La moda è cambiata, e lo sa bene chi la vive da dentro, dice Sara Sozzani Maino, protagonista dell’ultimo numero di Tailor, la newsletter di Artribune. Non si tratta più solo di tessuti o sfilate, ma di un intreccio stretto tra creatività, cultura e responsabilità sociale. Domenica 26 luglio 2026, proprio prima della pausa estiva, Tailor ha puntato i riflettori su questa figura chiave, offrendo uno sguardo autentico sulle trasformazioni che scuotono il settore. Un viaggio tra sfide nuove e desideri smarriti, che racconta il volto inedito della moda contemporanea.
Sara Sozzani Maino è un punto di riferimento imprescindibile per chi segue l’evoluzione del sistema moda a livello globale. Dal suo ingresso in Vogue Italia nel 1994, ha dedicato la carriera a scovare e valorizzare giovani designer e creativi. La sua intuizione più importante è stata la creazione di Vogue Talents, un progetto pensato per scoprire e sostenere nuovi talenti, che ha fatto da apripista a iniziative come Who Is On Next? e collaborazioni con la Camera Nazionale della Moda Italiana.
Nel tempo, il suo lavoro si è esteso alla Fondazione Sozzani, dove moda, arte e cultura si intrecciano, riflettendo una visione aperta e interdisciplinare della creatività. Per Sozzani Maino lo scouting non è solo una selezione, ma un processo fatto di ascolto, dialogo e costruzione di spazi dedicati ai giovani talenti. L’intervista pubblicata su Tailor ripercorre questo cammino e mette in luce anche le responsabilità di chi opera in un settore in continuo cambiamento.
Il rapporto tra lusso e giovani è uno dei temi caldi dell’edizione di luglio di Tailor. Il settore ha visto una trasformazione radicale con l’arrivo dei social media: ciò che un tempo era avvolto nel mistero e nel desiderio oggi viene mostrato in modo diretto e spesso frettoloso sui canali digitali. Questa trasparenza, da una parte, ha tolto parte del fascino al lusso, alimentando un senso di perdita attorno al mito che un tempo accompagnava i grandi brand.
In un mercato sempre più dominato da logiche finanziarie, produzioni accelerate e modelli spesso poco sostenibili, la narrazione del lusso rischia di ridursi a un semplice prodotto di consumo. La domanda che emerge è come il settore possa reinventarsi per ritrovare quella capacità di coinvolgere emotivamente e stimolare l’immaginazione che lo ha sempre caratterizzato. Tailor affronta questi temi con uno sguardo lucido, cercando di offrire una lettura aggiornata e consapevole della situazione e delle possibili vie da seguire.
Tailor si conferma come un punto di osservazione attento sulle trasformazioni che attraversano non solo il mondo della moda, ma anche i suoi incroci con arte e cultura. Ogni numero propone una selezione di mostre, istituzioni, premi, libri e progetti creativi che anticipano o raccontano i cambiamenti in corso. Il formato permette di cogliere quei territori di confine dove sperimentazione, ricerca e cultura progettuale si incontrano.
Questa continua mappatura è fondamentale per approfondire i legami tra moda e linguaggi contemporanei. Il pubblico di Tailor ha così a disposizione uno sguardo sempre aggiornato su ciò che emerge a livello internazionale, con un focus su pratiche spesso all’avanguardia o che aprono nuove riflessioni sul sistema. La newsletter diventa così un archivio corale di innovazioni e trasformazioni.
Dopo l’uscita del 26 luglio, Tailor si prende una pausa estiva fino a settembre 2026. La newsletter, firmata da Margherita Cuccia e Giulio Solfrizzi, tornerà con nuovi contenuti sia online che in eventi dal vivo. In autunno è previsto anche il lancio di Artribune Moda, una pubblicazione semestrale che vuole approfondire ancora di più il legame tra moda, arte e cultura, con un approccio articolato e aggiornato.
L’iscrizione a Tailor resta gratuita e aperta a chiunque voglia ricevere direttamente in posta i prossimi numeri. Un modo per mantenere vivo un dialogo costante con chi segue da vicino le dinamiche della moda contemporanea, senza perdere di vista i suoi intrecci con ambiti culturali più ampi e complessi.
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