tempo, trasformando il passaggio degli anni in un sospiro di ricordi e desideri sospesi. Succede nel progetto How Italy Feels, ideato da Marina Serena Cacciapuoti e Cesare Cacciapuoti di Italy Segreta. Qui, ventuno fotografi locali esplorano un’Italia che sfugge ai cliché, rivelando volti e paesaggi nascosti. La Toscana, in particolare, emerge da questa raccolta con uno sguardo inedito: silenziosa, attenta, viva dietro ogni immagine. Gioconda Rafanelli e August Kaciuruba guidano questo racconto visivo, intrecciando memoria e composizione, tra moda, cinema e momenti intimi. Un ritratto autentico, capace di sorprendere chi crede di conoscere già ogni angolo di quella terra.
La loro collaborazione non è nata piano piano, ma da subito, quasi naturale. Hanno cominciato a lavorare insieme esplorando il territorio e le proprie esperienze attraverso la fotografia. August, ex architetto, ha lasciato gradualmente quella strada per dedicarsi completamente allo scatto, mentre Gioconda, con un passato nella moda, ha portato un occhio attento alla composizione e agli spazi. Il loro studio? Una grande limonaia sulle colline di Firenze, un luogo che ha influenzato profondamente il tipo di immagini che producono: radicate nel territorio, aperte, illuminate dalla luce naturale.
Questa fusione di punti di vista crea un modo di guardare unico e così intimo che spesso non sanno nemmeno chi di loro ha premuto il pulsante. La fotografia diventa un lavoro di squadra stretto, dove la collaborazione supera la semplice convivenza creativa. Il loro metodo si basa su uno scambio continuo, fatto di conversazioni silenziose e sguardi sincronizzati.
La loro fotografia non si limita a paesaggi o volti: recupera la relazione tra soggetto e luogo, inserendola in spazi che danno profondità e un senso di appartenenza. Non amano lo studio fotografico: preferiscono raccontare storie nate dall’interazione con ambienti reali, spesso intrisi di storia e significati personali. L’architettura non è solo sfondo, ma parte attiva della narrazione, creando atmosfere complesse che coinvolgono chi guarda.
Il cinema è un filo costante nel loro lavoro: Wong Kar-wai, Kubrick, Visconti e Antonioni sono i maestri a cui si ispirano, con la loro attenzione al tempo, alla composizione e a quegli istanti sospesi tra passato e presente. Le loro foto sembrano fotogrammi di un film mai finito, capaci di evocare un’attesa, un momento appena prima o dopo un evento importante. Così, le immagini diventano più che ricordi: sono esperienze da vivere con cura.
Tra Milano e Toscana, Gioconda e August hanno imparato a cambiare passo, seguendo il tempo di due mondi diversi. Milano, con il suo ritmo veloce e la pressione costante, richiede scatti rapidi, diretti, poco meditati. La Toscana, invece, offre un tempo dilatato, una calma che permette di cogliere dettagli nascosti e attimi che altrove scapperebbero via. Questa doppia esperienza dà loro una versatilità rara, capace di far convivere immagini immediate e composizioni più riflessive.
Questo continuo andare e tornare tra due realtà diverse arricchisce il loro sguardo, lasciando in ogni scatto la traccia di luoghi lontani e l’emozione di ricordi personali che si fondono con la realtà.
Per Gioconda e August, tornare in Toscana significa ritrovare pace e familiarità, un legame profondo con la luce e i paesaggi. La Maremma, con la sua natura selvaggia e i ricordi d’infanzia di Gioconda ad Ansedonia, è stato il primo porto emotivo. È anche il territorio che hanno esplorato insieme subito dopo essersi incontrati, un luogo fatto di vento, sabbia e memorie condivise. L’Elba è una scoperta più recente, ma è diventata un rifugio estivo fisso, dove si sono costruiti pezzi importanti della loro storia.
La scelta dei luoghi da fotografare nasce proprio da questo intreccio di sensazioni personali. L’obiettivo è mostrare una Toscana lontana dai soliti cliché, portando alla luce dettagli poco noti e atmosfere più intime.
La Toscana vive una contraddizione che si riflette anche nell’atteggiamento della sua gente: tanto orgoglio per la propria terra quanto diffidenza verso il turismo di massa. Le immagini stereotipate, quelle da cartolina o i paesaggi già visti, rischiano di ridurre una regione ricca di storia e trasformazioni sociali a un semplice prodotto da consumare. C’è una sorta di timore che la propria terra venga svuotata di significato, una cautela nell’esporre la propria bellezza.
Gioconda e August affrontano questa sfida con attenzione, scegliendo cosa mostrare e cosa lasciare fuori. Cercano dettagli insoliti, momenti in cui la luce cambia e trasforma un luogo noto in qualcosa di quasi nuovo. Così raccontano una Toscana autentica, riservata, che si rivela solo a chi sa fermarsi e guardare con occhi diversi.
Il concetto di appucundria attraversa tutto il loro lavoro. Non è solo un sentimento, ma il cuore pulsante delle immagini che cercano. È un’attesa carica di desiderio e nostalgia, un attimo sospeso in cui il ricordo è vivo ma fragile. Catturare quel momento prima che svanisca nel rimpianto è la sfida che la loro fotografia accetta.
Ogni scatto è un equilibrio tra il desiderio di fermare un attimo e la consapevolezza che la vita è fatta di momenti fugaci, di emozioni che restano solo se si è pronti a coglierle. Questo approccio regala alle loro immagini una profondità rara, capace di parlare a chi le osserva e di far emergere quell’essenza toscana che non si vede, ma si sente.
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