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Russia colpisce il patrimonio culturale ucraino: gravi danni alla Cattedrale della Dormizione di Kiev

Le esplosioni hanno squarciato la notte di Kiev, ancora una volta. Tra il 14 e il 15 giugno 2024, la capitale è stata investita da una pioggia di missili e centinaia di droni, un assalto senza sosta che ha colpito anche Kharkiv e Dnipro. Undici persone hanno perso la vita, ma la ferita più profonda riguarda il patrimonio culturale: il Monastero delle Grotte, un simbolo religioso e storico di immenso valore, è stato gravemente danneggiato. Quel colpo al cuore dell’Ucraina riporta l’attenzione su un dramma poco raccontato, eppure cruciale: la distruzione intenzionale delle sue radici culturali.

Il Monastero delle Grotte di Kiev: storia e ferite

Nel corso del raid notturno, il complesso noto come Kyiv-Pechersk Lavra, fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio, ha riportato danni seri. Questo monastero, riconosciuto patrimonio mondiale dall’Unesco dal 1990, custodisce grotte sotterranee, catacombe e la Cattedrale della Dormizione, un capolavoro barocco costruito tra Seicento e Settecento. È uno dei luoghi sacri più importanti per l’ortodossia slava orientale e un punto di riferimento culturale e spirituale per l’Ucraina. Qui il monaco Nestore scrisse la “Cronaca degli anni passati”, il primo testo storico nazionale ucraino, che sottolinea il valore simbolico dell’attacco subito.

Il monastero è anche teatro di una disputa religiosa interna, diviso tra la Chiesa autocefala ucraina e quella legata al Patriarcato di Mosca. La Cattedrale della Dormizione è sotto la giurisdizione del clero ucraino indipendente, ma i danni causati dall’attacco hanno colpito duramente anche la memoria religiosa e storica del paese. L’incendio che ha coinvolto la cattedrale è stato segnalato per primo da Yevstratiy Zoria, portavoce della Chiesa ortodossa ucraina. Il Metropolita Epifanio ha definito l’episodio “un crimine contro l’umanità, la storia e la cristianità”, ribadendo l’importanza sacra e culturale del luogo.

Colpiti musei, centri culturali e siti storici a Kiev, Kharkiv e Dnipro

L’attacco non ha risparmiato altri importanti luoghi culturali a Kiev. Tra i siti danneggiati ci sono il Tesoro del Museo Nazionale di Storia dell’Ucraina, il Museo del Libro e della Stampa, la Biblioteca Nazionale di Storia e l’Accademia Nazionale del Personale Dirigenziale della Cultura e delle Arti. Anche il deposito del Museo Nazionale di Architettura e Vita Popolare ha subito danni durante i bombardamenti.

Tra i centri colpiti emerge il complesso Mystetskyi, sede del Museo e del Centro Nazionale per la Cultura, insieme al Palazzo delle Arti, entrambi situati nelle zone più colpite di Kiev. Un vasto incendio ha devastato anche il Centro nazionale per la cinematografia Dovzhenko, distruggendo o danneggiando il prezioso archivio di costumi di scena, che conteneva circa 100.000 abiti e milioni di accessori storici: il più antico repertorio di questo tipo in Ucraina. La ministra della Cultura e vicepremier, Tetiana Berezhna, ha denunciato che “l’attacco è una chiara azione mirata contro la cultura, la memoria e l’identità nazionale ucraina”.

Anche Kharkiv e Dnipro hanno pagato un prezzo alto: a Kharkiv è stato colpito il Museo d’Arte, mentre a Dnipro sono stati danneggiati la Casa dell’Organo e il centro musicale noto come Chiesa Bryanska. Questi attacchi dimostrano che l’offensiva russa non si limita agli obiettivi militari, ma punta a colpire i simboli identitari del paese.

La condanna internazionale e il valore simbolico della cattedrale

Il bersaglio più grave è stato senza dubbio la Cattedrale della Dormizione. Pur con le icone e le reliquie messe in salvo in tempo, l’Unesco ha denunciato “danni significativi dentro e fuori la cattedrale, oltre che alle strutture storiche vicine, compresi elementi del complesso fortificato della Lavra e la torre di Ivan Kushnik”.

La reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere. Il ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli, ha espresso “ferma condanna per l’attacco russo che ha colpito un sito patrimonio dell’umanità, simbolo della storia e della spiritualità del popolo ucraino”. Giuli ha ricordato che proteggere il patrimonio culturale deve essere un principio inviolabile, anche in tempo di guerra, e che danneggiare un luogo riconosciuto dall’Unesco è “un’offesa alla memoria, all’identità dei popoli e ai valori universali della comunità internazionale”.

Storia e ricostruzione della cattedrale: tra passato e presente

La Cattedrale della Dormizione porta sulle spalle una storia fatta di distruzioni e rinascite. Costruita nella seconda metà dell’XI secolo, con influenze artistiche da Costantinopoli, ha subito gravi danni nel tempo a causa di calamità naturali e invasioni, tra cui quella mongola del 1240 e il grande incendio del 1718, che ne portò al restauro in stile barocco.

Durante la Seconda guerra mondiale, la cattedrale venne quasi distrutta da un incendio scoppiato nel novembre 1941, poco dopo l’occupazione tedesca di Kiev. Le cause di quell’incendio restano oggetto di dibattito, con ipotesi legate al ritiro dell’Armata Rossa. La ricostruzione si concluse solo nel 2000, diventando un simbolo della rinascita culturale e spirituale dell’Ucraina indipendente.

I danni più recenti hanno colpito soprattutto l’area dell’altare e la cappella Stefanivskyi, come segnalato dal Ministero della Cultura ucraino. Nel frattempo, l’incendio al tetto è stato domato. Questi attacchi rappresentano un’altra ferita profonda per un monumento che racchiude secoli di storia, fede e identità nazionale, colpito in un momento in cui la guerra si fa anche battaglia sulle radici culturali di un popolo.

Redazione

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