Nel 2026, Pierre Bonnefille farà parlare di sé in due luoghi simbolo dell’arte italiana: Volterra e Venezia. L’artista francese, nato nel 1958 ma con radici italiane ben salde, torna a misurarsi con materia e colore, portando avanti un dialogo iniziato nel 2024 con la galleria KALPA di Volterra. Qui presenterà una mostra dedicata, mentre a Venezia, in occasione della 61ª Biennale d’Arte, svelerà un’installazione monumentale che promette di lasciare il segno. Due appuntamenti, un’unica visione artistica che attraversa paesaggi e forme.
Nato a Saint-Quentin nel 1958, Bonnefille ha costruito la sua carriera puntando tutto sulla materia e sul colore. La sua esperienza spazia dal design alla pittura astratta, unendo tradizioni antiche a tecniche sperimentali. L’Italia è stata per lui un punto di riferimento fin dagli esordi: a Venezia ha iniziato a raccogliere pigmenti naturali, elementi che ancora oggi dominano il suo lavoro.
Minerali, polveri di metallo e resine si trasformano in opere che raccontano stratificazioni e profondità visive. La sua ricerca è precisa e appassionata: indaga la luce e la trasparenza con uno sguardo da artigiano, ma anche da scienziato. Le superfici che crea evocano paesaggi sospesi o riflessi lunari, senza mai tradire la sua scelta per l’astrazione pura, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza sensoriale e meditativa.
In Bonnefille, design e arte si fondono naturalmente, dando vita a lavori curati nei minimi dettagli e capaci di far emergere la bellezza nascosta della materia.
Nel cuore di Volterra, la galleria KALPA, fondata da Eleonora Raspi, si distingue per l’attenzione rivolta a opere materiche che affondano le radici nel territorio e nelle tecniche tradizionali. La collaborazione con Bonnefille, iniziata nel 2024, nasce proprio da questa condivisione di valori: riportare la materia al centro del discorso artistico.
La mostra “Paesaggi astratti”, curata da Raspi, raccoglie una selezione delle opere più rappresentative dell’artista francese. Tele e installazioni realizzate con una tecnica di stratificazione meticolosa, dove colori e materiali naturali si intrecciano per restituire giochi di luce che ricordano superfici d’acqua o il chiarore lunare.
L’approccio di Bonnefille è tanto tattile quanto scientifico: ogni opera nasce da uno studio accurato dei pigmenti naturali, che vengono sovrapposti in strati sottili per creare un senso di movimento e tempo sospeso. Terre, polveri metalliche e ossidi compongono un cromatismo ricco e calibrato, capace di affascinare e coinvolgere.
A partire da maggio 2026, Bonnefille porta il suo lavoro anche a Venezia, nel sestiere di Cannaregio, nel chiostro del XIV secolo della Madonna dell’Orto. Qui prende forma “Bronze Painting”, un’installazione accompagnata da due sculture in bronzo, chiamate “Rhizome”.
La mostra collettiva “Il corpo della materia”, curata da Carole de Bona e parte della 61ª Biennale d’Arte, accoglie questa proposta promossa dall’associazione Bel Ouvrage, impegnata a sostenere progetti artistici che esplorano la materia e la sua trasformazione.
L’opera di Bonnefille gioca sul confine tra solidità e movimento: il bronzo sembra piegarsi e frantumarsi come un’onda, senza però spezzarsi mai. Linee ispirate alla calligrafia orientale attraversano la superficie, creando un effetto che fonde gesto pittorico e scultura. Il contrasto tra materiale e forma dà vita a un’immagine potente e suggestiva.
Il contesto storico del chiostro veneziano amplifica questo dialogo tra passato e presente, tra tradizione millenaria e sperimentazione contemporanea. L’installazione diventa così un ponte tra due mondi, dove la materia densa si apre alla luce.
Il 2026 segna un passo importante anche per la galleria KALPA, che porta la sua proposta artistica oltre la Toscana, puntando su un palcoscenico internazionale come la Biennale di Venezia. La collaborazione con Bonnefille è un esempio di come investire in progetti ambiziosi possa aprire nuove strade per promuovere tendenze artistiche innovative.
Eleonora Raspi, fondatrice della galleria, sottolinea come il lavoro di Bonnefille sia perfettamente in sintonia con l’identità di KALPA: “un luogo dove l’arte legata alla materia e al territorio trova spazio, superando gli schemi della contemporaneità.”
La mostra di Volterra resta aperta da maggio a ottobre con orario continuato, offrendo al pubblico la possibilità di immergersi in un universo artistico complesso e raffinato, che fonde scienza, arte e artigianato. A Venezia, fino a fine luglio, l’installazione alla Biennale completa questo racconto a doppio filo, segnando un momento chiave per l’artista e la galleria.
Così il legame tra Volterra e Venezia si allarga, coinvolgendo un pubblico internazionale e aprendo nuovi spazi di confronto tra tradizione e innovazione.
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