Catriona e Simon Mordant hanno scelto l’Umbria come nuova casa, tra le dolci colline che circondano il Lago Trasimeno. Non si tratta di una fuga qualunque, ma di un passo deciso da collezionisti d’arte che hanno trasformato la passione in un vero e proprio progetto imprenditoriale. Anglo-australiani con una carriera internazionale alle spalle, hanno intrecciato la loro vita a quella della cultura italiana, trovando un equilibrio tra famiglia, affari e creatività. Nel 2022 hanno lanciato Quattro Gatti, un gin artigianale che celebra il piacere della convivialità italiana; pochi anni dopo, la loro etichetta è diventata sponsor ufficiale della Biennale di Venezia, un riconoscimento che parla chiaro del loro impegno nel mondo dell’arte. Dietro ogni bottiglia, dietro ogni opera, c’è una storia di passione che va ben oltre la semplice collezione.
La scelta di stabilirsi sulle rive del Lago Trasimeno non è stata casuale. Catriona racconta che tutto è iniziato durante un viaggio via terra da Londra con la famiglia, quando si sono fermati per caso in una casa circondata da ulivi e lavanda. Quel posto, lontano dal turismo di massa, li ha colpiti per la sua autenticità e per la gentilezza della gente del luogo, diventando presto un rifugio prezioso. Simon conferma: “l’Italia è sempre stata parte della sua vita, tra vacanze estive in Toscana e ricordi intensi, come la luna di miele.” La pandemia ha accelerato la decisione di trasferirsi stabilmente, trasformando un luogo di vacanza in una casa vera e propria. Oggi la famiglia è composta non solo da loro tre, ma anche da tre gatti e un cane, che rendono la loro quotidianità ancora più italiana e tranquilla.
Nel 2022 è nato Quattro Gatti, la nuova sfida imprenditoriale dei Mordant. Dietro questo nome, che richiama intimità e condivisione, c’è un gin fatto con cura e passione. Simon parla del legame con la terra umbra, famosa per il migliore ginepro al mondo, e racconta come tutto sia iniziato: un corso di produzione di gin seguito con il figlio Angus in Inghilterra, poi le prime sperimentazioni in alambicco durante la pandemia, tra difficoltà e rallentamenti dovuti alle restrizioni. Nonostante tutto, la famiglia ha affinato la ricetta fino a ottenere un prodotto premiato a livello internazionale, che ha dato il via alla commercializzazione. L’esperienza di una storica famiglia di distillatori torinesi ha aiutato Quattro Gatti a farsi strada con una produzione di qualità e un’identità chiara.
Per i Mordant, l’arte è presente in ogni aspetto della vita, persino nella creazione del gin. È un processo creativo che ricorda quello dell’arte contemporanea: si parte da una “tela bianca”, si sperimenta, si cerca l’equilibrio tra gusto e qualità, senza fretta. Quattro Gatti è pensato per momenti di pausa, di chiacchiere e amicizia, non per feste sfrenate. Questo spirito si riflette anche nella loro collezione, che punta soprattutto su opere di artiste donne con temi politici e sociali, frutto di anni di passione ma anche di un modo di vivere che dà valore al bello e al pensiero critico. Il nome del gin richiama proprio l’espressione italiana che indica un piccolo gruppo di amici che si ritrovano a parlare, come accade a Venezia durante la Biennale.
Il legame dei Mordant con la Biennale di Venezia è forte e duraturo. Dal 1988, anno in cui l’Australia partecipò con un padiglione donato per il bicentenario dell’insediamento europeo, la famiglia ha avuto un ruolo centrale nel sostegno e nel restauro della struttura. Grazie al loro contributo si è potuto demolire e ricostruire un edificio moderno, il primo del XXI secolo a Venezia, che ha ridato prestigio al padiglione australiano e ha favorito il lavoro di artisti e architetti emergenti. Nel 2024 l’Australia ha vinto il Leone d’Oro, un riconoscimento che testimonia il valore culturale e la tenacia nel promuovere l’arte di qualità. Nel 2026, con la sponsorizzazione di Quattro Gatti, i Mordant hanno portato nella Biennale un marchio che unisce arte e convivialità, con un cocktail dedicato, il “The Reflection”, servito in eventi selezionati e hotel di prestigio.
La collezione di Catriona e Simon conta più di 600 opere, scelte con cura e coerenza. Non seguono un filo rigido, ma acquistano solo ciò che amano e che riescono a vivere ogni giorno. Un’analisi ha mostrato che la maggior parte delle opere è firmata da artiste donne, una scelta spontanea ma significativa. Tra i nomi più noti ci sono Tracey Emin, Mona Hatoum e Shirin Neshat, insieme a talenti italiani come Fabio Viale e Massimo Vitali. La coppia preferisce sostenere artisti emergenti, vedendo nel collezionismo anche un investimento morale nel futuro dell’arte contemporanea. Comprano con passione e criterio, senza inseguire mode o grandi nomi, ma accompagnando gli artisti nel tempo. Inoltre, donano regolarmente opere a musei in tutto il mondo, con l’intento di rendere l’arte accessibile a un pubblico più ampio.
Catriona e Simon vivono circondati dall’arte, trovando ogni giorno ispirazione e piacere. Non si affidano a consigli esterni, ma scelgono ciò che rispecchia il loro gusto. Frequentano studi d’artista, gallerie e musei: in Italia amano particolarmente il Castello di Rivoli e hanno un rapporto stretto con una restauratrice perugina, che apre loro una finestra sull’arte antica. Ai giovani che vogliono avvicinarsi al collezionismo consigliano di esplorare con calma gli spazi dedicati agli artisti emergenti e di comprare quello che sentono davvero, anche se non è firmato da nomi famosi. L’invito è a sostenere i talenti che stanno crescendo, capaci di esprimere idee e sensibilità personali, costruendo così collezioni autentiche, fatte di emozioni.
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