Un borgo fantasma che rinasce grazie al voto di migliaia di persone. Succede spesso, in Italia, dove i tesori nascosti non mancano: chiese dimenticate, parchi silenziosi, antichi monasteri abbandonati. Sono i luoghi che rischiano di scomparire, schiacciati dall’incuria e dal tempo. Ma da oltre vent’anni c’è chi li protegge, ascoltando la voce degli italiani. Il Fondo Ambiente Italiano, con il suo censimento biennale “I Luoghi del Cuore”, chiede proprio questo: segnala il posto che ami, quello che non vuoi perdere. Nel 2024, la tredicesima edizione ha raggiunto un risultato senza precedenti, confermando quanto sia forte, ancora oggi, il legame tra le persone e il loro patrimonio.
Dal 2003, “I Luoghi del Cuore” ha coinvolto milioni di persone in tutta Italia. Finora sono stati raccolti più di 13 milioni e mezzo di voti. Solo nell’ultima edizione del 2024, gli italiani hanno segnalato più di 2,3 milioni di luoghi, sparsi in 6.508 comuni, per un totale di oltre 41.000 siti. Dietro ogni segnalazione c’è una storia, un ricordo, un attaccamento che spinge a non lasciare morire quei pezzi di storia e natura.
Le chiese sono in cima alla lista, con il 40% delle segnalazioni: veri e propri simboli delle comunità locali. Come ha detto Marco Magnifico, presidente del FAI, “l’Italia è un Paese di campanili”, dove questi edifici sono il cuore pulsante dei centri storici. Seguono poi luoghi di interesse ambientale, architettonico e urbanistico, mentre i siti archeologici rappresentano solo il 3% delle richieste. Nel tempo, questo movimento civico ha portato al restauro di 180 luoghi, spesso con il coinvolgimento delle scuole, che educano i più giovani a prendersi cura del proprio territorio.
Tra i successi più importanti, il FAI celebra tre chiese che sono tornate a nuova vita. A Gallipoli, la Chiesa di San Pietro dei Samari sta per riaprire dopo anni di abbandono. Nel Verbano Cusio Ossola, l’Oratorio del Sasso, sopra il Lago Maggiore, è di nuovo accessibile, riportando l’attenzione su un territorio spesso dimenticato. Ad Ascoli Piceno, il complesso di Sant’Angelo Magno ha riacquistato un ruolo centrale nella vita culturale della città.
Questi casi hanno ispirato anche iniziative locali come quella di don Antonio Loffredo a Napoli, che ha coinvolto i giovani del Rione Sanità nel recupero di chiese spesso chiuse o trascurate. Un esempio di come la comunità possa trasformare il patrimonio in un motore di rinascita sociale e culturale, non solo conservandolo ma restituendogli funzioni vive.
“I Luoghi del Cuore sono un movimento popolare”, sottolinea Marco Magnifico. Ogni due anni, gli italiani ribadiscono il loro legame con il territorio, dalle coste del Mediterraneo fino alle Alpi. La forza sta nella partecipazione diretta: ogni segnalazione è un appello concreto per prendersi cura di un pezzo di storia o natura. È un esempio pratico di sussidiarietà, uno dei principi fondamentali della Costituzione italiana.
Il risultato non si limita a restauri isolati, ma si traduce in una migliore fruizione dei luoghi. Prendiamo Monesteroli, un borgo nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: grazie al censimento è stata recuperata la scalinata d’accesso, un intervento che ha rilanciato la vita locale, favorendo turismo sostenibile e nuove attività culturali.
Il FAI ha costruito negli anni solide collaborazioni con il mondo economico, su tutte quella con Intesa Sanpaolo. Insieme hanno messo a disposizione circa 65 milioni di euro per progetti di tutela culturale e ambientale. Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato come cultura e sviluppo economico possano camminare fianco a fianco. La banca, che gestisce quattro musei in Italia, sostiene restauri di opere pubbliche, confermando la cultura come leva per la crescita.
Per il censimento del 2026, Intesa Sanpaolo destinerà 600 mila euro a sostegno delle iniziative di recupero. Sono previsti premi da 70 mila, 60 mila e 50 mila euro per i tre luoghi più votati. Dopo la classifica finale, nel 2027 sarà aperto un bando per finanziare altri progetti che supereranno la soglia di 3.000 voti, più alta rispetto al passato.
La raccolta delle segnalazioni per il censimento 2026 è già iniziata e si chiuderà il 15 dicembre 2026. L’iniziativa ha il patrocinio del Ministero della Cultura, a conferma della sua importanza nazionale. Quest’anno, per la prima volta, il censimento sarà accompagnato da una serie di video-podcast chiamata “I luoghi che leggiamo”. Ideata da Marta Stella con gli studenti dell’Università IULM, coinvolge dieci scrittori italiani – tra cui Daria Bignardi e Marco Missiroli – che raccontano i luoghi a loro cari, offrendo uno sguardo emozionale e culturale sul patrimonio italiano.
I primi tre episodi sono già disponibili e rappresentano un modo nuovo e coinvolgente per scoprire questi luoghi, intrecciando narrazione letteraria e identità territoriale. L’appello agli italiani è semplice: far sentire la propria voce per non lasciare che questi piccoli patrimoni spariscano, dando così un senso concreto alla partecipazione civica e alla tutela condivisa di ambiente e cultura.
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