Manhattan si prepara a una nuova svolta culturale. Nel cuore di Tribeca, dove ogni angolo racconta storie di creatività e fermento, è nato Tappeto Volante Project, una galleria d’arte italiana pronta a lasciare il segno. Non è un semplice spazio espositivo: è la naturale evoluzione di Tappeto Volante Gallery, che dal 2020 anima Brooklyn con la sua proposta artistica. Tra pandemie, crisi economiche e mercati incerti, questa nuova realtà vuole diventare un faro per artisti emergenti, un luogo dove la cultura si intreccia con l’inclusività. Un progetto ambizioso, figlio di passione vera e di un impegno profondo verso un panorama creativo in costante movimento.
Tappeto Volante Gallery è nata nel 2020, proprio nel mezzo di una crisi senza precedenti. Brooklyn, con il suo fermento e la sua energia, è stato il palcoscenico di un’esperienza che ha saputo resistere alla tempesta del Covid e alle difficoltà economiche. Qui, la galleria ha offerto uno spazio sicuro e stimolante per artisti e curatori emergenti, diventando un laboratorio di sperimentazione e condivisione. Dietro al progetto c’è la curatrice Paola Gallio, insieme ai partner Jared Deery, JJ Manford ed Elisa Soliven, convinti che la vera forza dell’arte stia negli artisti stessi. L’obiettivo è sempre stato chiaro: non solo promuovere opere, ma accompagnare la crescita personale e professionale degli artisti.
Negli anni, la comunità che si è formata intorno a Tappeto Volante è diventata solida e affiatata, composta da artisti, giovani collezionisti e creativi affezionati a questa realtà indipendente. La galleria ha ospitato eventi importanti, come la retrospettiva di Bascha Mon, che ha segnato il ritorno a New York dell’artista dopo 47 anni di assenza, e la mostra “Library”, con oltre 150 artisti coinvolti. Questi successi hanno dimostrato capacità organizzative e una visione ambiziosa, ma anche la necessità di guardare oltre, per offrire ai propri artisti un palcoscenico più ampio e internazionale.
Il salto è arrivato con l’apertura di Tappeto Volante Project, lo scorso 15 maggio 2026. Il progetto si inserisce in un contesto collaborativo con altre gallerie affini, come Shrine Gallery e Marge Gallery, creando uno spazio espositivo condiviso che punta a favorire lo scambio tra realtà diverse. Situato in Cortland Alley, nel cuore di Tribeca, il progetto vuole mettere in contatto gli artisti con un pubblico più ampio e attento, fatto di collezionisti esigenti e critici appassionati che considerano il quartiere un vero e proprio ecosistema culturale.
Paola Gallio ha sottolineato come questo nuovo percorso si distacchi dall’approccio puramente commerciale che spesso domina la scena newyorkese. Qui si privilegia un metodo radicato nelle pratiche artistiche autentiche, guidato da chi, come i fondatori, è anche artista e conosce da vicino le sfide del mestiere. A Tribeca, dove la concorrenza è spietata e le aspettative alte, la galleria vuole crescere insieme ai suoi artisti, offrendo loro un trampolino verso la scena internazionale.
L’obiettivo è anche quello di avvicinare una nuova generazione di collezionisti, interessati a investire con consapevolezza e apertura, puntando su talenti giovani e spesso poco conosciuti, con prezzi accessibili ma con grande margine di crescita.
La prima mostra di Tappeto Volante Project a Tribeca è la personale di Angelo Vasta, artista milanese classe 1987. La mostra, dal titolo “Luci Spente ”, presenta una serie di opere su carta che esplorano temi di intimità, percezione e relazioni personali. Aperta fino al 27 giugno 2026, la rassegna racconta, attraverso scene che richiamano ambienti domestici, fragilità, incontri e vulnerabilità.
Le opere si distinguono per un’intensa tensione cromatica, come in “Deserto Rosso” , un omaggio al celebre film di Michelangelo Antonioni, con toni terrosi, grigi e blu che evocano paesaggi emotivi sospesi tra dentro e fuori. La formazione di Vasta come regista di danza emerge nella qualità cinematografica delle sue creazioni, capaci di catturare frammenti di tempo in cui movimento e memoria si intrecciano delicatamente, lasciando spazio a molteplici interpretazioni.
Questa mostra segue la personale del dicembre 2024 a Brooklyn e conferma il percorso di un artista che continua a indagare temi legati all’esperienza queer e alle dimensioni intime con sensibilità e originalità, affermandosi come una voce in crescita nel panorama artistico newyorkese e internazionale.
Originario dell’Italia e residente a Brooklyn, Angelo Vasta ha sviluppato un linguaggio artistico che mescola pittura, disegno, fotografia e immagini in movimento, con un forte richiamo al cinema. Dopo la laurea in Belle Arti all’Università degli Studi di Milano nel 2010, si è trasferito a New York per specializzarsi in produzione cinematografica alla The New School, integrando così la sua arte con la regia e il filmmaking.
Ha collaborato con compagnie di danza di rilievo come il New York City Ballet, l’American Ballet Theatre e la compagnia di Trisha Brown. Parallelamente, ha lavorato con istituzioni culturali e testate di prestigio come il New York Times, portando la sua sensibilità visiva nel campo della performance e del racconto audiovisivo.
Nel tempo, il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie e fiere d’arte negli Stati Uniti, dalla Rebecca Camacho Presents a Tappeto Volante, dalla Karma Bird House alla Marinaro Gallery, partecipando a eventi importanti come The Armory Show e NADA Miami. Vasta è oggi un esempio di come le radici europee e la sperimentazione americana possano fondersi, dando vita a un dialogo vivace e stimolante nel panorama artistico globale.
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