Il tendone del circo ha lasciato spazio alle pietre antiche di Castel Sant’Angelo, trasformando la fortezza in un palcoscenico vivo e pulsante. Dal 28 luglio al 2 agosto 2026, Roma ha assistito a uno spettacolo che rompe gli schemi: niente solo acrobazie o numeri di giocoleria. Qui, ogni sala, ogni cortile e terrazza raccontano una storia diversa, un viaggio tra arte e storia che avvolge il pubblico. “Il Castello degli Angeli Ostinati” è il cuore pulsante di questa esperienza, frutto della creatività del regista Giacomo Costantini e del festival “L’Angelo e la luna”, con la cura attenta di Anna Selvi. Un esperimento che fonde il teatro con il patrimonio, regalando un dialogo sorprendente nel cuore di Roma.
Dal 2018, ogni estate Castel Sant’Angelo si trasforma in un palcoscenico speciale grazie a “L’Angelo e la luna”, una rassegna culturale che dura da luglio a ottobre e raccoglie decine di eventi: musica, teatro, danza e, da due anni a questa parte, anche circo. L’idea è quella di aprire spazi insoliti all’interno del Castello, offrendo al pubblico un modo nuovo di entrare in contatto con uno dei simboli di Roma. Il direttore Luca Mercuri ha creduto in questa svolta culturale che ha portato più di 15 spettacoli e 41 repliche, richiamando tanto i romani quanto i turisti. Non è solo un calendario di appuntamenti, ma un ponte tra passato e contemporaneità, un invito a guardare con occhi diversi un luogo noto.
“Il castello diventa un luogo di produzione e partecipazione culturale”, racconta Anna Selvi. Il festival, curato nei minimi dettagli e aperto a contaminazioni artistiche, vuole mettere in relazione artista e pubblico, ma anche epoche lontane. In questo scenario il circo è l’elemento più innovativo e sfidante: arte popolare e tradizionale che qui si rispetta la monumentalità del luogo, ma si reinventa con una narrazione moderna fatta di drammaturgia e musica dal vivo.
Lo spettacolo di Giacomo Costantini non è una performance statica, ma un percorso. Il pubblico si muove all’interno di Castel Sant’Angelo seguendo due itinerari paralleli che raccontano aspetti diversi della leggenda dell’Arcangelo Michele, simbolo storico del castello. Coreografie aeree, danze acrobatiche e momenti comici si intrecciano in una drammaturgia complessa firmata dal collettivo letterario Wu Ming, che ha riletto la storia e le trasformazioni della statua dell’Arcangelo nel corso dei secoli.
La scenografia naturale del Castello si fonde con il linguaggio circense, regalando un’esperienza immersiva che va oltre il semplice spettacolo. Gli artisti dialogano con gli spazi, costruendo un racconto fluido che passa dal mito alla magia, dalla memoria storica al presente. La musica dal vivo accompagna ogni tappa, coinvolgendo lo spettatore in un percorso multisensoriale carico di suggestioni. Più che uno spettacolo, “Il Castello degli Angeli Ostinati” si presenta come un’opera d’arte totale, capace di abbattere il confine tra palcoscenico e pubblico.
Anna Selvi ha voluto fortemente la collaborazione con Giacomo Costantini per portare a Roma un circo che rompe gli schemi. La proposta di Costantini si inserisce in un filone contemporaneo che cerca di rinnovare il linguaggio circense, senza tradire le sue radici. Qui niente spettacoli frammentati o semplicemente spettacolari: si punta a una narrazione organica, dove tecnica e poesia si intrecciano.
La scelta di prendere come tema l’Arcangelo Michele, la cui statua è stata più volte distrutta e ricostruita, è una metafora perfetta di resistenza e trasformazione. Il circo diventa così portavoce di una nuova estetica, dove le arti performative dialogano con la storia e l’architettura, restituendo una lettura contemporanea di un monumento antico. Questa contaminazione apre le porte a spettatori diversi, dai più giovani agli appassionati di storia.
Da più di dieci anni Giacomo Costantini esplora il rapporto tra circo e letteratura. Con “Il Castello degli Angeli Ostinati” questa ricerca trova la sua forma più matura, grazie al lavoro di Wu Ming, collettivo noto per raccontare storie profondamente radicate nel passato. La drammaturgia diventa uno spazio di invenzione che colma le lacune narrative con una tecnica chiamata “termodinamica della fantasia”.
Questo metodo permette di costruire una storia che dialoga con i luoghi e la performance, senza che la parola sovrasti l’azione o viceversa. La narrazione itinerante nasce da un intreccio di parole, musica e corpi in movimento, capace di suscitare meraviglia ma anche riflessione storica. L’approccio site-specific rende il progetto un’esperienza completa, pensata appositamente per le caratteristiche architettoniche e simboliche di Castel Sant’Angelo.
Lo spettacolo riunisce artisti da diverse tradizioni circensi e performative, italiani e stranieri. Tra loro la compagnia guatemalteca Duo Kaos, che mescola acrobazie, danza e suoni simbolici. Il clown, giocoliere e mago Andrea Farnetani porta comicità e stupore con le sue performance.
Spicca l’acrobata aerea Guenda Bournens, specializzata nel cerchio, che vola agile sulla terrazza panoramica del castello. Nella biblioteca, Selyna Bogino incanta con antipodismo e hula hoop. Il percorso alterna virtuosismi e momenti teatrali, guidati anche da Clio Gaudenzi e dal prestigiatore Luca “Mago Novas” Terranova.
La musica dal vivo è affidata a Valeria Sturba, polistrumentista e cantante, e al violoncellista Giuseppe Franchellucci. Questa fusione di arti rende lo spettacolo un mosaico di energie e sensibilità, capace di coinvolgere e sorprendere in ogni fase.
Questa edizione de “Il Castello degli Angeli Ostinati” ha confermato il valore di una formula che mette insieme patrimonio culturale e sperimentazione artistica, con un ritmo serrato e un’attenzione maniacale ai dettagli. Castel Sant’Angelo si conferma così non solo un monumento storico, ma un crocevia di nuove forme di cultura dal vivo.
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